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Manuel Bortuzzo, accusati di tentato omicidio i due ragazzi fermati: c’è premeditazione

Il padre di Manuel Bortuzzo: "Riconosce chi gli ha sparato"

5' di lettura

La decisione è legata alla scelta dei due di tornare sul luogo della rissa dopo essere andati a recuperare una pistola. Il Campidoglio chiederà di costituirsi parte civile

La Procura di Roma contesta a Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, fermati per il ferimento del giovane nuotatore Manuel Bortuzzo, il reato di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione dai motivi abietti. L'interrogatorio di convalida del fermo è fissato per la mattina dell'8 febbraio. L'atto istruttorio si svolgerà davanti al Gip Costantino De Robbio nel carcere di Regina Coeli dove i due si trovano detenuti dal 6 febbraio. Intanto il sito del Tempo ha pubblicato il video, le cui immagini sono molto forti, della telecamera di sorveglianza della tabaccheria di via Menandro, all’Axa, che ha ripreso il terribile momento in cui Manuel viene colpito e si accascia a terra. Dopo la sparatoria il giovane atleta ha riportato una lesione midollare completa che, secondo i medici, non permetterà a Bortuzzo di camminare.

Rischiano dai 7 ai 20 anni di carcere

In base ai reati contestati dalla Procura di Roma, i due fermati rischiano dai 7 ai 20 anni di reclusione. La premeditazione è dovuta alla decisione di tornare sul luogo della rissa dopo essere andati a prendere la pistola. Quest’ultima, secondo quanto riferito da Lorenzo Marinelli, era stata nascosta in un terreno dopo averla trovata, a suo dire, per caso circa due mesi prima. I due, nel corso dell'interrogatorio svolto in Questura, hanno dichiarato di aver trascorso le ultime notti da amici, di cui non hanno rivelato i nomi, e in campi all'aperto.

Indagini sulla criminalità di zona

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con esattezza i fatti avvenuti prima e dopo il ferimento. L'obiettivo è identificare gli altri protagonisti della rissa, capire quale era il motivo scatente del tafferuglio e chi era il reale bersaglio dei due ragazzi. Sotto la lente anche gli ambienti della criminalità di zona. La polizia sta cercando di scoprire dove i due fermati si siano nascosti per tre giorni e chi li ha aiutati durante la fuga. Proseguono gli accertamenti sullo scooter dato alle fiamme, trovato nella zona di Acilia. Secondo quanto si è appreso, sarebbe proprio quello su cui erano a bordo i due giovani che hanno sparato.

Padre di Manuel agli agenti: "Siete i miei angeli"

Il papà di Manuel Bortuzzo si è rivolto agli agenti definendoli "i miei angeli" durante l'incontro avuto stamattina con il questore, i funzionari e gli agenti della Squadra Mobile di Roma. A riferirlo è una nota della questura di Roma. "Il questore Guido Marino - prosegue la nota - ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia di Manuel, ringraziando nel contempo gli investigatori della polizia di Stato che con il loro lavoro hanno dimostrato, ancora una volta, che Roma non è una città da assimilare a modelli sudamericani, ovvero a scenari di guerra, come avventatamente dichiarato da qualcuno". Secondo quanto si legge nella nota Franco Bortuzzo ha affermato di considerare Roma un luogo dove vivrebbe, nonostante l'episodio che ha colpito il proprio figlio, da riferire a singoli "attori", e non al territorio.

Uno dei fermati nel 2012 aveva rapinato un bar

Uno dei due fermati nel novembre del 2012 era stato arrestato dai carabinieri per una rapina ai danni di un bar di Acilia. Daniel Bazzano, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni, era stato bloccato dai carabinieri della stazione di Acilia e della stazione di Ostia. Le telecamere di sorveglianza del locale avevano ripreso tutta la scena, mostrando il giovane mentre entrava nel bar con il volto coperto da passamontagna e armato di pistola. Le due proprietarie e il barman, però, capendo dai vestiti che indossava che era l'autore di un altro colpo avvenuto qualche giorno prima, avevano reagito togliendogli il passamontagna e mettendolo in fuga. Abitava a poche centinaia di metri dal bar e lo frequentava. I carabinieri erano riusciti in breve a rintracciarlo e ad arrestarlo.

Il Campidoglio chiederà di costituirsi parte civile

La Sindaca di Roma Virginia Raggi, a quanto si apprende, ha dato mandato all'Avvocatura capitolina di valutare la possibilità di costituirsi parte civile nel processo che riguarda Bortuzzo. Con lo stesso obiettivo è stata presentata una mozione in Assemblea Capitolina a prima firma della consigliera del M5S Gemma Guerrini. Ad annunciare l'arrivo della mozione in Assemblea Capitolina è stato il presidente Marcello De Vito: "E' stata presentata una mozione a prima firma della consigliera Guerrini con cui si chiede di dar mandato all'avvocatura capitolina di costituirsi parte civile contro il gesto di cui Manuel Bortuzzo è stato vittima. Questo per rappresentare in modo forte e tangibile la vicinanza di tutta l'amministrazione e della cittadinanza di Roma al giovane sportivo e alla sua famiglia, esprimendo al contempo la più assoluta determinazione a contrastare, per quanto di competenza, chi tenta di imporre violenza e criminalità", spiega De Vito.

Zingaretti: "Inaccettabile avere zone franche dove le pistole comandano

"Oggi pomeriggio sarò in Veneto. E proprio dal Veneto, la sua terra, voglio mandare un messaggio di vicinanza a Manuel. La sua vicenda è drammatica e oltre a tutta la vicinanza e sostegno possibile a lui e alla sua famiglia non possiamo non guardare il segnale che ci arriva quando un ragazzo di 19 anni viene colpito da una pallottola per strada senza aver fatto nulla e senza nessun motivo". Lo sostiene il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Pd. "É inaccettabile avere zone franche dove spaccio e pistole comandano. Non possono esistere quartieri off limis per la legalità - aggiunge Zingaretti - perché è lì che si annida la minaccia per la sicurezza. Lo dico anche al ministro Salvini che dice: i responsabili devono marcire in galera. Ovviamente ci vuole giustizia. Ma aggiungo anche che lo Stato deve essere il protagonista della sicurezza dei quartieri, della prevenzione, della lotta allo spaccio e non di rendere più semplice la diffusione delle armi. Questo si dovrebbe fare stare dalla parte dei ragazzi e delle ragazze e della legalità della vera sicurezza nei quartieri", conclude il presidente della Regione Lazio.

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