Futuro Nazionale espelle Sforzini: "Anticorpi per chi prova a distruggere il partito"

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La decisione è arrivata su iniziativa di Roberto Vannacci, del coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni, del responsabile organizzativo, Edoardo Ziello e del responsabile del tesseramento, Annamaria Frigo

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La Direzione Disciplinare Nazionale di FNV ha ufficialmente deliberato "l'espulsione dell'iscritto Luca Sforzini, a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate". E' quanto si apprende da fonti interne al partito dell'ex Generale Roberto Vannacci.  "Se qualcuno pensa di utilizzare Futuro Nazionale per le proprie ambizioni personali volte a saziare appetiti antichi che si prestano alle mire di chi vuole avvelenare e soffocare il partito dall'interno deve sapere che qui ci sono degli anticorpi talmente forti da bloccare qualsiasi tentativo di sabotaggio", è stato spiegato ancora. La decisione è arrivata su iniziativa dello stesso Vannacci, del coordinatore nazionale, Massimiliano Simoni, del responsabile organizzativo, Edoardo Ziello e del responsabile del tesseramento, Annamaria Frigo.

Sforzini: "A Vannacci i grilli parlanti non piacciono"

Sforzini, dopo la decisione, ha prontamente replicato. "Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione da Futuro Nazionale. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro. Ma i fatti hanno la testa dura. E io non sono disposto, per quieto vivere o per convenienza (essendo detentore della tessera numero 18 del partito - fra i primi ad aderire a Fnv convinto che fosse un veicolo per introdurre un nuovo modo di fare politica), ad accettare disvalori propagandati come valori. Se chiedere una destra del XXI secolo, liberale, risorgimentale, occidentale e costituzionale; se denunciare nostalgie naziste, saluti romani e derive illiberali e oscurantiste; se evidenziare che passaggi etici, da confinare nella sfera della libera coscienza individuale, al punto da disegnare l'equivalente cristiano dell'integralismo islamico, sono stati introdotti impropriamente e a posteriori -in fase di definizione del programma nelle 'segrete stanze'- all'interno di un partito nato per contrastare immigrazione irregolare e per difendere la sicurezza dei cittadini; se, infine, difendere la libertà di pensiero e la libera critica democratica -linfa vitale per la crescita di qualsiasi organizzazione- significa essere considerati un corpo estraneo o un sabotatore, allora sono fiero di esser stato espulso dal partito. Date tutte queste premesse e considerazioni, diventa per me una medaglia al merito". 

Lo sguardo "rivolto al futuro"

E ancora: "Non sono disposto a considerare nessuna religione (nè Islam nè ebraismo) incompatibile con lo Stato italiano. Non sono disponibile a chiudere gli occhi di fronte a una visione misogina e liberticida della società nella quale dovranno crescere i miei figli. Non considero le nostalgie e le suggestioni totalitarie un valore della destra. E potrei continuare a lungo. Sono e rimango un liberale, un uomo di destra. Di destra storica, risorgimentale. Fermo nei principi e calato nel XXI secolo, con lo sguardo rivolto al futuro", ha proseguito Sforini.  Poi, la conclusione del suo personale sfogo: "Sono e rimarrò fedele alla Repubblica democratica e alla sua Costituzione, quella stessa Costituzione sulla quale anche il generale Vannacci, a suo tempo, ha giurato. Evidentemente abbiamo una concezione diversa anche di cosa significhi essere coerenti. Le espulsioni appartengono ai partiti. Le idee, fortunatamente, no".

 

 

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