Giusi Bartolozzi, via libera della Camera al conflitto di attribuzione. Cosa succede ora
PoliticaIl 15 aprile l'Aula di Montecitorio ha dato luce verde per il conflitto di attribuzione sul caso dell'ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia relativo alla vicenda del rimpatrio del generale libico Almasri. Bartolozzi, che si è dimessa dopo l'esito del referendum sulla riforma della Giustizia, è imputata per false informazioni al pubblico ministero. Un'eventuale pronuncia della Corte Costituzionale in suo favore potrebbe tradursi per lei in uno scudo processuale
Il 15 aprile la Camera ha dato il via libera al conflitto di attribuzione sul caso dell'ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi, relativo alla vicenda del rimpatrio del generale libico Almasri, accusato di torture e stupri dalla Cpi. E ha consegnato così alla Corte costituzionale il prossimo snodo della vicenda. L'Aula ha approvato la proposta arrivata dall’Ufficio di presidenza, in linea con l’indicazione della Giunta per le autorizzazioni, di sollevare un conflitto nei confronti della procura di Roma e del Tribunale dei ministri per l’ex capa di gabinetto del ministro Nordio. La votazione è passata con 47 voti di scarto (a schierarsi come contrarie sono state soltanto le opposizioni, da Avs ad Azione). Bartolozzi, che si è dimessa dopo l'esito del referendum sulla riforma della Giustizia, è imputata per false informazioni al pubblico ministero. Ma un'eventuale pronuncia della Corte Costituzionale in suo favore potrebbe tradursi per lei in uno scudo processuale.
I possibili sviluppi del caso
Nel caso in cui la Consulta stabilisca che la competenza sul caso Bartolozzi spetti al Tribunale dei ministri, e non direttamente alla procura capitolina, la stessa autorità giudiziaria dovrà chiedere l'autorizzazione a procedere alla Camera: a quel punto si annuncerebbe in Parlamento un voto scontato sulla sua immunità, come già avvenuto per i ministri Nordio e Piantedosi e per il sottosegretario Mantovano, coinvolti nella vicenda.
Le tempistiche
Intanto, serviranno circa 15 giorni per formalizzare la richiesta della Camera alla Corte costituzionale. A quel punto una decisione potrebbe arrivare entro l'estate, o subito dopo, proprio a ridosso del 17 settembre, data in cui è stato invece fissato dal gip di Roma l'inizio del processo. Anche questo passaggio però è tutt'altro che scontato ed è qui che la mossa dell'ex capo di gabinetto potrebbe portare ad un altro colpo di scena: Bartolozzi, che era un magistrato alla Corte di Appello di Roma prima degli incarichi politici, ha chiesto di rientrare in ruolo. E se il plenum del Csm, il prossimo 22 aprile, si pronuncerà per il suo ricollocamento nella Capitale, il procedimento Almasri sarà trasferito alla procura di Perugia, che è competente per i procedimenti penali che riguardano i magistrati del distretto di Roma.