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Meloni, conferenza stampa integrale: "Mes obsoleto. Sì a confronto tv con Schlein". VIDEO

©Ansa
Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (prima parte)
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Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (prima parte)
00:52:35 min

La presidente del Consiglio nell'incontro con la stampa: "Non ho ancora deciso se candidarmi alle europee". Sul Mes: "Esiste da tempo e io penso che nella reazione dei mercati si legga una consapevolezza rispetto al fatto che è uno strumento obsoleto. "Non credo che il tema della mancata ratifica vada letto in relazione ai risultati del patto di stabilità". Poi, alla domanda di Sky TG24 risponde: "Mi impegno volentieri a un confronto con Schlein, ma non so dire dove"

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Dopo due rinvii per problemi di salute causati da otoliti, la premier Giorgia Meloni ha incontrato la stampa per la tradizionale conferenza organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti in collaborazione con l'associazione della Stampa Parlamentare. In tre ore ha risposto a più di 40 domande, spaziando dalle polemiche politiche all’agenda del governo per l’anno che si è appena aperto. E quindi, da un lato si è discusso del caso Pozzolo, delle scommesse Anas e della bufera per il caso Degni. Dall'altro si è parlato di migranti, riforme istituzionali, giustizia, guerra in Ucraina e in Medio Oriente, Mes e Patto di Stabilità. Sulle elezioni europee: "Non ho ancora deciso se candidarmi". Il momento più difficile del 2023? "Il naufragio a Cutro". La premier si è poi impegnata a partecipare a un confronto tv con la leader dem Elly Schlein (TUTTI I TEMI DELLA CONFERENZA).


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Meloni, premier in sella che non teme opposizione. E striglia i suoi. L'ANALISI

Il caso Pozzolo, i rapporti con la maggioranza e con le opposizioni, le elezioni europee e tanto altro nella conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio. E l'apertura al confronto in tv con la leader del Pd Elly Schlein. IL COMMENTO DI MASSIMO LEONI

Meloni: "Qualcuno pensa di dare le carte? Io non ricattabile". VIDEO

Meloni: qualcuno pensa di dare le carte? Io non ricattabile
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Meloni: qualcuno pensa di dare le carte? Io non ricattabile
00:02:43 min

La conferenza stampa di Giorgia Meloni

Tre ore di conferenza stampa, più di 40 domande. Dopo i due rinvii per problemi di salute, la premier Giorgia Meloni ha incontrato i giornalisti per la tradizionale conferenza stampa "di fine anno", che è diventata di inizio anno. Il confronto è spaziato dall’attualità, dal caso Pozzolo a quello Anas-Verdini, ai progetti per il 2024: i conflitti internazionali, le riforme, le elezioni europee e le amministrative, la questione migranti e i dossier economici. E un messaggio: "Non sono ricattabile, sono una persona che sceglie liberamente". Al termine della conferenza, un post sui social per ringraziare “i giornalisti intervenuti con le loro domande" per "il confronto proficuo".

La conferenza stampa integrale: quarta parte

Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (quarta parte)
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Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (quarta parte)
00:23:18 min

La conferenza stampa integrale: terza parte

Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (terza parte)
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Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (terza parte)
00:53:54 min

La conferenza stampa integrale: seconda parte

Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (seconda parte)
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Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (seconda parte)
00:52:28 min

La conferenza stampa integrale: prima parte

Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (prima parte)
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Giorgia Meloni, conferenza stampa 04/01/2024 (prima parte)
00:52:35 min

Meloni: "Sinistra scomposta su Ferragni, è Che Guevara?"

In un passaggio della conferenza, Meloni ha commentato il caso Ferragni-Balocco (e Dolci Preziosi). “C'è una questione di trasparenza sulla beneficenza, su cui forse bisogna lavorare" affinché il caso singolo "non impatti sulla beneficenza: capire quali sono oggi le regole di trasparenza ed eventualmente immaginarne di migliori potrebbe essere utile per tutti”. Poi ha detto di essere rimasta molto colpita dalla “reazione scomposta della sinistra quando ad Atreju ho detto che ha più valore chi produce un pandoro che chi lo griffa. Una cosa banale" che "avrebbe anche a che fare con il mondo operaio. Loro se la sono presa, ritenendo che attaccassi Ferragni, sembrava attaccassi Che Guevara. Non c'era da parte mia la volontà di attaccare alcuno. Ponevo una questione di valore su chi fa l'eccellenza italiana".

Meloni: appello Mattarella concorrenza non sarà inascoltato

Meloni: Pozzolo deferito a probiviri e sospeso da FdI
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Meloni: Pozzolo deferito a probiviri e sospeso da FdI
00:00:36 min

Meloni: riforma costituzionale non tocca poteri del capo dello Stato

Meloni: non ritengo che Salvini debba riferire in aula su commesse Anas

In una società sempre più condizionata da influencer e AI, quanto è importante incentivare informazione di qualità?

"Lo considero molto importante, come ho già detto. Credo che l’impatto di intelligenza artificiale e social media insieme possa essere di livello, soprattutto sulle nuove generazioni. Chiunque ha delle responsabilità deve lavorare per esercitarle al meglio”.

Nel 2024 si vota anche per le amministrative. La maggioranza troverà una compattezza visto che ci sono state discussioni accese?

“È normale dirsi con chiarezza quando non si è d’accordo. Così si risolve il problema. Confido che succederà anche questa volta. Vorremmo non arrivare troppo a ridosso delle elezioni per i candidati sindaco, questo mi preoccupa di più. Ma abbiamo sempre risolto tutto in passato e lo faremo anche adesso”.

C’è un processo di islamizzazione che sta avvenendo in alcune zone d’Italia, come a Monfalcone. È necessario monitorare il fenomeno?

“Il tema non è legato al fatto che persone che vengono da altre culture vivano qui. Il punto è che sul piano delle norme devono valere le nostre e non quello che è consentito in un’altra cultura”.

Meloni: qualcuno pensava di poter dare le carte. Non ho paura, preferisco andare a casa

Ddl Capitali, si rischia di allontanare investimenti?

“Penso che questa lettura che è stata data non sia corretta, cioè la lettura per la quale si rischia di rendere ingovernabile e si rischia di allontanare gli investimenti, quello che questa norma fa di fatto è limitare il meccanismo attraverso cui in alcuni casi si perpetuano all'infinito i cda, a prescindere dai soci. E chiaramente al mercato una previsione che rafforza il peso degli azionisti piace. Io ci vedo una norma che consente di avvicinare gli investimenti rispetto a qualcosa che non ha sempre funzionato in passato".

Quanto successo in Iran può portare escalation in Medio Oriente? Il 2024 potrà essere l’inizio di un percorso di pace?

“Io posso dirle come secondo me si costruisce la pace, l’ho già detto in riferimento all’Ucraina: l’unica possibilità è mantenere equilibrio tra le forze in campo. Se non avessimo fornito le armi avremmo avuto un’invasione e una guerra più vicina a casa. Per il resto, l’escalation in Medio Oriente potrebbe avere conseguenze inimmaginabili. Abbiamo condannato gli attacchi di Hamas e ci siamo battuti per il diritto di Israele di difendersi ma ne approfitto per chiedere a Israele di tutelare i civili. Credo che il dialogo con i Paesi arabi sia fondamentale, così come lavorare da subito a una soluzione strutturale per il problema palestinese. È sbagliato dire: Prima distruggiamo Hamas e poi ne parliamo”.

È contraria a un’alleanza in Europa con Marine Le Pen e con l’Afd tedesca?

“Io non attribuisco patenti per ragioni di storia, Afd e Rassemblement national sono due partiti che non fanno parte di Ecr credo e mi pare evidente che con Afd ci siano delle distanze insormontabili a partire dal tema dei rapporti con la Russia a differenza di Le Pen che fa un ragionamento più interessante. Io non attribuisco patenti ma diciamo con chi più chi meno ci sono distanze, io lavoro con Ecr".

Non sarebbe necessario allargare il suo partito che è ancora a conduzione familiare? E pensa di archiviare la fiamma dal simbolo dopo le europee?

“Sono questioni per cui al momento non ho la testa. La mia aspirazione è quella di rappresentare sempre più cittadini e mi pare di averlo fatto, sia nella classe dirigente di Fdi che in tema di candidature. L’accusa continua di familismo che viene rivolta al partito però inizia a stufarmi. Ci sono coniugi in Parlamento tutti a sinistra. Non ho mai sentito accuse di familismo. Ed è giusto così. Ho rispetto della militanza politica. Mia sorella, dirigente, è militante da 30 anni. Forse la dovevo mettere in una partecipata statale come fanno altri, ma l'ho messa a lavorare nel mio partito mio".

Cosa intende fare sulle pensioni?

“Penso che il tema vada affrontato in maniera più organica di quanto fatto finora, anche con le parti sociali. Sono fiera del lavoro della Manovra sulle pensioni dei giovani, che tutti hanno fatto finta di non vedere. C’è un gap di garanzie tra chi andrà in pensione tra decenni e chi ci va ora. La sostenibilità del sistema va costruita però con equilibrio, deve essere il migliore per tutti”.

Come commenta la polemica sulle parole di Lavinia Mennuni secondo cui le ragazze devono aspirare a essere madri?

“Non so se aspirazione è la parola giusta. Però io posso dire questo: sono la premier e sono una delle donne più affermate d’Italia. Se mi chiedessero cosa scegliere tra la presidenza e mia figlia Ginevra non avrei dubbi. Se il concetto è questo condivido. Non condivido che un traguardo debba toglierne un altro. Il messaggio che va dato è che non c’è bisogno di fare rinunce. Noi dobbiamo costruire gli strumenti per favorirlo. Per questo ci siamo occupati prevalentemente delle madri lavoratrici. Voglio smontare il racconto che se metti al mondo un figlio ti precludi delle possibilità. La maternità non è nemica di altre possibilità”.

Quali sono tre obiettivi per il futuro?

“Abolire la povertà, la pace nel mondo, ristrutturazione gratuita interni ed esterni. Se non dovessi riuscirci: messa a terra della riforma del Pnrr, riforma giustizia, e poi sto lavorando già da tempo ad un piano di borse di studio per studenti meritevoli che "non hanno condizioni di reddito adeguate".

Se la riforma costituzionale verrà approvata sarà necessaria una nuova legge elettorale. Quale ritiene sarebbe la migliore?

“È un tema su cui ancora non ho ragionato. Posso dire che una soglia di premio di maggioranza ci deve essere per forza anche perché ci sono pronunce della Corte Costituzionale. Sono favorevole alle preferenze”.

È necessaria una riforma della politica penitenziaria?

“Ereditiamo una situazione complessa, con un sovraffollamento cronico. Non credo che il problema si risolva con amnistie e indulti. Per ora abbiamo rafforzato il personale di polizia penitenziaria come mai prima. Pensiamo che si debba anche intervenire sulla capienza”. Meloni ha poi detto di essere "molto colpita" dal caso di Beniamino Zuncheddu, ingiustamente detenuto per oltre 30 anni, rimarcando "i numeri molto alti" dei "casi di ingiusta detenzione in Italia". Ipotizza che alla base di questo fenomeno ci sia anche "un uso eccessivo della carcerazione preventiva, su cui noi siamo intervenuti".

I ministri del suo governo potranno essere candidati alle europee? Si aprono ipotesi di rimpasto?

“Non mi sto occupando delle candidature. Per quanto riguarda i ministri, non auspico e non voglio un rimpasto. Sono contenta della mia squadra. Quello che faranno i vari partiti lo valuteremo caso per caso. Per ora abbiamo solo parlato dell’ipotesi di candidare i 3 leader della maggioranza”.

L’Italia ha notificato alla Cina l’uscita dalla Via della Seta. Lei che interessi commerciali ha?

“Ho preso la decisione sulla Via della Seta per coerenza a quanto ho sempre pensato. L’Italia era l’unico Paese del G7 a farne parte. Sono convinta della decisione sulla base dei risultati che sono arrivati. Ai tempi si disse che l’ingresso dell’Italia assicurava un equilibrio della bilancia commerciale tra Italia e Cina, cioè a riequilibrare esportazioni e importazioni. I dati dicono che dal 2019 a oggi l’equilibrio è diventato meno favorevole all’Italia. Mi ha colpito che Nazioni europee che non sono mai entrate nella Via della Seta abbiano relazioni commerciali con la Cina migliori alle nostre. Io intendo rilanciare le relazioni commerciali con la Cina e intendo recarmi lì quanto prima, come da invito di Xi Jinping”.

Quale è stato il momento più difficile del 2023 e il più entusiasmante?

“Cutro è stato il più difficile: 94 persone che muoiono e le accuse che sia stata colpa mia hanno pesato. Ma ce ne sono stati diversi di momenti complessi. Ce ne sono stati anche di belli ed entusiasmanti, come quelli in cui riesco a stare in mezzo alla gente. Lì si vive una realtà diversa da quella del palazzo”.

Quale è la sua posizione sul terzo mandato per i sindaci e i presidenti di Regione? Ha intenzione di porre un limite ai mandati dei premier?

“Sul terzo mandato sono laica: vedo pro e contro. Per quanto riguarda il metodo penso che l’iniziativa vada presa dal Parlamento e non dal governo. Per il resto non ho previsto che ci debba essere un limite ai mandati. Se il Parlamento lo riterrà verranno fatte le proposte del caso”.

Ha detto che considera la giustizia una priorità. Lo è anche la separazione delle carriere ed è pronta eventualmente a un doppio referendum costituzionale?

“La separazione delle carriere è un mio obiettivo. Non penso sia utile però sovrapporre due referendum su materie già difficili per i cittadini”. In ogni caso, la premier precisa: "Se la riforma arrivasse al referendum non sarebbe su Meloni, io me ne vado quando mi cacciano i cittadini perdendo le elezioni".

Ipotesi Mario Draghi alla Commissione Ue. Come lo vedrebbe?

“Credo che sia impossibile dire oggi chi potrebbe guidare la Commissione europea. Mario Draghi poi ha detto che non è disponibile. Io sono stata fiera oppositrice di Mario Draghi ma ho condiviso ad esempio la sua politica estera e il nostro passaggio di consegne è stato improntato alla lealtà. Il vero tema ora è che cosa debba fare la prossima Commissione: deve essere più efficace nelle crisi, avere più sovranità strategica, essere più ferma nella difesa dei propri confini, più capace ad armonizzare il tema della sostenibilità ambientale con l’economia”.

Paradisi fiscali, cosa pensate di fare?

“Penso che la materia vada affrontata a livello europeo. Intanto bisognerebbe lavorare perché le regole nel mercato Ue su questa materia valessero per tutti e non ci fossero nazioni che lavorano per drenare gettito da altre nazioni. A livello nazionale possiamo rendere la tassazione in Italia più competitiva. Tentiamo di farlo con varie misure, voglio ricordare che abbiamo varato una riforma fiscale attesa da 50 anni. Dobbiamo rendere sistema più competitivo”.

Elon Musk è stato invitato ad Atreju con un figlio nato con maternità surrogata, che lei vuole rendere reato universale. Ha cambiato idea?

"Abbiamo invitato Elon Musk perché è una persona che ha delle cose da dire, ha una sua rilevanza anche sull'Intelligenza artificiale. Questo è l'invito a Elon Musk e non cambia la mia posizione sulla maternità surrogata e sul fatto che i bambini non si comprano e non si vendono e non sono merce da banco che puoi scegliere da un catalogo, non penso che questo sia difendere la vita umana, non penso che pagare una donna povera che mette al mondo un figlio che poi vende sia progresso. L'ho sempre vista così, continuo a pensarla così e sono contenta se il Parlamento approva la legge che prevede per la maternità surrogata il reato perseguibile anche se commesso all'estero".

Quali sono i suoi rapporti con gli alleati di questo governo?

“Il nostro è un ottimo rapporto. A volte ci sono divergenze, le avete viste. Il punto è che quando abbiamo un problema ci sediamo finché non abbiamo risolto. Lo dimostra il fatto che questo governo ha fatto moltissime cose. Anche il fatto che la Legge di Bilancio sia stata approvata senza voto di fiducia è un segnale di compattezza della maggioranza. Guardo anche alle europee: non mi spaventano. Non mi pare che da parte di nessuno ci sia volontà di sottomettere gli altri”.

Avete allentato i poteri di controllo degli organismi di vigilanza, a partire dalla Corte dei Conti. È stata una buona idea? Dai casi Santanchè a Pozzolo, c’è una questione morale?

“Non ritengo sia vero che abbiamo allentato i poteri di controllo. È una lettura distorta e non condivisibile.  Sulla questione morale: io non ho chiesto le dimissioni di altri politici quando erano indagati, come è capitato a Giuseppe Conte. Questa idea per cui a sinistra si è garantisti con i propri e giustizialisti con gli altri è un meccanismo che non funziona e che io non ho applicato in passato. Prego di non farmi le lezioni di morale. Quando dovessi avere la certezza che alcune persone si sono comportate male non preoccupatevi che interverrò. Ma i casi vanno valutati uno a uno”.

In un’inchiesta di “Domani” si legge che Salvini ha incontrato il Ceo di Huawei, cliente di una società del cognato e del suocero del ministro. È opportuno?

“Non lo sapevo. Un ministro può incontrare il cliente di un congiunto stretto? Dipende per cosa, dipende cosa si dicono. Non so rispondere”.

Amato ha detto che “In Italia la democrazia è a rischio”. Cosa ne pensa?

“Non ho nulla da dire nello specifico al professor Amato, sono rimasta francamente basita dalle dichiarazioni che riguardano la Corte Costituzionale. Si pone il problema perché entro il 2024 il Parlamento, che oggi ha una maggioranza di centrodestra, deve nominare 4 giudici della Corte Costituzionale, quindi ci sarebbe il rischio di una deriva autoritaria. Questa idea per cui quando vince la sinistra deve poter esercitare tutte le prerogative e quando vince la destra no, temo necessiti di alcune modifiche costituzionali", credo sia "una deriva autoritaria pensare che chi vince le elezioni non abbia le stesse prerogative della sinistra".

È contenta del nuovo corso della Rai? Cosa ne pensa delle opposizioni che la chiamano ‘tele-Meloni’?

“Non mi pare che venissimo da una straordinaria età dell’oro. L’azienda ha avuto e ha i suoi problemi, penso che molto si possa fare per migliorare il servizio pubblico e limitare sprechi fatti in passato. Sono soddisfatta del percorso per ridurre il pesante indebitamento derivato dalle gestioni precedenti. Ho sentito polemiche sul calo degli ascolti. Ma la Rai fa servizio pubblico, se prendiamo solo questo parametro forse perdiamo il senso di cosa dovrebbe fare la Rai. Sul tema di ‘tele-Meloni’: ho letto le accuse di ‘regime’. Io sono stata all’opposizione per buona parte della mia vita e quando ero all’opposizione FdI era l’unico partito che non era in Rai. E non ci sono state accuse. Francamente una sinistra che in passato con il 18% dei consensi esprimeva il 70% di poszioni in Rai.. facciamo un lavoro di riequilibrio. Non si possono sempre usare due pesi e due misure. Ho visto richieste di dimissioni per un giornalista Rai che era ad Atreju. Io sono stata criticata una vita e nessuno ha mai chiesto le dimissioni. Stabiliamo una regola allora: i giornalisti Rai possono parlare di politica o non possono farlo?”.

Non si dovrebbe ripartire dalle periferie per una nuova idea di Paese, anche alla luce delle molte violenze del 2023?

“Penso sappiate già come la penso. Noi veniamo da un tempo in cui in Italia si sono moltiplicate le zone franche, lo Stato ha fatto finta di non vedere cosa accadeva. Questo ha fatto sì che lo Stato ha perso terreno e credibilità. Si può invertire la rotta. Noi tutte le settimane facciamo ad esempio una riunione su Caivano. Nel fare cose semplici abbiamo restituito diritti banali che molti non avevano: ci sono posti dove non è possibile portare il proprio figli al parco. Possiamo fare una rivoluzione straordinaria se trasformiamo territori noti alla cronaca in modelli da seguire”.

Come commenta il caso Anas-Verdini?

“Mi preoccupa quando io vedo sui quotidiani dichiarazioni che non ho mai fatto. Sul caso di Tommaso Verdini ho trovato virgolettati che non ho mai fatto, neanche in privato. È una tendenza che ho incontrato più volte. Non ritengo comunque che Salvini debba riferire in Aula su questa materia, non è stato chiamato in causa nei documenti che ho letto. La questione non va strumentalizzata in chiave politica: l'unica tessera che ha avuto Tommaso Verdini era quella del Pd ma nessuno di noi ha detto che il Pd era coinvolto".

Caso Pozzolo, intende prendere provvedimenti? Il caso pone un tema sulla selezione della classe dirigente di FdI?

“Pozzolo aveva un porto d’armi regolare per difesa personale e girava con un’arma a Capodanno. Presumo che potesse farlo ma la questione è un’altra: chiunque detenga un’arma ha il dovere morale di custodirla con responsabilità. Per questo c’è un problema con quello che è accaduto, anche se vedremo quale sarà la dinamica della vicenda. Io ho chiesto che Pozzolo venga deferito alla commissione dei probiviri di Fdi indipendentemente dal lavoro che fa l'autorità competente e che nelle more del giudizio sia sospeso da Fdi. Sulla classe dirigente del mio partito, c'è sempre qualcuno che non ti aspettavi e fa errori o cose sbagliate. Però non son disposta a fare questa vita se persone intorno a me non sentono la responsabilità. Non sempre accade ma per la responsabilità che abbiamo, e io vivo quella responsabilità, su questo intendo essere rigida".

Come intende muoversi il governo per le privatizzazioni?

nelle privatizzazione il governo intende muoversi con una "riduzione delle quote in partecipate che non riduce il contrololo pubblico, come Poste, oppure con l'entrata di privati con quote minoritarie, come in Ferrovie. Ovviamente sono passaggi complessi e la tempistica non solo da me. Abbiamo dato un segnale con Mps con la nostra iniziativa parte delle risorse sono rientrate, abbiamo dato un bel segnale. Lo Stato deve controllare ciò che è strategico ma ciò comporta aprirsi anche al mercato".

Meloni: confronto con Schlein? mi impegno a farlo, sarebbe normale e giusto

Migranti, ritiene soddisfacenti i risultati ottenuti?

“No, soprattutto in confronto alla mole di lavoro che ho dedicato a questa materia. Sono leggermente più soddisfatta dei dati degli arrivi dell'ultima parte dell'anno che mostrano un calo rispetto alla parte iniziale. Ma so che ci si aspettava di più su questo. La materia su cui ci confrontiamo è una sfida epocale. Si possono fare diverse iniziative che danno consenso immediato ma che non risolvono il problema strutturalmente. Questo richiede un coinvolgimento internazionale enorme, a cui mi sono ampiamente dedicata. Il mio obiettivo è fermare le partenze in Africa, valutare la presenza di hotspot in Africa e parallelamente lavorare su immigrazione legale. L’Italia però si è fatta sentire come mai prima in Europa sul tema migranti”.

Riforme istituzionali: cosa risponde alle opposizioni che temono sbilanciamento dei poteri con il premierato, soprattutto con il capo dello Stato? E a chi dice che la riforma dell’autonomia penalizzi il Sud?

“Non tocchiamo il ruolo del presidente della Repubblica perché è giusto così. Non vedo in cosa l’elezione diretta del capo del governo voglia dire togliere poteri al capo dello Stato. Secondo me si crea un equilibrio che rafforza la stabilità dei governi e oggettivamente in Italia abbiamo avuto un problema di stabilità dei governi. Noi abbiamo pagato la nostra instabilità in tema di credibilità internazionale e in tema di visione e strategia. Consentire ai cittadini da chi farsi governare e consentire a chi viene scelto di rimanere per 5 anni è democrazia, ed è la cosa più bella del mondo. È una riforma di cui vado fiera". E precisa: Il referendum sul premierato "non è su di me, io sono il presente di questa nazione, ma è sul futuro di questa nazione". Poi c’è la riforma dell’autonomia: "Non credo tra sperequazioni tra Nord e Sud. L’autonomia stabilisce il principio per cui chi gestisce bene le sue competenze e risorse lo Stato può valutare di darti altre competenze da gestire. Penso possa essere un volano anche per il Mezzogiorno, la responsabilizzazione della classe dirigente”.

Meloni: io ad Europee? Decideremo con alleati

Ddl Concorrenza, come intendete intervenire sulla questione balneari?

“L'appello del presidente Mattarella non rimarrà inascoltato, valuterò con gli altri partiti di maggioranza e con i ministri. Per quanto riguarda i balneari, il governo per la prima volta ha iniziato un lavoro mai fatto prima con la mappatura, per verificare il principio della scarsità del bene, richiesto per applicare la Bolkenstein. Curiosamente in tutti gli anni nessuno ha ritenuto di farlo. Noi abbiamo proceduto celermente, ora l'obiettivo è una norma di riordino che consenta di intervenire sulla attuale giungla, in un confronto con la Commissione europea e con gli operatori, per evitare l'infrazione e per dare certezza della norma" che consenta di superare "le difficoltà per gli operatori e gli Enti locali".

Quali sono gli strumenti per combattere la piaga dell’antisemitismo che si sta ripresentando?

“Per paradosso le immagini atroci degli attacchi di Hamas del 7 ottobre hanno prodotto una recrudescenza di antisemitismo nell’Occidente. È una riflessione da fare: vuol dire che covava sotto la cenere. Abbiamo sottovalutato le forme contemporanee di antisemitismo. Penso che si debba lavorare a livello culturale”. Meloni ha poi detto che, dopo che "il prefetto Pecoraro si è dimesso per ragioni personali dal suo incarico" di coordinatore nazionale per la lotta all'antisemitismo, "siamo in procinto di nominare il generale Angelosanto, già capo del Ros", una figura "molto autorevole per occuparsi di questa materia".

Da pochi giorni l’Italia presiede il G7. L’Italia è 58esima nella capacità di attrarre investimenti e gli altri Paesi G7 ci superano tutti. Vi occuperete di questa materia?

“Questo è un tema figlio di una stratificazione di problemi che vanno dalle lungaggini burocratiche ai problemi della giustizia. Molti investirebbero volentieri in Italia se avessero più certezze. La riforma della burocrazia e della giustizia sono una priorità. Ci sono poi diversi investimenti su cui stiamo cercando di lavorare, come quello dei semiconduttori. Dobbiamo dare dei segnali: non c’è un governo ostile a chi produce. E non è stato sempre così”.

Cosa pensa del nuovo Patto di migrazione e asilo Ue? Ci sono dettagli sul Piano Mattei?

“Sul Patto di migrazione e asilo Ue considero le nuove regole migliori delle precedenti. È vero che c’è il tema di riprendere i ‘dublinanti’ ma c’è un meccanismo serio che impegna gli altri Paesi alle redistribuzioni. I nostri hotspot erano pieni e noi abbiamo bloccato la possibilità di prendere persone che avevano passato il confine mentre gli altri paesi avevano bloccato la possibilità di redistribuire, ora per noi c'è un meccanismo di garanzia. Ma quel patto non è la soluzione non risolveremo i problemi dei migranti se pensiamo di gestirli solo quando arrivano. Sul Piano Mattei: quello che va fatto in Africa non è carità ma rapporti di cooperazione strategici non predatori, difendere il diritto di non dover emigrare prima di quello di emigrare. E questo va fatto con investimenti strategici, come quelli sulla produzione di energia pulita. Ci sono progetti specifici ma non li voglio dire prima di presentarli ufficialmente”.

Sul caso del tweet di Marcello Degni, cosa si aspetta dall’adunanza straordinaria del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti?

“Non spetta a me dire cosa potrebbe accadere. Considero grave che un magistrato della Corte dei Conti speri che l’Italia vada in esercizio provvisorio. Ma la cosa più grave è la sfrontatezza con cui questo giudice ritiene che sia normale farlo. Mi ha colpito molto che a sinistra non ci sia stato nessuno a dire qualcosa, a partire da Paolo Gentiloni che l'ha nominato. Ho da chiedere alla sinistra se sia normale che persone da loro nominate per incarichi super partes si atteggino da militanti politici. Mi attendo risposta da Schlein”.

Si impegnerebbe in un confronto tv con Elly Schlein?

“Mi impegno volentieri in un confronto tv con Elly Schlein, credo che sia normale, credo che sia giusto che il presidente del Consiglio dei ministri si confronti con il leader dell’opposizione prima della campagna elettorale e delle elezioni europee. Non mi sono mai sottratta e non lo farò stavolta, anche se chiaramente lei insomma sa come la penso sul tema della condizione femminile, siamo intervenuti a vari livelli, non credo dovrebbe essere solo questo l’oggetto del confronto tra due leader politici, indipendentemente dal fatto che siano donne sono due leader politici e due leader politici si occupano di tutte le materie. Adesso non so dirle la sede, dove lo facciamo, intanto non so se Elly Schlein sia disponibile, però insomma non mi faccia prendere impegni sul dove, capisco che giustamente lei ha anche messo diciamo un chip sulla questione avendolo chiesto, sono disponibile a fare il confronto”. IL VIDEO

Sarebbe opportuno tornare sul tema della tassa sugli extraprofitti bancari?

“Mi fa un po’ sorridere che i primi a criticare il primo governo che ha avuto il coraggio di tassare le banche siano quelli che quando erano al governo hanno fatto regali miliardari alle banche, vale per il Pd e per il M5S. Noi avevamo varato una tassa su quello che era un margine giusto, non aveva un intento punitivo. In sede di conversione c'è stata l'aggiunta della possibilità di accantonare un importo pari a due volte e mezzo l'importa della tassa in una riserva non distribuibile. Questo comporta che aumentando le riserve aumenta il credito ai cittadini, in base a Basilea. Nel caso si optasse per questa seconda ipotesi, ciòcomporterebbe un aumento del credito. E nel medio periodo alcune banche pagheranno più tasse".

Siete soddisfatti del Patto di Stabilità europeo? Visto che Giorgetti ha detto che avrebbe ratificato il Mes cosa farete per evitare isolamento in Europa?

“Non credo che la mancata ratifica del Mes vada letta in relazione ai risultati del Patto di Stabilità: io sono soddisfatta a condizioni date del Patto. Chiaramente non è quello che avrei fatto io. Il governo nella ratifica del Mes si è rimesso all’Aula. E la ratifica è stata bocciata perché non c’è mai stata la maggioranza in Parlamento. Perché l’ex governo Conte ha sottoscritto la modifica quando sapeva che non c’era una maggioranza per ratificarlo? Penso sia stato un errore. Per quanto riguarda il merito: il Mes dal mio punto di vista è obsoleto. Penso che lo abbia dimostrato anche la reazione dei mercati dopo la mancata ratifica. Forse questa può essere un’occasione per trasformare lo strumento per essere più efficace di quello che è oggi. Sul tema dell’isolamento penso che dovremmo essere più consapevoli del nostro ruolo. Non è che l’Italia ha prerogative diverse dalle altre Nazioni. Per nessun altro si dice che la pagherà. E nessuno lo dice in Europa”.

Si candiderà alle europee? Sosterrebbe un’eventuale “maggioranza Ursula”?


“È una decisione che non ho ancora preso. Per me niente conta di più che avere il consenso dei cittadini. Penso che una mia eventuale candidatura potrebbe portare altri leader a fare la stessa scelta nell’opposizione: sarebbe un test democratico interessante. Devo capire se una mia eventuale candidatura personale toglierebbe tempo al mio ruolo da premier. È una decisione da prendere insieme agli altri leader della maggioranza. Per quanto riguarda la maggioranza Ursula: io lavoro per costruire una maggioranza alternativa. Non sarei disposta a fare una maggioranza stabile in Parlamento con la sinistra”.

Da dove verranno i soldi per la Legge di Bilancio 2025, per cui si stima serviranno 30-32 miliardi?

Meloni: “Non sappiamo quale sarà lo sviluppo dell’economia italiana, la crescita è stimata superiore alla media europea. Io non sono per aumentare le tasse ma piuttosto per tagliare la spesa pubblica. Vediamo quale sarà l’evoluzione di quest’anno, abbiamo appena approvato la Manovra 2024. Il mio obiettivo è confermare le misure che abbiamo portato avanti ed eventualmente migliorarle”.

Norma pubblicazione atti: "Non ci vedo bavaglio"

La presidente del Consiglio ha voluto subito toccare la polemica sulla cosiddetta Legge Bavaglio, ricordando che l’iniziativa per la sua approvazione non è stata del governo e sottolineando comunque che “non ci vedo alcun bavaglio”.

Meloni: "Sarà un anno complesso per tutti"

“Mi devo scusare per aver rinviato" questa conferenza stampa per "due volte per ragioni di salute, mi spiace che questo abbia generato delle polemiche, ma non c'era alcun intendimento di scappare da domande dei giornalisti", ha detto Meloni. Poi ha fatto gli "auguri di buon anno per un anno che sarà molto complesso per tutti: ci sono molte scadenze importanti, le elezioni europee, la presidenza italiana del G7 elezioni”.

Bartoli: "Il Parlamento approvi la riforma della professione"

"Chiediamo che il Parlamento approvi una riforma della professione che attendiamo da decenni. Nell'epoca dell'Intelligenza artificiale siamo ancora inchiodati a norme pensate e approvate il secolo scorso. Abbiamo presentato la nostra proposta, unanime, speriamo di avere l'ascolto delle istituzioni". Così, in apertura della conferenza, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli. Poi ha menzionato i "troppi compensi che assomigliano più a un'elemosina che a una retribuzione" e espresso "solidarietà alle colleghe e ai colleghi dell'Agenzia Dire per la difficile situazione in cui si trovano".

Al via la conferenza stampa di Giorgia Meloni

Inizia la conferenza stampa di Giorgia Meloni: 45 le domande in scaletta.

Fra 15 minuti al via la conferenza stampa di Giorgia Meloni

Inizerà fra poco meno di 15 minuti la conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei Giornalisti in collaborazione con l'associazione della Stampa Parlamentare.

45 giornalisti iscritti alla conferenza stampa

A dettare i temi della conferenza stampa di Giorgia Meloni, come al solito avviene in questa occasione - il premier non va in sala con un discorso pronto - saranno i 45 giornalisti iscritti all'evento che prenderanno posto nella nuova Auletta dei gruppi della Camera a partire dalle 11.

Giorgia Meloni alla conferenza stampa di fine anno nel 2022. FOTO

Il 29 dicembre del 2022 la presidente del Consiglio teneva la sua prima conferenza stampa di fine anno poco più di due mesi dopo dall'entrata in carica del suo governo.

Giorgia Meloni alla conferenza stampa di fine anno nel 2022

©IPA/Fotogramma

Attesa per conferenza stampa di Meloni rinviata due volte. VIDEO

Manovra 2024, bonus e incentivi: tutte le novità della Legge di Bilancio

Fra i temi della conferenza stampa di Giorgia Meloni ci sarà sicuramente anche la Manovra, approvata lo scorso 29 dicembre. Una Legge di Bilancio che mette a terra complessivamente circa 28 miliardi, di cui metà destinati alle due misure più corpose, il taglio del cuneo fiscale e la nuova Irpef a tre aliquote: ecco tutte le misure

Dal Milleproroghe al piano Mattei, l'agenda del Parlamento dopo le Feste. Il calendario

Il Milleproroghe, il Superbonus, ma anche il decreto legge che contiene il Piano Mattei. E poi le riforme e il sostegno italiano all'Ucraina. Questi e molti altri lavori attendono le Camere fra pochi giorni, al rientro dopo la pausa natalizia. Una ripresa che impegnerà commissioni e Aula a pieno ritmo fin da subito, visti i numerosi provvedimenti già all'esame, cui si aggiungerà un'ultima tranche di nuovi decreti varati prima della fine dell'anno. IL CALENDARIO

La sospensione di Pozzolo

La conferenza stampa di oggi potrebbe anche essere il momento in cui Giorgia Meloni annuncerà provvedimenti nei confronti di Emanuele Pozzolo, il deputato di Fratelli d’Italia accusato di aver sparato con la sua pistola la notte di Capodanno ferendo uno dei partecipanti alla festa alla Pro loco di Rosazza. Per il momento, il provvedimento di cui si parla è la sospensione dal partito: poco cambia che venga inflitta o che arrivi con un atto imposto a Pozzolo, un'autosospensione.

I temi

Economia, riforme, dossier internazionali: la conferenza stampa è per Meloni l'occasione per delineare l'agenda dei prossimi mesi, ma la presidente del Consiglio non potrà non toccare le ultime polemiche, dal caso commesse Anas alla vicenda Pozzolo. Tanti i temi che riportano direttamente ai rapporti con l'Europa, a partire dalla bocciatura dell'aula della Camera della riforma del Mes con il no di Fratelli d'Italia e Lega e l'astensione di Forza Italia. Poi i recenti rilievi del Capo dello Stato Mattarella al disegno di legge sulla Concorrenza non in linea con il diritto europeo sulle proroghe dai tempi troppo lunghi per le concessioni dei commercianti ambulanti. Stesse criticità evidenziate in precedenza sulle concessioni balneari.

Le otoliti

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata costretta a rinviare la conferenza di fine anno per un problema di "otoliti" che l'ha costretta "a letto e al buio", hanno spiegato nei giorni scorsi i suoi collaboratori. Gli otoliti , spiega l’Istituto superiore di sanità nel sito ISSalute, sono piccole formazioni di ossalato di calcio (“sassolini”) presenti sulle cellule che rivestono l’orecchio interno, dentro al timpano e costituiscono il delicato apparato che permette di mantenere l’equilibrio e orientarsi nel movimento e nella direzione. Se gli otoliti si staccano dalla superficie cellulare e si muovono liberamente nei canali dell’orecchio, le cellule ciliate vengono erroneamente stimolate, inviando al cervello un’informazione alterata di movimento e provocando vertigini e nausea.

Le tappe dei rinvii

Già il 17 dicembre, nel suo intervento conclusivo ad Atreju, Meloni raccontava di avere "qualche problema di voce". Poi il 19 una nota di Palazzo Chigi ha annunciato che a causa di "uno stato influenzale" non avrebbe presieduto la Cabina di regia sul Pnrr, il Consiglio dei ministri e non avrebbe partecipato alla conferenza degli ambasciatori. Nella mattinata del 20 la premier è andata alla recita scolastica di Natale organizzata dalla scuola elementare della figlia Ginevra, da dove è andata via prima della fine perché si sentiva poco bene. Tampone negativo al Covid, ma quel giorno per un "persistente stato influenzale" ha saltato lo scambio di auguri al Quirinale e riprogrammato per il 28 la conferenza stampa di fine anno prevista per il 21. Poi il 27 dicembre l’annuncio di un nuovo rinvio e il giorno successivo la nuova data definitiva: il 4 gennaio.

Alle 11 la conferenza stampa di Giorgia Meloni

È il giorno della più volte rinviata conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un incontro che si sarebbe dovuto tenere inizialmente il 21 dicembre, poi rinviato al 28 dicembre per i problemi di salute della premier e infine fissato per il 4 gennaio alle 11.

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