Referendum Giustizia, ultimi appelli e comizi. Pesa il nuovo caso Delmastro
PoliticaCon il fronte del "No" e il fronte del "Sì" ormai al rush finale, la maggioranza si trova a fare i conti con un nuovo caso politico: il sottosegretario di Stato è accusato di essere stato socio in affari della figlia di un condannato per camorra. Il clima si fa ancora più teso. Le opposizioni chiedono le sue dimissioni, Giorgia Meloni lo blinda: "È stato leggero, ma da qui a dire che è connivente..."
Sull’imminente voto per il referendum pesa l'ombra del caso Delmastro: il sottosegretario alla Giustizia è accusato di essere stato socio in affari della figlia di un condannato per camorra, con la questione che potrebbe arrivare a breve all'Antimafia. E mentre il fronte del “No” e quello del “Sì” si preparano alle battute finali, con lo stesso Delmastro atteso a Verbania in serata per un evento sul referendum, la premier Giorgia Meloni prende le sue difese e assicura che non lo spingerà a dimettersi: "Forse avrebbe dovuto essere più accorto, ma da questo a segnalare che il sottosegretario Delmastro, che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, abbia contiguità con la mafia ce ne passa". "Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente... Se c'è stata una manina che dice 'tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum', gli italiani valuteranno. Però non c'entra niente con il referendum sulla giustiza", ha ribadito poi Meloni nell'edizione speciale del Tg La7 "Sì o no".
Referendum, ultimi appelli per convincere gli indecisi
Dopo il discusso intervento di Meloni al podcast condotto da Fedez, è tempo di ultimi comizi. Sia dal lato del “Sì” che da quello del “No” si cerca di sfruttare il poco tempo rimasto per fra breccia sull’elettorato ancora indeciso. Lo fa ad esempio il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte: "Poco fa Meloni se l'è presa con una manina. La solita manina che, quando c'è la chiamata degli italiani al voto, tira fuori lo scandalo Delmastro. Meloni ha detto che il comportamento di Delmastro è stato un po' leggero. Io dico che una premier non dovrebbe preoccuparsi della manina che ha tirato fuori la notizia, perché quella manina significa stampa libera e indipendente, che deve controllare il potere. Invece dovresti preoccuparti, Meloni, della manina di chi nel dicembre del 2024 era Biella, quattro del tuo partito, compreso Delmastro, e hanno firmato la costituzione di una società per fare affari con una diciottenne nominata amministratrice della società per fare affari col prestanome del clan dei Senese. Di quella manina ti devi preoccupare. E della manina di chi ha firmato per chiedere all'Inps i soldi per la truffa Covid. Sono manine di tua competenza". Ma lo fa anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Grillo era favorevole al sorteggio, il Pd è sempre stato favorevole alla separazione delle carriere, Pannella lo era. Lo era il MoVimento 5 Stelle, all'inizio, quando era libero, distaccato, lontano dalle poltrone. Hanno cambiato idea perché questa riforma l'ha fatta la Meloni", attacca dai microfoni di Rete 4. Il vicepremier Tajani a Canale 5 rilancia: "Vogliamo togliere le grinfie della politica dall'attività della magistratura. Noi diciamo basta con la politica dentro la magistratura, le correnti sono strumento dei partiti. Vogliamo togliere le infiltrazioni della politica nell'organo che autogoverna la magistratura".
Schlein: "Votare No per difendere la Costituzione antifascista"
"Noi speriamo che vinca il no, per fermare una riforma che non migliora la giustizia per i cittadini ma indebolisce l'indipendenza dei giudici che tutela tutti i cittadini, soprattutto quelli che da soli non hanno i soldi e il potere per cavarsela comunque. Quindi, invitiamo davvero tutti a informarsi, a votare no, e a convincere altri a votare no perché non c'è il quorum, ogni voto può fare la differenza. Andiamo tutti a votare per difendere la nostra Costituzione antifascista", ha detto anche Elly Schlein, chiudendo a Milano la campagna referendaria. "Abbiamo attraversato il Paese con grande passione, una grande mobilitazione popolare per fermare una riforma sbagliata: non accelera i processi, non assume il personale che manca, non stabilizza i 12.000 precari della giustizia, quindi non migliora l'efficienza della giustizia per i cittadini. Questo lo dice e lo ammette anche il ministro Nordio. Ma bisogna votare no - ha aggiunto la segretaria Pd - anche all'arroganza di un governo che ha scritto questa riforma, per la prima volta nella storia repubblicana, non accettando di modificare nemmeno una virgola in quattro passaggi parlamentari". "Votate quindi no - ha concluso Schlein - anche all'arroganza di un governo che è garantista con gli amici, giustizialista con tutti gli altri. Di un governo che, come dice la capo di gabinetto Bartolozzi del ministro Nordio, evidentemente vuole togliere di mezzo la magistratura. Questo governo pensa di poter decidere chi fa il giudice e chi no a seconda che gradisca o meno le decisioni che prendono".
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Il caso Delmastro
Sulla maggioranza pesa però il tempismo del caso Delmastro, arrivato alla fine di una tesa campagna referendaria. "Sul caso voglio dire una cosa. Leggo che la segretaria Schlein sa dalla stampa che io sapevo questa cosa da un mese, il che mi diverte moltissimo, perché io scopro la vicenda Delmastro dalla stampa e scopro dalla Schlein che lo ha letto sulla stampa, che lo sapevo da un mese. Non so che cosa abbia letto Elly Schlein, ma sicuramente ha letto una fake news, perché di questo stiamo parlando", dice Meloni.
Ricciardi (M5S): "Vogliamo che sia Delmastro a cambiare la giustizia? Votiamo no"
Intanto le opposizioni fanno leva su Delmastro per spingere il "No" al referendum. "Abbiamo un sottosegretario alla Giustizia, Delmastro, che è stato in società con una persona legata mani e piedi a un clan camorristico. Vogliamo davvero che siano queste persone a cambiare la giustizia italiana e a modificare la Costituzione? Andiamo a votare contro la riforma Nordio-Meloni. Insieme possiamo batterli", scrive su Facebook il capogruppo del M5s alla Camera Riccardo Ricciardi. E proprio i Cinque Stelle hanno presentato, sia alla Camera che al Senato, una mozione di censura per chiedere a Giorgia Meloni di revocare subito le deleghe a Delmastro.
Cirielli: "Non strumentalizziamo caso Delmastro per referendum"
Il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli (Fratelli d'Italia) parla di una "polemica strumentale in vista del referendum". Accostare la vicenda di Delmastro al voto, dice, diventa "un cattivo messaggio che si dà ai cittadini, perché il referendum che riguarda la Costituzione è una cosa seria, non va banalizzata con vicende personali".