Inchiesta Pesaro, chiesta revoca immunità Parlamento Ue a Matteo Ricci: "Bene avvio iter"

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Nell'ambito dell'inchiesta su presunti affidamenti irregolari del Comune di Pesaro nel periodo in cui era sindaco Matteo Ricci, ora europarlamentare del Pd, il Parlamento europeo ha avviato l'iter per la revoca dell'immunità finalizzato "al sequestro, alla lettura e all'eventuale utilizzo di corrispondenza (chat, e-mail, file correlati)" intercorsa tra Ricci e il suo ex collaboratore Massimiliano Santini

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Chiesta la revoca dell'immunità parlamentare europea per l'europarlamentare del Pd Matteo Ricci. Lo ha annunciato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in apertura della plenaria a Strasburgo: "Le autorità competenti italiane hanno rivolto una richiesta di revoca dell'immunità parlamentare" dell'europarlamentare del Pd Matteo Ricci, nell'ambito dell'inchiesta cosiddetta 'Affidopoli' volta a far luce su alcuni pagamenti effettuati dal Comune di Pesaro, quando Ricci era sindaco. "Tali richieste sono state deferite alla commissione per gli affari giuridici competente", ha riferito Metsola.

Ricci: "Bene avvio iter, fare presto chiarezza"

"Bene oggi avvio dell'iter al PE. Fate presto! Già 7 mesi fa ho autorizzato Procura a leggere corrispondenza con mio ex collaboratore Santini e la prova da me depositata". Lo dichiara l'eurodeputato del Pd, Matteo Ricci per il quale le autorità italiane hanno chiesto la revoca dell'immunità. "L'ho già ribadito nei giorni scorsi anche alla commissione Juri, speriamo che già a settembre possa arrivare l'autorizzazione del Parlamento. - racconta Ricci - Lunedì scorso sono stato informato dai competenti uffici del Parlamento europeo che è pervenuta dalla Procura di Pesaro, in relazione alle note indagini in corso da quasi due anni, una richiesta di revoca dell'immunità finalizzata al sequestro, alla lettura e all'eventuale utilizzo di corrispondenza (chat, e-mail, file correlati) intercorsa tra me e il mio ex collaboratore Santini Massimiliano, ed anche contenuta in un dispositivo informatico allegato a memoria difensiva depositata da me stesso. Non ho nulla in contrario".

"Questa è una buona notizia perché ho già richiesto nei giorni scorsi che si faccia il prima possibile", ha aggiunto Ricci. "Quando, nell'autunno scorso, la Procura ha comunicato che sarebbero stati svolti accertamenti tecnici per recuperare le chat, mail e file correlati nel cellulare e nelle SIM consegnate da Santini, mi sono affrettato il 3 dicembre 2025 a depositare ai magistrati una dichiarazione scritta in cui autorizzavo la lettura di qualunque corrispondenza riferita all'indagine con Santini. Ancor più, il 27 gennaio 2026, con una memoria dei miei avvocati, ho ribadito alla Procura il mio consenso ad acquisire agli atti processuali e prendere cognizione di qualsivoglia corrispondenza tra me e Santini riferibile all'indagine in corso". 

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