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Coronavirus, nessuna evidenza di trasmissione da madre a figlio in gravidanza

3' di lettura

Lo affermano i risultati di uno studio ristretto, condotto su nove donne di Wuhan con polmonite dovuta al Covid-19 e osservate soltanto nel terzo trimestre di gravidanza. In tutti i casi, il parto cesareo si è concluso positivamente 

Non esistono evidenze scientifiche che il nuovo coronavirus, responsabile della malattia respiratoria Covid-19 che ha provocato oltre 1300 morti soltanto in Cina (LE ULTIME NOTIZIE IN DIRETTA SUL VIRUS), si possa trasmettere dalla mamma al bimbo durante una gravidanza. Sono questi ad ora i risultati tratti da uno studio ristretto, condotto su nove donne di Wuhan, città epicentro dell’epidemia, tutte al terzo trimestre di gravidanza e con una diagnosi di polmonite dovuta al virus. Come si legge su The Lancet, che ha pubblicato lo studio, tutte le donne sono riuscite a partorire regolarmente, nonostante due casi di sofferenza fetale. Gli autori del lavoro ne sottolineano tuttavia i limiti, dovuti sia al campione ridotto preso in considerazione che al fatto che tutte le future madri sono state sottoposte a parto cesareo ed erano nel periodo conclusivo della propria gravidanza.

Studiata la trasmissione di Covid-19 da madre a figlio in utero

Quali sono i rischi per le donne incinta di trasmettere l’infezione da Covid-19 ai bambini nel pancione? A questa domanda hanno cercato di rispondere i ricercatori, sollecitati da un recente caso in cui un neonato partorito da una madre infettata dal nuovo coronavirus sarebbe risultato contagiato a sole 36 ore dalla nascita. La possibilità che il virus possa essere trasmesso dalla mamma al feto nell’utero viene però almeno per il momento esclusa da quanto osservato sulle nove donne di Wuhan a cui era stata diagnosticata la polmonite causata da Covid-19 (I SINTOMI) nella fase finale della gravidanza. Secondo gli autori i sintomi presentati erano simili a quelli di tutti gli altri pazienti, ma in nessun caso si sarebbe trattato di una malattia respiratoria grave, come confermato anche dall’assenza di decessi nel campione esaminato. Allo stesso tempo, però, i risultati raggiunti nello studio non possono essere considerati definitivi, visto che restano da analizzare e chiarire le possibilità di un contagio intrauterino nei primi due trimestri di gravidanza o per le madri che scelgono un parto naturale al posto del cesareo.

Coronavirus, i rischi per le donne in gravidanza

Al di là dei limiti, lo studio che al momento esclude la trasmissione del coronavirus da mamma a bimbo durante una gravidanza offre risultati che secondo gli autori sono “preziosi per pratiche cliniche e preventive sia in Cina che altrove”. Huixia Yang della Peking University International Hospital, coautrice dello studio, sottolinea la scarsità di informazioni disponibili al momento sugli effetti del virus (I NUMERI SULLA DIFFUSIONE) nelle donne incinta, una categoria che è necessario studiare più approfonditamente “perché le donne in gravidanza possono essere particolarmente sensibili ai patogeni respiratori e alla polmonite grave, poiché sono immunocompromesse a causa di cambiamenti fisiologici legati alla gravidanza che potrebbero lasciarle a maggior rischio di esiti sfavorevoli”.

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