Draghi: "Il controllo della Corte dei Conti sia intransigente e rapido"

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Prima uscita pubblica del neo presidente del Consiglio, dopo la fiducia ottenuta dal suo governo in Parlamento. "Con Recovery il ruolo della Corte è ancora più cruciale", ha aggiunto, definendo il Recovery "una straordinaria prova di fiducia reciproca degli Stati dell'Unione europea". Presente anche il capo dello Stato Sergio Mattarella

Prima uscita pubblica per Mario Draghi in veste di presidente del Consiglio, dopo la fiducia ottenuta dal suo governo in Parlamento. Il premier si è recato alla Corte dei Conti per la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. "Sono fermamente convinto della funzione essenziale della Corte" nell'ambito del controllo, "che deve essere intransigente. Ma con la stessa fermezza confido che tale controllo sia rapido. I tempi straordinari che viviamo lo richiedono”, ha dichiarato. "È una mia profonda convinzione che le contrapposizioni tra istituzioni siano un gioco a somma negativa, mentre la collaborazione produce effetti moltiplicatori - ha aggiunto -. È a questo principio di leale e costruttiva collaborazione che penso vada improntata la relazione tra chi agisce e chi controlla: questo principio deve guidare tutti i servitori dello Stato, controllati e controllori". 

"Con Recovery ruolo Corte ancora più cruciale"

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"Oggi il ruolo della Corte diventa ancora più cruciale - ha affermato Draghi -. Il Recovery and Resilience Facility riconosce al nostro Paese risorse imponenti con una chiara linea di indirizzo: investire sul futuro. Sta a chi governa fare le scelte strategiche, sta a chi amministra eseguirle in maniera efficace ed efficiente e a chi controlla verificare che le risorse siano impiegate correttamente. Governo, Parlamento, Amministrazione Pubblica, Corte dei Conti e tutte le Istituzioni del nostro Paese devono essere coprotagonisti di un percorso di rinascita economica e sociale". "Mai nella storia dell'Ue, i governi avevano tassato i loro cittadini per dare il provente di questa tassazione ai cittadini di altri paesi dell'Unione - ha proseguito il premier -. È avvenuto con i trasferimenti a fondo perduto stabiliti dal Next Generation. Si tratta di una straordinaria prova di fiducia reciproca che, se validata da scelte oneste ed efficaci, potrà un giorno sfociare nella creazione di un bilancio europeo comune da cui dovrebbero trarre maggior beneficio proprio i paesi più fragili dell'Unione."

 

"Rafforzare Pubblica amministrazione partendo da competenze"

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Draghi ha quindi parlato della pubblica amministrazione: ”È necessario sempre trovare un punto di equilibrio tra fiducia e responsabilità: una ricerca non semplice, ma necessaria. Occorre, infatti, evitare gli effetti paralizzanti della 'fuga dalla firma', ma anche regimi di irresponsabilità a fronte degli illeciti più gravi per l’erario”, ha sottolineato, per poi aggiungere: "Bisogna agire sul versante del rafforzamento della qualità dell'azione amministrativa, a partire dalle competenze delle persone. È un diritto innegabile dei cittadini e le imprese di ricevere servizi puntuali, efficienti e di qualità. È un dovere delle Pubbliche Amministrazioni attrezzarsi perché ciò avvenga”.

"Peso norme incomplete si scarica sui funzionari"

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"Negli ultimi anni, il quadro legislativo che disciplina l'azione dei funzionari pubblici si è 'arricchito' di norme complesse, incomplete e contraddittorie e di ulteriori responsabilità anche penali" e questo "ha finito per scaricare sui funzionari pubblici responsabilità sproporzionate che sono la risultante di colpe e difetti a monte e di carattere ordinamentale”, ha affermato il presidente del Consiglio. "Alcuni interventi normativi adottati la scorsa estate hanno affrontato, in maniera però temporanea, queste criticità. Ora bisogna andare oltre le schermaglie normative, verificando gli effetti delle nuove disposizioni, ma soprattutto lavorando per costruire un solido rapporto di collaborazione tra pubblici funzionari e Corte dei Conti”, ha poi ribadito.

Presente anche Mattarella

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Sceso dall'auto, Draghi si è limitato a un gesto di saluto con il capo verso le telecamere. Poco dopo è arrivato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto da Guido Carlino, presidente della Corte dei conti. Fra le autorità che partecipano alla cerimonia anche il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, e quello della Camera, Roberto Fico.

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