Ius Scholae, la legge in Aula mercoledì: cosa significa

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Si torna a parlare di riforme della cittadinanza e in particolare di Ius Scholae che prevede l’acquisizione del diritto alla cittadinanza dopo aver terminato un percorso di studi in Italia. Mercoledì la legge approda in Aula, il percorso si annuncia in salita

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Il 29 giugno la Camera dei Deputati discuterà la proposta di legge sulla cittadinanza che mira a introdurre lo Ius Scholae, ovvero dare la cittadinanza italiana ai bambini figli di extracomunitari che abbiano frequentato almeno un ciclo scolastico in Italia, senza che debbano aspettare il compimento dei 18 anni.

Cos’è lo Ius Scholae?

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Il testo presentato dal deputato 5 Stelle Giuseppe Brescia prevede che possa fare richiesta per la cittadinanza chi sia arrivato in Italia prima di aver compiuto 12 anni e porti a termine un percorso scolastico di 5 anni. Questa nuova proposta potrebbe permettere a tantissimi bambini nati e cresciuti in Italia di ottenere la cittadinanza con più facilità rispetto all’attuale iter burocratico. La proposta sembra avere un consenso abbastanza trasversale: hanno infatti votato a favore PD, M5S, Italia Viva e Forza Italia.

Le dichiarazioni di Salvini

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La maggioranza degli elettori dei partiti attualmente al governo è favorevole all'introduzione dello Ius Scholae tranne quelli della Lega. "La cittadinanza è una cosa importante che va decisa quando si diventa maggiorenni, come la patente. Quando sei maturo, a 18 anni, decidi consapevolmente se il Paese che ti accoglie sarà il tuo Paese". Lo afferma il leader della Lega Matteo Salvini.

 

Le dichiarazioni di Michele Anzaldi

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"Dopo anni e anni di attesa, finalmente siamo di fronte ad un traguardo storico che vuole eliminare l'assurdità di avere bambini di serie A e bambini di serie B nelle nostre scuole". Lo scrive il deputato di Italia Viva componente della commissione Cultura, Michele Anzaldi.

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