Coronavirus, monitoraggio Iss: salgono i contagi in famiglia, indice Rt nazionale a 1.14

Salute e Benessere

Nelle due ultime settimane l'età mediana dei casi è salita a 35 anni circa. I focolai attivi nel nostro Paese sono 2.280, di cui 691 nuovi. Il 15% dei contagi è importato dall'estero, mentre l'11,1% è da rientro da altre regioni o province autonome

Sono in aumento i nuovi casi di coronavirus in Italia per la sesta settimana consecutiva, con un’incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (dal 24 agosto al 6 settembre) di 27.89 per 100 mila abitanti, in crescita rispetto al periodo dal 6 al 19 luglio. Lo dice il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità. La maggior parte dei casi di Covid-19 continua ad essere contratta sul territorio nazionale, e soltanto il 15% - secondo il rapporto - arriva dall’estero. Viene osservata anche una percentuale non trascurabile di casi importati da altre regioni e province autonome, l’11,1%, un dato comunque in diminuzione rispetto ai sette giorni precedenti. In totale sono 2.280 i focolai attivi nel nostro Paese, di cui 691 nuovi.

Risale l’età mediana dei contagiati (circa 35 anni)

Dal monitoraggio dell’istituto emerge anche un aumento dell'età mediana di chi contrae il Covid-19 in Italia, dopo la diminuzione che si era registrata nei mesi estivi. Nelle ultime due settimane l'età mediana dei contagiati è di circa 35 anni. In particolare, le persone con una età maggiore di 50 anni sono, nel periodo 24 agosto 6 settembre, circa il 28% dei casi: erano poco più del 20% nelle due settimane precedenti. "In un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità, ci sono ora segnali di una maggiore trasmissione sul territorio nazionale in ambito domiciliare/familiare con circolazione anche in persone con età più avanzata", si legge nel monitoraggio settimanale proposto dall’Iss e dal ministero della Salute.

Indice Rt sopra 1 in cinque regioni

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Leggero ma costante incremento dell'indice di trasmissione nazionale (Rt) che ha superato la soglia di 1 intorno al 16 agosto 2020, “probabilmente per effetto delle riaperture del 4 e 18 maggio e del 3 giugno”. Lo riporta il Monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, specificando che “bisogna tuttavia interpretare con cautela l'indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell'epidemia. L'Rt nazionale deve essere infatti interpretato “tenendo in considerazione il dato di incidenza". Nel periodo 20 agosto - 2 settembre l'indice di trasmissione nazionale è risultato pari a 1.14 (95%CI:0.71 - 1.53). Nel dettaglio, le regioni che superano la soglia Rt di 1 sono cinque, una in più della scorsa settimana. Sono la Sardegna (1,41), la Puglia (1,21), la Liguria (1.13) e Friuli e Abruzzo entrambe con 1.02. Il più alto è nella provincia autonoma di Trento: 1.58. Il valore più basso è registrato in Molise (0.27), segue il Lazio con 0,52. 

Crescono ricoveri e terapie intensive

Rispetto alle due settimane di monitoraggio precedenti (dal 17 al 30 agosto 2020), in quasi tutte le regioni si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica (dall'1 al 2% ) che in terapia intensiva, dal 2% al 3%, con valori superiori al 5% per alcune regioni. "Sebbene, non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali, la tendenza osservata - si legge nel documento - potrebbe riflettersi a breve tempo in un maggiore impegno. Si conferma, inoltre, l'importante e crescente impegno dei servizi territoriali per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati ed indagati". 

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