"A questo punto il ministro Nordio deve fare una sola cosa: dia spiegazioni chiare sull'istruttoria del suo ministero sulla grazia a Nicole Minetti e poi tolga il disturbo, prima di fare altri danni". Lo hanno riferito i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato. Serracchiani (Pd): "Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c'è più tempo da perdere"
Il "caso Minetti" sta scuotendo il mondo della politica italiana. Nelle scorse ore, in una lettera indirizzata al ministero della Giustizia, il Quirinale ha chiesto chiarimenti al ministro Carlo Nordio su "supposte falsità" nell'istruttoria che ha poi portato alla firma del presidente Mattarella al provvedimento di clemenza. La grazia a Nicole Minetti ha di fatto cancellato le condanne a 3 anni e 11 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato, nell'ambito dei processi Rimborsopoli e Ruby ter che l'ex igienista dentale avrebbe dovuto scontare ai servizi sociali. Il caos è scoppiato dopo un'inchiesta del "Fatto Quotidiano" che ha evidenziato una serie di elementi specifici sulla vita attuale di Minetti, avanzando alcuni dubbi sulla regolarità dell'adozione di un minore con gravi problemi di salute. Aspetto, in particolare, che sarebbe stato determinante nel via libera alla grazia. In sostanza, stando al quotidiano, Minetti avrebbe dichiarato il falso nella richiesta di grazia. Subito sono arrivate le reazioni delle opposizioni che hanno chiesto, a gran voce, le dimissioni di Nordio.
Il punto di vista del M5S
"A questo punto il ministro Nordio deve fare una sola cosa: dia spiegazioni chiare sull'istruttoria del suo ministero sulla grazia a Nicole Minetti, senza cercare nuovi capri espiatori e risparmiandoci qualsiasi altra esibizione di arroganza e protervia, e poi tolga il disturbo, prima di fare altri danni". Lo hanno riferito i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato. "Su Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani grazie al Fatto Quotidiano sono emersi elementi pesantissimi e ombre allarmanti sull'istruttoria consegnata dal ministero al Quirinale. Siamo davanti, come minimo, all'ennesimo episodio di superficialità di un ministero allo sbando. L'Italia chiede a Nordio rispetto e chiarimenti, è suo dovere rendere conto e agire sempre nel rispetto delle istituzioni", è stato spiegato ancora.
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La richiesta del Pd
"Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c'è più tempo da perdere: la sua permanenza al Ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo". Lo ha detto Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd. "Quanto sta emergendo è di una gravità inaudita. La grazia è un istituto di massima delicatezza che non può essere gestito con istruttorie improprie o superficiali. Il caso Minetti rappresenta un fatto senza precedenti, con un supplemento di analisi richiesto dal Quirinale che segnala un livello di approssimazione e sciatteria a via Arenula mai visto prima. A meno che non emergano ulteriori elementi, su cui sarà necessario fare piena luce".
La risposta di Nordio
"Prima di chiedere le mie dimissioni l'onorevole Serracchiani avrebbe dovuto rileggere, visto che è laureata in giurisprudenza, l'art 681 del codice di procedura penale, sui provvedimenti relativi alla grazia". Questa la replica al Pd del ministro della Giustizia Carlo Nordio in risposta proprio a Debora Serracchiani.
La posizione di Avs
"Non potrà funzionare lo scaricabarile, il caso Minetti segnala che la misura è colma. Nordio non può sottrarsi alle sue responsabilità: non aver istruito in modo serio i necessari approfondimenti alla richiesta di Grazia ha avuto effetti anche sull'operato del Quirinale. E questo richiede le sue dimissioni". Lo hanno detto i capigruppo di Avs alla Camera e al Senato Luana Zanella e Peppe De Cristofaro.