Coronavirus, Aifa autorizza la sperimentazione del farmaco reparixin

Salute e Benessere

La molecola si è dimostrata in grado di inibire l’azione dell’interleuchina 8, una molecola infiammatoria prodotta dal sistema immunitario in risposta alle infezioni

L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha autorizzato uno studio clinico finalizzato a valutare l’efficacia e la sicurezza di reparixin, la prima molecola “made in Italy” in sperimentazione contro il Covid-19 (segui la DIRETTA di Sky TG24), sviluppata in ambito oncologico e ancora in fase di test. L’ente regolatorio spiega che il farmaco “viene proposto per il trattamento della polmonite secondaria ad infezione da coronavirus Sars-CoV-2 in soggetti con un quadro clinico severo”. Lo studio sarà coordinato dall’Irccs San Raffaele di Milano.

L’azione della molecola reparixin

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In passato, la molecola reparixin, sviluppata dall’azienda biofarmaceutica Dompé Farmaceutici, è stata sperimentata in campo trapiantologico per contrastare l’attivazione dell’infiammazione conseguente alla riperfusione degli organi al momento del trapianto. Il farmaco inibisce l’azione dell’interleuchina 8, una molecola infiammatoria prodotta dal sistema immunitario in risposta alle infezioni. “Questa azione è potenzialmente utile nel trattamento dei pazienti Covid-19 più severi, dove l’eccessiva risposta del sistema immunitario rappresenta uno dei principali meccanismi di danno delle vie respiratorie”, spiega Dompé in una nota. “Si tratta del primo trattamento italiano contro Covid-19. È già stato testato sui primi pazienti alla fine di marzo presso il San Raffaele di Milano”, prosegue l’azienda farmaceutica. I risultati ottenuti durante i primi test sono stati incoraggianti rispetto al contenimento delle complicazioni polmonari più severe del Covid-19.

Le caratteristiche del nuovo studio

 

Nel corso della nuova fase di sperimentazione, i ricercatori confronteranno l’efficacia di reparixin con quella di un placebo. Lo studio, autorizzato da Aifa e denominato Reapavid19, durerà circa due mesi: in un primo momento coinvolgerà 48 pazienti, poi verrà esteso ad altri 100 pazienti. Sarà condotto presso l’Irccs San Raffaele, l'Ospedale San Paolo di Milano e l'Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese. I ricercatori saranno coordinati dal professor Alberto Zangrillo, direttore Anestesia e Rianimazione del San Raffaele, e da Lorenzo Piemonti, direttore del San Raffaele Diabetes Research Institute.

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