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Referendum Giustizia, ultimo giorno di comizi. Pesa il nuovo caso Delmastro

Politica
©Ansa

Con il fronte del "No" e il fronte del "Sì" ormai al rush finale, la maggioranza si trova a fare i conti con un nuovo caso politico: il sottosegretario di Stato è accusato di essere stato socio in affari della figlia di un condannato per camorra. Il clima si fa ancora più teso. Le opposizioni chiedono le sue dimissioni, Giorgia Meloni lo blinda

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Sull’imminente voto per il referendum sulla giustizia pesa l'ombra del caso Delmastro: il sottosegretario di Stato è accusato di essere stato socio in affari della figlia di un condannato per camorra, con la questione che potrebbe arrivare a breve all'Antimafia. E mentre il fronte del “No” e quello del “Sì” si preparano alle battute finali, la premier Giorgia Meloni prende le sue difese: “Forse avrebbe dovuto essere più accorto, ma da questo a segnalare che il sottosegretario Delmastro, che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, abbia contiguità con la mafia ce ne passa". E assicura che non lo spingerà a dimettersi.

Referendum, ultimi comizi per convincere gli indecisi

Dopo il discusso intervento di Meloni al podcast condotto da Fedez, è tempo di ultimi comizi. Sia dal lato del “Sì” che da quello del “No” si cerca di sfruttare il poco tempo rimasto per fra breccia sull’elettorato ancora indeciso. Lo fa ad esempio il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte: “Lo scopo di questa riforma, lo ha detto anche Nordio, è proprio quello di proteggere chi è al governo dalle inchieste della magistratura, disarticolandola e indebolendola con i due Csm, il sorteggio puro e la corte disciplinare", torna a dire a Repubblica. Lo fa anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. “Grillo era favorevole al sorteggio, il Pd è sempre stato favorevole alla separazione delle carriere, Pannella lo era. Lo era il MoVimento 5 Stelle, all'inizio, quando era libero, distaccato, lontano dalle poltrone, quando restituiva una parte dello stipendio, quando era ancora quello dell'inizio, hanno cambiato idea perché questa riforma l'ha fatta la Meloni", attacca dai microfoni di Rete 4. 

Il caso Delmastro

Sulla maggioranza pesa però il tempismo del caso Delmastro, arrivato alla fine di una tesa campagna referendaria. "Sul caso voglio dire una cosa. Leggo che la segretaria Schlein sa dalla stampa che io sapevo questa cosa da un mese, il che mi diverte moltissimo, perché io scopro la vicenda Delmastro dalla stampa e scopro dalla Schlein che lo ha letto sulla stampa, che lo sapevo da un mese. Non so che cosa abbia letto Elly Schlein, ma sicuramente ha letto una fake news, perché di questo stiamo parlando", dice Meloni. 

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