Scuola, vicino l’accordo sulle Linee guida per la riapertura. Azzolina chiede 1 miliardo

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La Conferenza Stato-Regioni in programma per il 25 giugno è stata spostata di un giorno perché serve ancora tempo per un approfondimento. Ma l’intesa sembra più vicina. La ministra ha chiesto in Cdm soldi in più da destinare alla creazione di spazi aggiuntivi e al potenziamento dell'organico. Bonaccini: “Direzione giusta”. In giornata sit-in in 60 piazze per chiedere la riapertura in presenza per tutti gli studenti senza riduzione di orario

L'accordo sulle Linee guida per la riapertura delle scuole a settembre, in sicurezza dopo l’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI LIVE), sembra ormai essere vicino. Le ultime limature sul documento presentato dal ministero dell'Istruzione sono arrivate alla fine di un lungo lavoro, ma serviranno altre 24 ore per un approfondimento. Per questo la Conferenza Stato-Regioni in programma nel pomeriggio di oggi, 25 giugno, è slittata a domani alle 14.30. Da sciogliere, in particolare, i nodi - evidenziati sia dalle Regioni sia da Comuni e Province - legati a risorse, personale e trasporti. “Dateci ancora un po' di tempo e riapriremo le scuole in sicurezza a settembre”, ha assicurato il premier Giuseppe Conte. Mentre in Consiglio dei ministri è arrivata la richiesta della ministra Lucia Azzolina: un miliardo in più per la scuola, da destinare alla creazione di spazi aggiuntivi e al potenziamento dell'organico (LO SPECIALE SCUOLA). Il tutto, mentre in oltre 60 piazze italiane sono andati in scena sit-in e proteste al grido “così non si riapre” (FOTO).

Azzolina chiede un miliardo in più per la scuola

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La richiesta della ministra Azzolina è arrivata al termine di una giornata che sembrava destinata a concludersi con una fumata nera e che, invece, sembra dirigersi verso un accordo. Fonti del governo hanno spiegato che la richiesta di un miliardo in più per la scuola ha trovato il sostegno della maggioranza dei ministri presenti. Questa notizia "va nella direzione giusta", ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni e della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini su Rete 4. Ha aggiunto che si è "ad un passo dalla condivisione delle linee guida" e che il testo avuto oggi è "migliorativo" rispetto a quello di ieri, ritenuto “irricevibile”. Domani, ha concluso, ci si augura "un accordo definitivo" su temi come il distanziamento e l'aumento di organico.

Le richieste degli Enti locali

In particolare, gli Enti locali chiedono ulteriori risorse (oltre a quelle previste per l'edilizia scolastica), più docenti e personale Ata e una maggiore attenzione al tema trasporti "guardando sia al lato economico che a quello organizzativo", come ha spiegato lo stesso Bonaccini. Senza risposte e impegni su questi temi, hanno sottolineato nelle scorse ore Anci e Upi, "non potremo dare intesa sul Piano scuola". Al momento, invece, non sembra in discussione la data di riapertura delle scuole che, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere confermata per il 14 settembre. Restano da ufficializzare anche le indicazioni sul distanziamento che, stando a una nota di Anci e Upi, dovrebbe restare di 1 metro.

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La situazione di stallo e le bozze circolate nei giorni scorsi, hanno scatenato la polemica non solo politica ma anche sindacale. In 60 piazze italiane sono state organizzate manifestazioni di protesta per chiedere la riapertura delle scuole in presenza per tutti gli studenti senza riduzione di orario. Alla mobilitazione, indetta dal comitato "Priorità alla scuola", hanno aderito più di 40 organizzazioni tra sindacati, associazioni di docenti, di genitori e di studenti. Per ActionAid, il Piano del ministero rischia di aumentare le diseguaglianze tra gli studenti. Cambiamo! chiede invece un passo indietro della ministra Azzolina. E sulla titolare dell'Istruzione si abbatte anche la tempesta politica, guidata dall'opposizione. Giorgia Meloni l'accusa di aver scaricato le scelte sui presidi, mentre da Forza Italia Licia Ronzulli chiede le dimissioni del "ministro a sua insaputa". Il Movimento 5 Stelle difende la ministra e accusa il leader della Lega Matteo Salvini, in protesta davanti al Miur, di diffondere fake news. I suoi, si legge in una nota, sono "solo attacchi fini a se stessi che vanno contro ogni monito finalizzato alla tutela della salute e alle indicazioni che forniscono le autorità sanitarie".

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