Covid, Draghi: “Bisogna pianificare aperture, dopo Pasqua la scuola anche in zona rossa”

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Il presidente del Consiglio nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue del 25 e 26 marzo: “L'accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione (di dosi, ndr) al giorno”. E aggiunge: “Le Regioni seguano le priorità del piano nazionale, alcune trascurano gli anziani”

"Mentre stiamo vaccinando è bene cominciare a pianificare le aperture. Stiamo guardando attentamente i dati sui contagi, ma insomma se la situazione epidemiologica lo consentirà la scuola aprirà in primis. Cominceremo a riaprire le scuole primarie e la scuola dell'infanzia anche nelle zone rosse allo scadere delle attuali restrizioni, ovvero speriamo subito dopo Pasqua". A dirlo è il presidente del Consiglio Mario Draghi (LO SPECIALE SUL PREMIER), nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue del 25 e 26 marzo. Poi sui vaccini anti-Covid: “Nelle prime tre settimane di marzo la media delle somministrazioni è stata pari a 170mila dosi al giorno, più del doppio della media dei due mesi precedenti. Il nostro obiettivo è portare il ritmo a mezzo milione al giorno”. "Le comunicazioni alle Camere consentono un pieno coinvolgimento del Parlamento. Si tratta di un passaggio importante - esordisce Draghi all'inizio del discorso - Prima di tutto vorrei esprimere forte soddisfazione per la partecipazione del presidente degli Usa Biden a un segmento del Consiglio ", presenza che "conferma la volontà di imprimere un forte slancio alle relazioni con l'Ue" (COVID: AGGIORNAMENTI - SPECIALE)

“Abbiamo 4 vaccini sicuri ed efficaci”

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"Il 26 marzo 2020, il Consiglio Europeo riconosceva la pandemia di Covid-19 come una sfida senza precedenti per l’Europa. A un anno di distanza, dobbiamo fare tutto il possibile per una piena e rapida soluzione della crisi sanitaria - dice ancora il premier - Sappiamo come farlo: abbiamo quattro vaccini sicuri ed efficaci. Tre sono già in via di somministrazione, mentre un quarto, quello di Johnson&Johnson, sarà disponibile da aprile. L'obiettivo è vaccinare quante più persone possibile nel più breve tempo possibile. Siamo già all'opera per compensare il ritardo di questi mesi. L'accelerazione della campagna vaccinale è già visibile nei dati". Poi annuncia: "Il governo intende assicurare la massima trasparenza sui vaccini e renderà pubblici i dati sul sito della presidenza del consiglio".

"Per vaccini fatti, l'Italia è seconda dopo la Spagna"

"Accelerare con la campagna vaccinale è essenziale per frenare il contagio, per tornare alla normalità e per evitare il sorgere di nuove varianti", sottolinea ancora Draghi. E argomenta: "Se paragonate al resto d'Europa, le cose qui già ora vanno abbastanza bene. Per vaccini fatti, l'Italia è seconda dopo la Spagna, ma per i noti motivi l'Unione Europea si colloca dietro molti altri Paesi. Nel Regno Unito, giusto per fare un esempio, la campagna vaccinale procede più rapidamente, anche se bisogna dire che le persone che hanno ricevuto entrambe le dosi in numero sono paragonabili a quelle dell'Italia. Però vediamo cosa abbiamo da imparare da quell'esperienza e anche da quella di altri Paesi". "Ovviamente - osserva - hanno iniziato due mesi prima, anche questo per i noti motivi. Ma lì si utilizza un gran numero di siti vaccinali e un gran numero di persone è abilitato a somministrare i vaccini. Nonché ovviamente il richiamo della seconda dose è stato spostato nel tempo rispetto a quanto avviene in Europa". "Insomma - conclude - quello che abbiamo da imparare è che una volta che abbiamo una logistica efficiente, e l’abbiamo, con meno requisiti formali e con un maggior pragmatismo, si arriva anche ad una maggiore velocità. Procedere spediti con le somministrazioni è importante. Ma è altrettanto cruciale vaccinare prima i nostri concittadini anziani e fragili, che più hanno da temere per le conseguenze del virus".

“Alcune Regioni trascurano i loro anziani”

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Sempre in tema di campagna vaccinale, Draghi spiega che “abbiamo già ottenuto degli importanti risultati: l’86% degli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali ha già ricevuto una dose di vaccino e oltre due terzi ha completato il ciclo vaccinale. Un recente studio dell’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che il numero di nuovi casi di Covid-19 diagnosticati nelle Rsa tra fine febbraio e inizio marzo è rimasto sostanzialmente stabile, a fronte di un chiaro aumento dell’incidenza nella popolazione generale”. “Per quanto riguarda la copertura vaccinale di coloro che hanno più di 80 anni - osserva - persistono purtroppo importanti differenze regionali, che sono molto difficili da accettare. Mentre alcune Regioni seguono le disposizioni del Ministero della Salute, altre trascurano i loro anziani in favore di gruppi che vantano priorità probabilmente in base a qualche loro forza contrattuale. Dobbiamo essere uniti nell’uscita dalla pandemia come lo siamo stati soffrendo, insieme, nei mesi precedenti. Tutte le regioni devono attenersi alle priorità indicate dal Ministero della Salute”. Poi un appello ai territori: “In tempo di pandemia, anche se le decisioni finali spettano al governo, come ha ricordato anche una recente sentenza della Corte Costituzionale, sono pienamente consapevole che solo con una sincera collaborazione tra Stato e Regioni, in nome dell’Unità d’Italia, il successo sarà pieno”.

“Case farmaceutiche rispettino gli impegni”

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"Dobbiamo chiedere alle case farmaceutiche il pieno rispetto degli impegni, in sede europea - ammonisce Draghi - La pandemia rende evidente l'opportunità di investire sulla capacità produttiva di vaccini in Europa. Dobbiamo costruire una filiera che non sia vulnerabile rispetto agli shock e alle decisioni che vengono dall'esterno. E abbiamo già iniziato a stabilire accordi di partnership con case internazionali per la produzione in Italia”.

"Sui vaccini bisogna rafforzare la credibilità Ue"

"Finora Covax ha assicurato quasi 30 milioni di dosi, il nostro auspicio è rendere sempre più efficace questo meccanismo. Sulla campagna vaccinale è necessario rafforzare la credibilità dell'Ue - osserva Draghi - ll Dispositivo Covax è lo strumento migliore. Gli Stati aderenti includono Stati Uniti e Cina. L'Unione Europea vi partecipa in modo cospicuo: la Commissione Europea ha infatti impegnato un miliardo di euro. L'Italia è stata tra i primi Paesi a contribuirvi nel 2020, con 86 milioni di euro. Il grande merito di Covax è garantire la distribuzione dei vaccini secondo le effettive necessità dei Paesi riceventi, e non in base all'interesse politico o economico o geopolitico dei donatori".

Green pass europeo entro tre mesi

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Per quanto riguarda il green pass europeo, spiega Draghi, l'obiettivo è dare "entro tre mesi" un certificato a chi è stato vaccinato o è guarito o comunque è immune al virus. "Occorre raggiungere questo obiettivo senza discriminazioni e nel rispetto dei dati sensibili dei cittadini. È un progetto complesso".

Il 21 maggio a Roma il Vertice Mondiale sulla Salute

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"La Presidenza italiana del G20 ha posto al centro della sua agenda la salute globale e il rafforzamento della cooperazione internazionale in materia sanitaria. In questo giocherà un ruolo di primo piano il Vertice Mondiale sulla Salute, che ospiteremo a Roma il 21 maggio, insieme alla Commissione Europea”, dice ancora Draghi. "Intendiamo confrontarci con gli altri Paesi sulle esperienze fatte nella lotta contro il Covid-19. Vogliamo lavorare fin da ora per migliorare la nostra preparazione di fronte a futuri eventi pandemici e sostenere le capacità internazionali per la ricerca. La ricerca e l'industria italiana nel settore delle scienze della vita sono già in prima linea a livello europeo e mondiale, e faremo di tutto perché continuino a restarvi".

“Consiglio Ue proceda su digital tax entro metà 2021”

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Il processo di digitalizzazione in Ue "non sarà facile - spiega poi Draghi - In Italia il programma Next Generation Ue offre un'enorme possibilità, il 20% dei fondi riguarda proprio la trasformazione digitale, ma lo sviluppo di questi settori non può prescindere dall'equa distribuzione dei proventi. Riteniamo che il Consiglio Ue debba procedere ad una soluzione globale su una tassazione digitale entro la metà del 2021 e credo sia possibile grazie all'apporto degli Usa con la nuova amministrazione".

“Ue lavori ad agenda positiva con Russia e Turchia”

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"Occorre che l'Unione Europea lavori a proposte concrete per una ‘agenda positiva’ che favorisca una dinamica costruttiva, anche in chiave di stabilità regionale. In altre parole è facile coltivare le contrapposizioni in questi campi, è molto meglio cercare di costruire i rapporti futuri", dice il premier Draghi, soffermandosi sui dossier Russia e Turchia. "Ci sono molti temi su cui questo atteggiamento positivo è importante. Il primo è lo spazio di collaborazione sulle migrazioni, sulla lotta al terrorismo, sull'unione doganale. A questo proposito, ho esaminato ieri con il Presidente Erdogan l'importanza di evitare iniziative divisive e l'esigenza di rispettare i diritti umani".

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