Coronavirus, Gimbe: “E’ saltato l'argine del tracciamento”

Salute e Benessere

Lo ha riferito il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, a commento del monitoraggio indipendente, legato alla diffusione del virus nel nostro Paese, riguardante la settimana 14-20 ottobre

ll monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe ha rilevato, nella settimana 14-20 ottobre e rispetto alla precedente, un “incremento esponenziale nel trend dei nuovi casi (68.982 rispetto a 35.204) a fronte di un rilevante aumento dei casi testati (630.929 rispetto a 505.940) e di un ulteriore netto incremento del rapporto positivi/casi testati (10,9% rispetto a 7%)” E’ questo l’inizio del comunica stampa pubblicato sul web dall’ente indipendente di ricerca e formazione, guidato da Nino Cartabellotta. Quella che viene definita "brusca impennata" del rapporto positivi/casi testati, passata dal 7% al 10,9%, "certifica il fallimento del sistema di testing & tracing per arginare la diffusione dei contagi" da coronavirus. Infatti, ha sottolineato proprio il presidente di Gimbe, le notevoli variabilità regionali hanno fatto emergere come la "prima diga" sia del tutto saltata in alcune regioni: ad esempio in Valle d'Aosta oltre un caso testato su 3 è risultato positivo e in Liguria quasi 1 su 4.

“Seguire la dinamica delle curve su base settimanale”

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Dal punto di vista epidemiologico, negli ultimi sette giorni, sono cresciuti i casi attualmente positivi (142.739 rispetto ai 87.193 della settimana precedente) e, sul fronte degli ospedali, si registra un’impennata dei pazienti ricoverati con sintomi (8.454 rispetto a 5.076) e in terapia intensiva (870 rispetto a 514). Più che raddoppiati anche i decessi (459 rispetto a 216). Per Cartabellotta, in questa fase di rapida risalita dei contagi, "piuttosto che contare i numeri del giorno, è fondamentale seguire la dinamica delle curve su base settimanale. Infatti, dal 6 ottobre si impenna il trend dei casi attualmente positivi, dei pazienti ricoverati con sintomi e di quelli in terapia intensiva, seguito una settimana dopo da quello dei decessi". Questo, dice Gimbe, conferma che i sistemi di tracciamento sono saltati in gran parte del territorio nazionale e come adesso l'obiettivo primario sia quello di “prevenire il sovraccarico di ospedali e terapie intensive, al fine di contenere l'incremento della letalità”.

Le scelte del Governo

Cartabellotta, poi, si è soffermato a commentare le scelte del Governo. "L'avvicendarsi di Dpcm a cadenza settimanale e la parallela introduzione di ulteriori misure in alcune Regioni, dal coprifuoco alla chiusura dei centri commerciali nei weekend, dimostrano tuttavia che la politica non ha una vera strategia per contenere la seconda ondata", ha detto. "Se, come riferito dal premier Conte in Parlamento, l'obiettivo è quello di tutelare sia la salute che l'economia, Governo, Regioni ed Enti locali devono prendere atto che il virus corre sempre più veloce delle loro decisioni”, ha ribadito, dal suo punto di vista. “Non si può continuare ad inseguirlo basandosi sui numeri del giorno che riflettono i contagi di 15 giorni prima, ma occorre guardare alla proiezione delle curve a 2 settimane per decidere immediatamente lockdown mirati, eventuali zone rosse locali e misure restrittive molto più rigorose", ha poi concluso.

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