Referendum Giustizia, Crosetto: "Voto non impatterà sul governo Meloni"

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Il Ministro della Difesa mostrandosi scettico sull'ampia affluenza dei cittadini al voto, ammette che la vittoria del Sì è prevedibile come un "terno a lotto"

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La vittoria del No al Referendum sulla Giustizia per cui i cittadini sono chiamati alle urne 22 e 23 marzo, non impatterebbe sul governo perché "la riforma della Giustizia non rientra fra le battaglie storiche di Giorgia Meloni. Non ci ha messo la firma". Lo spiega in un'intervista al Corriere della Sera il ministro della Difesa Guido Crosetto, sottolineando che il fronte del Sì, per vincere, "non deve alzare i toni. Questo è un referendum che si vince con il buon senso, con la moderazione, con il ragionamento".

Crosetto: “La gente deve informarsi in merito al Referendum”

L'importante è "spiegare alla gente che si deve informare. Bisogna restare sul merito", mentre l'errore è vederla come un "derby". Crosetto ha, infatti, sottolineato: "non è Juve contro Toro o Milan contro Inter. Non è un'elezione politica". Parlando del ministro delle Giustizia Nordio, poi, Crosetto spiega, "viene attaccato tutti i giorni anche a livello personale: per lui è qualcosa in più di una vicenda referendaria". "Se andasse a votare la maggioranza degli italiani - ha concluso - vincerebbe il Sì. Sono anche però convinto che andrà pochissima gente a votare, perché le persone non hanno voglia di informarsi, perché magari non capiscono il merito". Per questo, "diventa un terno al lotto perché mentre c'è una spinta molto forte e molto ideologica per il No, il Sì ha una spinta liberale e i liberali normalmente sono molto meno".

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