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Manovra alla Camera, governo chiede fiducia: è il giorno del voto, martedì ok finale

Politica
Ansa/Getty

Dopo il via libera al Senato, la Legge di Bilancio è arrivata a Montecitorio. L'ok definitivo è atteso per il 30 dicembre, quindi entro la fine dell'anno: le ultime tappe

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Fasi finali per la Manovra 2026. Questo pomeriggio è iniziata la discussione in Aula alla Camera. In serata, come previsto,  il governo ha chiesto la fiducia. A porla il ministro per i Rapporti con il Parlamento Ciriani. La chiama dei deputati per appello nominale si terrà domani sera. Alle 18.40 inizieranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia. La chiama poi dalle 20.20. È prevista, poi, una seduta notturna a partire dalle 22. Il voto finale si terrà nella mattinata di martedì entro le 13 con dichiarazioni di voto a partire dalle 11.

Emendamenti, iter e via libera

Intanto, sono 158 gli emendamenti dichiarati inammissibili tra i 942 presentati - tutti di opposizione - in commissione Bilancio alla Camera. La commissione ha dato il mandato ai relatori al termine delle votazioni degli emendamenti e il testo, che non ha subito alcuna modifica rispetto a quelle proposte dell'opposizione, è passato in Aula, dove è iniziata nel pomeriggio la discussione generale con 20 interventi programmati. A Montecitorio presente anche Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Il governo, in serata, ha posto la questione di fiducia (che verrà votata domani). Il voto finale è previsto per martedì. L'approvazione della Legge di Bilancio entro la fine dell'anno permetterà, tra l’altro, l’entrata in vigore a gennaio 2026 di alcune delle misure lì contenute.

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Le principali misure della Manovra

Le tasse mantengono un ruolo centrale nella Manovra. Per i contribuenti le note positive riguardano l'Irpef: la seconda aliquota cala dal 35 al 33%. L'impatto parte dai 28mila euro, ma i benefici maggiori partono dai 50mila euro in su( 440 euro l'anno, ndr). C'è poi lo sconto fiscale con una micro-tassa del 5% sugli aumenti contrattuali, dal 2024 in poi, ma solo per redditi complessivi sotto i 33mila euro lordi. Altri benefici fiscali arrivano sui premi di risultato tassati all' 1% e sulle retribuzioni relative al lavoro notturno, festivo e per chi fa turni che pagheranno meno, con un 15% di flat tax. Rimangono poi i bonus su ristrutturazioni ed energia: al 50% sulla prima casa, al 36% sulle seconde case. A questi è legato il credito d'imposta al 50% per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (fino a 5.000 euro). Ma l'alleggerimento fiscale premia anche chi ha ricevuto cartelle dal fisco: la rottamazione che arriva ora al 31 dicembre 2023 vale 1,48 miliardi di minori entrate il prossimo anno. Uno sconto fiscale è rappresentato poi dall'ennesimo rinvio della pastic e sugar tax che vale 385 milioni. C'è infine l'iper-ammortamento per le imprese che migliorano l'impatto energetico con investimenti green (237,7 milioni nel 2026, 842,6 milioni nel 2027, 1.445,2 milioni di euro per il 2028). Ma ci sono anche aggravi d'imposta che pesano direttamente sui cittadini: 213 milioni sono attesi dall'aumento delle accise su sigarette e tabacchi; 552 milioni da benzina e gasolio; 122 milioni (il doppio l'anno successivo) dal contributo di 2 euro applicato sulle spedizioni sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra Ue. Vanno poi considerate le tasse sugli affitti brevi, che salgono al 26% dal secondo immobile locato per diventare tassazione societaria dal terzo in su, e le rivalutazioni di terreni e partecipazioni. E ancora: la crescita dal 2 al 4% della tobin tax sulle transazioni finanziarie e l'aumento dell'aliquota sui guadagni da criptoattività (al 33%). 

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