Il ministro degli Esteri, a margine di un evento di Forza Italia nel Reatino, parla delle condizioni dell'ex deputato: "Nei prossimi giorni ci sarà la possibilità di farlo rientrare e stiamo lavorando per quello". L'ex parlamentare M5S, oggi giornalista, è ricoverato all'Avana in gravi condizioni ma cosciente. Raggiunto a Cuba dalla compagna e da un'equipe del Gemelli
Il governo lavora per riportare in Italia Alessandro Di Battista, ricoverato in gravi condizioni a Cuba. "Spero possa tornare presto in Italia. Nei prossimi giorni ci sarà la possibilità di farlo rientrare e stiamo lavorando per quello", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di un evento di Forza Italia in provincia di Rieti. L'ex deputato del M5S e oggi giornalista, ora cosciente ma ancora in gravi condizioni, è ricoverato all'ospedale "Hermanos Ameijeiras" dell'Avana ed è stato raggiunto nella capitale cubana dalla compagna Sahra Lahouasnia e da un'equipe sanitaria del Policlinico Gemelli di Roma.
Tajani: "Lavoriamo per il rientro"
Sulle condizioni dell'ex parlamentare è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di un evento di Forza Italia nel Reatino. "Spero possa tornare presto in Italia", ha detto il vicepremier, aggiungendo che "nei prossimi giorni ci sarà la possibilità di farlo rientrare". La Farnesina, ha assicurato, sta lavorando in questa direzione. Nelle scorse ore Di Battista aveva già avuto un breve colloquio telefonico proprio con Tajani.
Due specialisti da Roma
A quanto si apprende sono due specialisti, un neurochirurgo e un rianimatore, i medici arrivati all'Avana dal Gemelli. I due medici, atterrati a Cuba nella notte italiana, hanno l'obiettivo di valutare la situazione d'urgenza e fornire un primissimo supporto ai dottori del posto. Ancora è troppo presto per una diagnosi più approfondita ed anche per poter stabilire se vi siano le condizioni di un trasferimento in Italia.
Cosciente ma grave
Venerdì 28 agosto l’ex politico pentastellato è arrivato all'ospedale di Santa Clara dopo aver accusato malori e un forte mal di testa. Dopo alcune ore in stato di incoscienza, Di Battista si è svegliato e, dopo aver parlato con i medici, è stato trasferito in ambulanza in una struttura a L’Avana. Qui è stato in grado di rispondere ad alcune domande ed è stato sottoposto a visite specialistiche, inclusa una tac, per definire diagnosi e prognosi. Le sue condizioni non consentono, al momento, il ritorno in Italia con il volo di Stato sanitario messo a disposizione dal governo. Per questo motivo l’ex deputato è stato raggiunto direttamente a Cuba da una equipe di medici italiani provenienti dall’ospedale Gemelli di Roma.
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A Cuba per un reportage
Alessandro Di Battista, 48 anni compiuti lo scorso 4 agosto, dopo essere uscito dalla politica ha iniziato a dedicarsi alla carriera giornalistica. Si trovava a Cuba per un reportage giornalistico intitolato La polvere del mondo, realizzato per il Fatto Quotidiano e TvLoft. Dopo ore di assenza e silenzio, l’ex parlamentare è riapparso sui social per rispondere a coloro che gli hanno mandati messaggi di supporto: "Ce la metterò tutta per tornare presto", ha scritto rispondendo a un post di Ilaria Loquenzi, che ha fatto parte dello staff comunicazione dei Cinque stelle. Di Battista ha anche avuto un breve colloquio al telefono con il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
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"Notizie solo dalla famiglia"
A intervenire sulla vicenda è anche l'Associazione Schierarsi, fondata dallo stesso Di Battista, che attraverso i propri canali social ha invitato a non diffondere informazioni non confermate dai familiari. Nel messaggio, l'associazione ringrazia quanti in questi giorni hanno espresso vicinanza e solidarietà all'ex deputato e chiede di non dare rilievo a notizie prive di riscontro ufficiale. Un passaggio è dedicato al presidente Luca Di Giuseppe, partito per Cuba dopo essersi attivato nelle prime ore e ora accanto a Di Battista all'Avana. "Alessandro è vigile, ma non ci sono ancora notizie certe circa la diagnosi medica", si legge nella nota, che conclude assicurando la disponibilità della comunità a fare tutto il necessario per lui e la sua famiglia.