Coronavirus, Locatelli: “Non siamo in una situazione di panico o di allarme”

Salute e Benessere

Il presidente del Consiglio superiore di sanità, commentando l'andamento dei contagi in Italia, assicura: la situazione sanitaria “non è comparabile con quella di marzo". Poi, sul vaccino: "Lo avremo presumibilmente nella primavera del 2021". Mentre sulla scuola afferma: "Deve rimanere aperta"

"Non siamo in situazione di panico né di allarme, solo un terzo del numero di ieri di positivi è in soggetti sintomatici, mentre a febbraio e marzo erano tutti sintomatici”. A dirlo è il professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, a 'In mezz'ora in piu" su Rai3, parlando della pandemia di Coronavirus e dell’andamento del contagio in Italia. “Voglio sperare che non arriviamo al lockdown su scala nazionale, si sta lavorando a questo”, ha poi aggiunto l’esperto. Mentre sul vaccino ha spiegato: “Lo avremo presumibilmente nella primavera del 2021, fino ad allora dobbiamo convivere in modo da minimizzare l'impatto del coronavirus sulla vita degli italiani" (COVID, AGGIORNAMENTI LIVE - SPECIALE). Poi un passaggio anche sulla scuola: "Deve rimanere aperta".

Locatelli: "Situazione sanitaria di oggi non comparabile con marzo"

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Locatelli, sull’andamento dei casi nel nostro Paese, ha spiegato anche che pur essendo "indubitabile che ci sia stata forte crescita" dei numero di contagi negli ultimi giorni, non si può parlare di crescita esponenziale". Inoltre, c’è una circolazione del virus “che interessa il continente europeo" e oggi "l'età media è di poco superiore ai 40 anni, mentre in febbraio e marzo si superavano i 65 anni”. Locatelli ha quindi ricordato che al momento "abbiamo 700 persone nelle terapie intensive", numero "nemmeno paragonabile al momento del picco”, della scorsa primavera. Inoltre, l'Italia è "un Paese con un tasso di positivi in rapporto ai tamponi tra i più bassi d'Europa" e la situazione sanitaria di oggi, ha ribadito, “non è comparabile" con quella di marzo.

"Fuori controllo se in Italia ci sono 600mila contagi"

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Secondo l'esperto, comunque, se il numero di contagiati arriverà - o dovesse arrivare - a quota 600mila, allora sì che si potrebbe parlare di pandemia "fuori controllo". Oggi c'è una linea di pensiero secondo cui "il sistema rischia di andare fuori controllo quando c'è circa l'1% di popolazione infetta, in Italia quindi 600.000 persone". Questa è però "una variabile troppo influenzata da una serie di strategie che prevengono questo scenario, i modelli matematici sono utili ma - ha tenuto a sottolineare Locatelli - bisogna tenere in considerazione i dati che possono interferire".

"Scuola deve rimanere aperta, pochi contagi"

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Mentre sulla questione delle scuole, secondo Locatelli occorre che gli istituti rimangano aperti: "È stato fatto uno sforzo straordinario dai ministri Speranza ed Azzolina. Per altro il contributo della scuola alla diffusione del contagio è stato limitato". Serve invece, ha aggiunto,  "tenere d'occhio di assembramenti  incrementando i meccanismi di controllo e sorveglianza, è l'unico modo per venirne fuori".

"Presto acquisto di 19-20 milioni di tamponi antigenici"
 

Il gruppo tamponi antigenici "che sono sono stati validati nei giorni scorsi, permetterà al commissario Arcuri di poter procedere all'acquisto che è stimato nell'ordine di 19-20 milioni e che avverrà molto presto", ha detto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico.

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