Salvini vede Draghi: "Serve pacificazione nazionale". Palazzo Chigi: "Parlato di manovra"

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Il leader della Lega ha chiesto un incontro al presidente del Consiglio, per formulare a nome di tutto il centrodestra una richiesta di "pacificazione nazionale". In mattinata aveva detto: "Di alcuni ministri non mi fido e non ho stima"

Matteo Salvini "ha formulato al presidente del Consiglio, Mario Draghi, una proposta di 'pacificazione nazionale' a nome di tutto il centrodestra". Lo riferiscono fonti della Lega a seguito dell'incontro chiesto da Salvini al premier.  Salvini avrebbe chiesto al premier di appellarsi "alla responsabilità" per "frenare le campagne di delegittimazione che nelle ultime settimane sono state particolarmente feroci contro il centrodestra, a partire da Lega e Fratelli d'Italia". Palazzo Chigi da parte sua fa sapere che si è discusso "dei provvedimenti economici di prossima emanazione, con particolare riferimento alla Legge di Bilancio e al decreto fiscale".

 

"Serve pacificazione nazionale"

“Ho chiesto un incontro a Draghi, sono preoccupato”, aveva detto questa mattina Matteo Salvini, aggiungendo, "serve una pacificazione nazionale". Il leader della Lega, con Giorgia Meloni e Antonio Tajani, ha preso parte alla conferenza stampa del centrodestra al Tempio di Adriano per sostenere il candidato sindaco di Roma Enrico Michetti. In vista del ballottaggio del 17 e 18 ottobre, Salvini ha parlato delle sue preoccupazioni circa il prossimo G20 previsto nella capitale a fine mese e dell’imminente introduzione dell’obbligo di Green pass per tutti i lavoratori.

Le preoccupazioni della Lega

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Con l’entrata in vigore del Dpcm il 15 ottobre c’è rischio di mettere “in mezzo alla strada 17mila poliziotti", ha sostenuto inoltre il leader della Lega, “cinque milioni di lavoratori sono a rischio stipendio, i poveri sono sempre più poveri, ci sono i nodi bollette, tasse, Equitalia, riforma del catasto e Fornero”. Nel suo intervento, Salvini ha parlato anche dell’attacco alla sede della Cgil di sabato scorso e della presunta matrice fascista: “Fascismo e comunismo sono stati sconfitti dalla storia”. Non sono mancate, poi, critiche ad alcuni esponenti del Governo di cui la Lega fa parte. Salvini ha dichiarato di non avere “particolare stima né fiducia” nei confronti di alcuni ministri. Da qui le sue preoccupazioni per l’evento internazionale del 30 e 31 ottobre in cui si discuterà come affrontare la questione Afghanistan: “Non sono riusciti a fermare cinque imbecilli, che non hanno idee politiche, cinque criminali. Al G20 non possiamo fallire davanti ai grandi del mondo”. 

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