Coronavirus, Ippolito: “Per il vaccino sei mesi per arrivare a regime”

Salute e Benessere

Lo ha spiegato, nel corso di un’intervista televisiva, il direttore scientifico di malattie infettive allo Spallanzani di Roma, dove proprio ieri è cominciata la sperimentazione sull’uomo del vaccino contro il virus “made in Italy”, prodotto da ReiThera

"Ci vorranno due mesi per avere le prime informazioni" circa la sperimentazione sull’uomo iniziata ieri, allo Spallanzani di Roma, del vaccino anti-Covid tutto italiano, prodotto da ReiThera, e “sei mesi per arrivare a regime". Lo ha confermato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico di malattie infettive allo Spallanzani e responsabile della sperimentazione del vaccino, ospite della trasmissione “Agorà” su Rai 3.

Un quadro completo ad inizio 2021

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Saranno dunque i primi mesi del 2021 quelli decisivi per avere un quadro più chiaro e completo della situazione, ha confermato l’esperto. "Bisogna avere pazienza, bisogna studiare e ricercare, senza questo non si arriva ad avere dei risultati. Non è che il primo gallo che canta ha fatto l'uovo”, ha commentato Ippolito. “Saremmo potuti arrivare anche due mesi prima a questa sperimentazione, ma non avremmo rispettato i controlli che l'Italia giustamente impone", ha poi aggiunto. Poi, una frecciatina all’Oms: "L'Organizzazione Mondiale della Sanità sembra uno dei tanti grilli parlanti che ogni giorno deve occupare più spazio e dare notizie", ha detto il direttore scientifico dell'Istituto di Malattie infettive del nosocomio romano, a proposito della dichiarazione dell'Oms stessa secondo cui la diffusione del coronavirus nel mondo stia rallentando. "E’ evidente che non ci libereremo presto di questa epidemia. Ma se ogni giorno diciamo che sta aumentando un po' o rallentando un po' creiamo un senso di sconcerto", ha spiegato Ippolito dal suo punto di vista. "Il virus non se n'è mai andato, circola nel mondo e ci sono Paesi in cui il livello di aggressività e numero di morti è ancora rilevante", ha spiegato.

Al via la sperimentazione del vaccino in Italia

"L'Italia con questo vaccino entra da protagonista nella guerra dei vaccini, non per arrivare prima ma per arrivare meglio e mettere il Paese in un sistema di parità. Perché avere un vaccino italiano significa non essere schiavi e servi di altri Paesi che diranno 'io prima'." Sono state queste, intanto, le prime parole dello stesso Ippolito, a commento della prima inoculazione del vaccino italiano cominciata allo Spallanzani. "Il nostro è un protocollo complesso è scrupolo che garantirà la massima sicurezza", ha ricordato l’esperto. "Ci vorranno almeno 24 settimane per completare la fase 1 di sperimentazione sull'uomo vaccino. Poi passeremo alla fase 2 per la quale ci stiamo già preparando. Giocare sui tempi e ridurre la sperimentazione non è utile", ha detto.

I docenti e i test sierologici

Ippolito poi, nel corso del suo intervento, si è soffermato a parlare dei test sierologici per il personale scolastico partito il 24 agosto su base volontaria. "Personalmente ritengo che il test lo debbano fare tutti dal momento che è stato fortemente voluto e lo Stato ha fatto un grande investimento. Tutti. Dovrebbe essere il senso di responsabilità degli insegnanti".

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