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La storia del Movimento 5 Stelle, dai meet up al governo Conte

Politica

Giorgia Finesi

La storia del Movimento 5 Stelle, dai meet up alla formazione del Governo Conte. 10 anni sotto la guida di Beppe Grillo, dal primo vaffa-day del 2007 alla politica nazionale

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"Il MoVimento 5 Stelle è una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico nè si intende che lo diventi in futuro. Non ideologie di sinistra o di destra, ma idee". Questa la descrizione, che si trova sul sito Movimento5stelle.it, poche parole che definiscono la natura stessa del progetto, nato dall'intuizione di Beppe Grillo, cresciuto grazie all'appoggio dell'imprenditore del web, Gianroberto Casaleggio.

Dai meet up ai V-day

All'inizio ci furono i vaffa-day. Prima ancora i meet up, attraverso i quali gli attivisti cominciarono ad organizzarsi su e attraverso il blog. Nacquero gruppi di lavoro, tematici, con l'obiettivo di confrontarsi e sviluppare idee. Il primo vaffa-day venne organizzato l'8 settembre del 2007 a Bologna, vennero raccolte 336.144  firme per il progetto "Parlamento Pulito", abbastanza per presentare una proposta di legge ad iniziativa popolare. L'esperienza dei v-day venne replicata, giornate di mobilitazione, l'ultima si tenne a Genova, a casa del fondatore, il 1 dicembre 2013.

Beppe e Gianroberto, i fondatori del movimento

L’incontro tra Grillo e Casaleggio dà vita ad un progetto ambizioso. Dal 2008 il blog comincia a fare politica attiva, in diverse elezioni amministrative si presentano liste civiche collegate al movimento 5 stelle. La svolta nel 2012. Nelle elezioni di maggio vengono eletti i primi 4 sindaci a 5 Stelle. Tra questi, a Parma, Federico Pizzarotti. L'ottobre successivo, alle elezioni regionali in Sicilia, il Movimento 5 Stelle è la prima lista con il 14,90% delle preferenze. Grillo ci mette la faccia e entra in acqua. Apre la campagna elettorale attraversando lo stretto a nuoto. In poco più di un'ora, armato di muta con logo M5s e occhialetti, copre i 3 chilometri che separano la Calabria dalla Sicilia. Il candidato Cancelleri non vince, ma la strada verso la politica nazionale è spianata.

Le elezioni politiche del 2013

A dicembre 20.252 iscritti al Movimento 5 Stelle votano per le primarie in vista delle elezioni politiche del 2013. Primarie on line, con i limiti di una consultazione su web, un numero limitato di partecipanti e non poche incertezze organizzative. Beppe Grillo, in campagna elettorale, gira l'Italia con lo Tsunami tour. Il 24 e 25 febbraio 2013 il M5S si presenta in tutte le circoscrizioni, come capo della coalizione è indicato Beppe Grillo, sebbene non candidato. L'esito particolarmente positivo delle elezioni si rivela superiore alle previsioni di tutti i sondaggi. Il 21 marzo 2013 Luigi Di Maio diventa il più giovane Vicepresidente della Camera. Durante le difficili fasi della formazione del Governo, i capigruppo del M5s Crimi e Lombardi si confrontano prima con Bersani e poi con Letta, lo streaming certifica gli incontri.  Il movimento entra nei palazzi.

Dalle europee del 2014 alla formazione del direttorio

Alle europee del 2014 il M5S ottiene il 21,6 % dei voti. Sono gli anni del grande sviluppo. Anni di successi ma anche di abbandoni ed espulsioni. Le stringenti regole dettate da Grillo e Casaleggio ridisegnano la struttura interna. Molti volti noti vengono cacciati, parlamentari come amministratori locali, viene introdotto l'obbligo di sottoscrivere il Codice etico degli eletti. Da sempre il M5S ha rimarcato la propria estraneità a strutture e prassi decisionali tipiche dei partiti tradizionali, al concetto di leader viene preferito quello dell'"uno vale uno". Qualcosa cambia proprio in quell’anno, viene istituito il "direttorio M5S". Dopo la protesta di un gruppo di parlamentari e attivisti contrari ad alcune espulsioni decise da Grillo, il comico genovese mette ai voti sul suo blog la nomina di 5 deputati scelti per affiancarlo nella gestione e nel coordinamento della sua creatura politica: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. L'investitura viene ratificata dal 91,7% degli iscritti. Sono gli anni delle feste, la prima nel 2014 al Circo Massimo a Roma, il movimento continua a svilupparsi e a raccogliere gli attivisti nelle piazze.

La morte di Casaleggio e le vittorie di Roma e Torino

Il 2016 fu un altro anno fondamentale per la storia dei pentastellati. il 12 aprile muore il co-fondatore, Gianroberto Casaleggio. Il momento più buio, Davide, il figlio, si affianca a Beppe Grillo alla guida del movimento. A giugno Chiara Appendino diventa sindaco di Torino e Virginia Raggi la prima cittadina della Capitale. Il 4 dicembre 2016, al referendum costituzionale, il Movimento 5 Stelle, così come il centrodestra, si schiera in favore del No, che ottiene il 60% dei voti. E’ la caduta di Matteo Renzi.

Le elezioni del 2018 e il governo Conte

Nel 2017, sempre con il voto on line, gli iscritti decidono che, alle politiche del 2018, sarà Luigi Di Maio il candidato alla presidenza del consiglio, nonché il capo politico del movimento. E' di nuovo periodo di elezioni. Nelle dinamiche interne Roberto Fico diventa la voce critica. Alessandro Di Battista fa un passo di lato, ma di fatto accompagna Luigi Di Maio durante tutta la campagna elettorale. Nelle elezioni del 4 marzo 2018  il Movimento 5 Stelle diventa il primo partito politico del Paese, ottenendo il 32,66% alla Camera dei Deputati e il 32,22% al Senato. Rispetto al 2013 raddoppia la sua presenza in Parlamento e si dichiara pronto per governare.

Ma dalla vittoria elettorale alla formazione del governo passano quasi 3 mesi, 90 giorni di stallo. Grazie ad un accordo con il centrodestra vengono eletti, subito, i presidenti di Camera e Senato. Poi la crisi. Inizialmente l'ipotesi, tra i pentastellati, di guardare a sinistra, 3 giri di consultazioni infruttuose. Diventa urgente dare un governo al Paese, Di Maio si accorda con Matteo Salvini, entrambi fanno un passo indietro rispetto alla premiership e si arriva al contratto di governo giallo- verde. Giuseppe Conte è premier. A cominciare dalla formazione della squadra di Governo, subito emergono le differenze tra leghisti e pentastellati. Il contratto tra le due forze detta la linea, ma spesso le visioni contrastanti stressano e irrigidiscono le posizioni. Luigi Di Maio diventa ministro del lavoro e vicepremier, con Salvini accompagna Giuseppe Conte nella guida del primo Governo gialloverde.