Senato, Berlusconi: “Noi leali a Meloni”. Su Ucraina: “Accanto a Kiev, lavoriamo per pace”

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È il primo discorso dal 2013 a Palazzo Madama del leader di Forza Italia, che allora era stato allontanato dal Senato a causa degli effetti della Legge Severino. Nella sua dichiarazione di voto, in vista della fiducia al governo, ha usato frasi di unità nei confronti dell’esecutivo e riferimenti anche alle sue storiche battaglie, come la giustizia e il fisco 

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Nove anni di attesa, un bentornato dal presidente Ignazio La Russa e poi la parola. "Signor Presidente del Consiglio, sono felice di essere qui e sono felice anche perché 3 ore fa è nato il mio 17° nipotino. Evviva!", ha dichiarato Silvio Berlusconi, menzionando in occasione del suo discorso sulle dichiarazioni di voto per la fiducia al governo Meloni (LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI) anche la nascita del secondogenito del figlio Luigi. "Resta per me un motivo di grande soddisfazione riprendere la parola in Senato, dopo nove anni, e farlo proprio quando il popolo italiano ha scelto ancora una volta di affidare il Governo del Paese alla coalizione di centro-destra”. Un discorso lungo quello dell'ex Cavaliere, che nel 2013 era stato allontanato dal Senato a causa della Legge Severino, che prevedeva la decadenza in caso di condanna definitiva.

La lealtà all’esecutivo

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Nel suo discorso Berlusconi ha evidenziato l’orgoglio di aver dato vita alla coalizione che si è poi rivelata vincente alle elezioni. “Se oggi per la prima volta alla guida del governo del Paese, per decisione degli elettori, c'è una esponente che viene dalla storia della destra italiana, questo è possibile perché 28 anni fa è nata una coalizione plurale, nella quale la destra e il centro insieme hanno saputo esprimere un progetto democratico di governo per la Nazione. Una coalizione che in 28 anni non si è mai divisa e che ha saputo governare insieme e stare insieme anche all'opposizione, una coalizione che ha guidato e guida la maggioranza delle regioni italiane. Una coalizione, che è sempre stata artefice di grandi scelte di democrazia e di libertà”, ha dichiarato il leader azzurro. La lealtà all’esecutivo Meloni, dove sono presenti ministri appartenenti a Forza Italia, non è in discussione. "Noi oggi voteremo convintamente la fiducia e da domani lavoreremo con lealtà, con passione e con spirito costruttivo, per realizzare il nostro programma", ha dichiarato. Il ricordo del presidente Berlusconi è andato anche al suo primo discorso al Senato, nel 1994, quando chiese la fiducia per il suo primo esecutivo. “Allora, in questa stessa aula, chiedendo al Senato la fiducia per il primo governo di centrodestra, io conclusi il mio intervento parlando della possibilità di sognare, a occhi bene aperti un nostro futuro migliore, parlai della possibilità di costruire un'Italia più giusta, più generosa e più sollecita verso chi ha bisogno e verso chi soffre, parlai di un'Italia più moderna e più efficiente, di un'Italia più prospera e più serena, più ordinata e più sicura”, ha evidenziato il senatore.

La politica estera

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Immancabile un riferimento alla politica estera, dopo gli audio che hanno posto qualche dubbio sulle idee del leader di Forza Italia. "Io sono sempre stato un uomo di pace e i miei governi hanno sempre operato per la pace e sempre in pieno accordo con i responsabili di governo dell'Europa, della Nato e degli Stati Uniti", ha dichiarato Berlusconi. “Il mio progetto, le speranze di molti, erano allora quelle di recuperare la Russia all'Europa. Questo progettavamo per poter affrontare insieme con un Occidente rafforzato dall'apporto della Russia alla grande sfida sistemica del ventunesimo secolo, quella del pericoloso espansionismo cinese. Purtroppo, l'invasione dell'Ucraina ha vanificato questo nostro disegno, perché siamo tornati a prima del 2002, con la Russia isolata dall'Europa e con l'Europa e l'Occidente uniti contro la Russia”, ha evidenziato il leader di Forza Italia. Chiaro il sostegno alla causa ucraina. “Noi, naturalmente, in questa situazione non possiamo che essere con l'Occidente, nella difesa dei diritti di un Paese libero e democratico come l'Ucraina. Dobbiamo lavorare per la pace e lo faremo in pieno accordo con i nostri alleati occidentali e nel rispetto della volontà del popolo ucráino. Su questo la nostra posizione è ferma e convinta, è assolutamente chiara e non può essere messa in dubbio da nessuno, per nessun motivo”, ha dichiarato il senatore azzurro.

Il programma

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Le idee di Berlusconi sono uguali a quelle espresse alla Camera dalla premier Meloni. “Ho ascoltato dal Presidente Meloni parole definitive e totalmente condivisibili sui diritti, sulle libertà, sulla necessità di abbassare le tasse e di promuovere una pace fiscale, un impegno ad affrontare subito le grandi emergenze a partire dalla necessità di abbassare i costi dell'energia per le famiglie e per le imprese, riprendendo una politica energetica non più condizionata dal "partito dei no" e dall'ambientalismo ideologico della sinistra. Abbiamo soprattutto il dovere di andare avanti, perché siamo di fronte a nuove emergenze che sono motivo di grave allarme sociale. Le imprese e le famiglie sono in difficoltà e chiedono aiuto. Non possiamo lasciarle senza risposta”, ha dichiarato l’ex presidente del Consiglio. 

La questione del fisco

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Nel discorso del leader di Forza Italia non poteva mancare una riflessione sulla questione del fisco, tema sentito sia dentro il partito che dentro la coalizione di maggioranza. “Una delle priorità da approvare nel più breve tempo possibile è la riforma della tassazione, per un fisco più equo e più leggero, pur nella necessità di non disattendere i vincoli di bilancio che l'Europa e i mercati ci impongono”, ha dichiarato Berlusconi.

La riforma della giustizia

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Nel discorso dell’ex Cavaliere presente anche una riflessione della giustizia, un pallino del leader di Forza Italia. “Anche la riforma della giustizia è una priorità irrinunciabile, per una questione non solo di durata ragionevole dei processi e ricordo che i processi per una sentenza di primo grado da noi 1020 giorni in Europa, a parte Olanda, 98 giorni al massimo un anno e per questo non si devono fissare udienze dopo 3-4 mesi ma la settimana dopo o al massimo dopo due settimane. Dobbiamo farlo per una questione di civiltà e di libertà. Una riforma davvero garantista, non contro la magistratura ma per il diritto, per l'equità, per la libertà”, ha dichiarato Berlusconi.

La natalità

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Altro tema toccato dal presidente di Forza Italia in campagna elettorale è stato quello della famiglia. Non poteva mancare perciò una riflessione sul tema della natalità. “Nelle nostre decisioni dobbiamo poi mettere al centro di tutto la persona, portatrice per sua natura di diritti che non sono concessi dallo Stato, ma che lo Stato ha il dovere di garantire e di tutelare. Siamo quindi per la tutela della vita, dal concepimento alla morte naturale, siamo per il sostegno alla natalità, siamo per la difesa e la valorizzazione della famiglia e della sua funzione sociale irrinunciabile. Sono tutti temi sui quali il nostro governo, ne sono certo, saprà intervenire con coraggio, e con senso di responsabilità”, ha concluso Berlusconi.

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