Coronavirus: Australia, timori per importazione di medicine improprie

Salute e Benessere

L'Australian Border Force, parte del Dipartimento degli Affari Interni del continente australiano, ha segnalato il preoccupante import di prodotti che promettono di combattere il Covid-19 ma che, in realtà, sarebbero fonte di gravi effetti collaterali

Farmaci proposti come utili nei trattamenti e nelle cure per fermare il Covid-19 ma, in realtà, possibili cause di gravi effetti collaterali e senza una comprovata efficacia scientifica. Sono i prodotti al centro delle attenzioni delle autorità sanitarie australiane, che hanno espresso la loro preoccupazione per l'impennata di importazioni di farmaci simili, non adatti dunque allo scopo per cui sono venduti sul mercato. La notizia arriva da un comunicato dall'Australian Border Force, parte del Dipartimento affari interni, che ha segnalato un preoccupante aumento nell'importazione sia di prodotti legati alla medicina cinese a base di efedra, sia di idrossiclorochina, farmaco controverso contro la malaria, recentemente promosso anche dal presidente americano, Donald Trump.

I prodotti al centro delle indagini   

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L'efedra, scrivono le autorità australiane, è una specie vegetale spesso usata nella medicina tradizionale cinese, ritenuta da alcuni in grado di alleviare i sintomi legati all’insorgenza del nuovo coronavirus. L'efedra, però, è vietata in quanto pianta arbustiva considerata come precursore nella produzione di efedrina, che può essere utilizzata per fabbricare la metanfetamina. Prima della pandemia, spiegano dall'Australian Border Force (ABF), quantità minime di efedra erano state segnalate al confine australiano: nello specifico per un totale di 2 chilogrammi, considerando i primi tre mesi del 2020. Con l’evolversi della pandemia, l'ABF ha notato invece un picco significativo, con gli ufficiali che hanno segnalato la presenza di oltre 66 chilogrammi del prodotto, solo ad aprile e maggio. La Therapeutic Goods Administration (TGA), organismo di regolamentazione per i prodotti terapeutici, ha affermato che l'efedra rappresenta un rischio per la salute. Il suo utilizzo è stato collegato a gravi effetti collaterali, tra cui ipertensione, attacchi di cuore, disturbi muscolari, convulsioni, ictus e morte. L'importazione di questa sostanza, segnalano ancora le autorità, comporta una pena massima pari a di 25 anni di reclusione e /o una pesante ammenda pecuniaria. Oltre all’efedra, tra il primo gennaio 2020 e il 21 giugno 2020, gli ufficiali dell’ABF hanno sequestrato oltre 26.000 compresse di idrossiclorochina e clorochina.

I suggerimenti degli esperti

Proprio gli esperti del TGA hanno avvertito che l'idrossiclorochina presenta gravi rischi per i pazienti, tra cui improvvisi attacchi di cuore, danni irreversibili agli occhi e condizioni che possono anche portare al coma. Per questo motivo gli esperti hanno scoraggiato fortemente l'uso di idrossiclorochina, al di fuori delle indicazioni sanitarie che lo prevedono come farmaco per il trattamento della malaria. Erin Dale, vicecommissario dell'ABF, ha messo in guardia i cittadini dall'importazione e dall'auto-prescrizione di efedra e idrossiclorochina. "Esistono gravi rischi per la salute associati all'assunzione di farmaci che non sono stati prescritti da un medico. È illegale portare queste sostanze in Australia senza i permessi adeguati e esorto caldamente gli australiani a non importare questi articoli", ha spiegato.

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