Meloni a Sky TG24: "Sull'astensione valuteremo alla fine, quando avremo la squadra"

Politica

La leader di Fratelli d’Italia su un esecutivo guidato da Mario Draghi: "Curioso e superficiale parlare di governo di migliori senza conoscere chi farà il ministro”. Poi sulla spaccatura del M5s: “Di Battista ha preso una posizione che rispetto, ma non penso che saranno molti i coraggiosi tra i Cinque Stelle a lasciare la maggioranza”

"Non abbiamo mai avuto grandi dubbi, non abbiamo mai preso in considerazione l'ipotesi di sostenere questo governo. Non perché si abbia qualcosa sulla figura di Mario Draghi, ma perché non condividiamo la ragione per cui questo governo nasce. Penso che l’Italia sia una democrazia come tutte le altre e che in democrazia i migliori sono quelli che sceglie la gente quando vota: è curioso e superficiale parlare di governo di migliori senza conoscere nemmeno un ministro. Non credo che l’Italia debba essere l’unica nazione che non vota perché c’è il Covid. Il Covid c’è in tutto il mondo". Così Giorgia Meloni, ospite a Sky TG24, commenta gli sviluppi della crisi di governo e l’ipotesi sempre più probabile di un governo guidato da Mario Draghi (GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - TOTOMINISTRI). E sull’addio di Alessandro Di Battista al M5s dopo il voto su Rousseau, la leader di Fratelli d’Italia osserva: "Con un quesito comprensibile al genere umano e non surreale avrebbe potuto vincere il no. Di Battista ha preso una posizione che rispetto. Poi i Cinque Stelle si sono alleati con tutti, tranne che con noi, ma perché non l'abbiamo voluto noi".

“Sul voto valuteremo dopo aver visto squadra e programma”

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Alla domanda su cosa potrebbe spingerla a cambiare idea o a optare per l’astensione, Meloni ricorda che è da sempre contraria ai governi tecnici e spiega: “L'appello all'astensione l'avevo fatto io a tutto il centrodestra, per garantire la compattezza della coalizione, in cui si sapeva che c’erano diversi punti di vista circa l’adesione al governo Draghi. Credo nella coalizione di centrodestra e continuerò a lavorare per la sua compattezza e unità, per superare anche questa fase difficile. Sul voto ho detto e ripeto che è una valutazione che faremo alla fine, quando avremo la squadra di governo e il programma. Noi non sappiamo niente. Siamo inebriati ma sul nulla". Poi avverte: “Si rischia un compromesso al ribasso continuo, o continui litigi. Se si sposta l’arco costituzionale nella maggioranza di governo, si ottiene solo che lo scontro maggioranza-opposizione si porta all'interno del governo: per quanto possa essere autorevole il presidente del Consiglio, modificando l'ordine degli addendi il risultato non cambia”.

"Dall’opposizione FdI può portare molto di più verso le idee del centrodestra"

E sull’incontro fra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi avvenuto a Roma nei giorni scorsi la leader di Fratelli d'Italia dice: “È normale e giusto che Salvini e Berlusconi si vedano per cercare di concordare come stare all'interno di una maggioranza nella quale loro sono minoranza, e lo sarebbero stati anche con FdI”. “Credo - aggiunge - che dall’opposizione, per le dinamiche parlamentari che conosciamo, FdI possa portare molto di più verso le idee del centrodestra e possa aiutare molto di più Lega e Forza Italia in maggioranza. Confido che ci vedremo anche a tre, perché è un lavoro che si può fare anche insieme”.

“Non credo che i fuoriusciti dal M5s saranno tanti”

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Poi commentando l'ipotesi che le spaccature interne ai Cinque Stelle possano mettere in crisi i numeri del nuovo governo Draghi, la leader di Fratelli d’Italia osserva: "Se ci saranno possiamo lavorare insieme all'opposizione, ma non penso che saranno molti i coraggiosi tra i Cinque Stelle a lasciare la maggioranza". E sulle commissioni di Garanzia aggiunge: "Per quanto possa sembrare incomprensibile ai più, quella delle presidenze delle commissioni di Garanzia a noi, è un tema che non ci siamo posti. Non faccio scelte sulla base delle poltrone che porto a casa. Alcune presidenze vanno all'opposizione per una tenuta istituzionale, ma è un fatto nuovo, e valuteremo. Ma non è quello che mi interessa ora".

“Centrodestra sceglierà i candidati per le comunali dopo la fiducia”

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Parlando poi delle elezioni comunali, Meloni annuncia: "Subito dopo la fiducia di governo vedremo con gli alleati per le candidature nelle grandi città: penso a figure della società civile, non esponenti di partito".

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