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Crisi di governo, Renzi: “Folle votare subito. Ora esecutivo istituzionale”

3' di lettura

L’ex segretario dem, intervistato dal Corriere, spiega perché non bisogna votare subito: evitare l’aumento dell’Iva, formare un governo di garanzia. "Conte e Salvini non posso essere garanti elettorali", aggiunge. E apre a tutte le forze politiche, fuori e dentro il Pd

Un governo istituzionale che permetta di assolvere gli impegni necessari per il bene del Paese e gestire le elezioni "senza strumentalizzazioni". È la ricetta che propone Matteo Renzi, intervistato dal Corriere della Sera, per uscire dalla crisi di governo. (GLI AGGIORNAMENTI - I POSSIBILI SCENARI SULL'IVA) Secondo l'ex premier votare subito "è folle" per tre motivi: bisogna evitare l'aumento dell'Iva  - "Vanno trovati 23 miliardi di euro" - ; serve un governo di garanzia elettorale, che traghetti al voto - "Salvini deve lasciare il Viminale, Conte deve lasciare palazzo Chigi. I due saranno i leader di Lega e Cinque Stelle alle elezioni? Auguri. Ma, sfiduciati, non possono essere loro i garanti elettorali" - ; infine, si deve votare in Aula la riduzione dei parlamentari per poi andare al referendum. (COS'È L'ESERCIZIO PROVVISORIO)

L’appello a tutte le forze politiche

Su quest’ultimo punto, Renzi sottolinea che la riforma voluta dal M5s è "incompleta e demagogica" ma "devo ammettere che hanno ragione loro quando dicono che sarebbe un assurdo fermarsi adesso". Per arrivare a questo risultato, Renzi fa appello a tutte le forze politiche: "Dalla Lega ai 5 Stelle, da Forza Italia alla sinistra radicale, dalle Autonomie ai sovranisti fino ai gruppi parlamentari del Pd, della cui tenuta non dubito". L'ex leader del Pd pensa che "quando Mattarella inizierà le consultazioni una parte dei parlamentari dovrà aver già espresso la propria adesione a questo disegno. Così il presidente potrà valutare l'eventuale incarico a un premier autorevole". Qui, sottolinea "non stiamo tutelando qualche poltrona, ma i risparmi e le regole". (LE DATE UTILI - GLI SCENARI DI VOTO)

Il confronto interno al Pd

Quanto alla crisi di governo, Renzi dice di non spiegarsi il comportamento del leader leghista: "Per me Salvini ha paura e non sta bene. Lo si capisce guardandolo in spiaggia, e ascoltandone le farneticanti parole: 'Italiani, datemi pieni poteri'". Renzi riflette anche sul confronto con le altre correnti nel Pd: "Leggo che il gruppo dirigente vorrebbe votare subito perché almeno si cambiano i parlamentari renziani: sono pronti a dare cinque anni di governo a Salvini pur di prendersi i gruppi parlamentari d'opposizione. Nobile motivazione, per carità, ma riduttiva", commenta. "Zingaretti dice: 'Renzi ci dia una mano'. Accolgo volentieri l'appello, ma per me la mano va data al Paese più che alla Ditta". (I DIFFICILI RAPPORTI TRA I VICEPREMIER - L'IRONIA SUI SOCIAL - TUTTI I GOVERNI BALNEARI)

Franceschini: "Non dividiamoci in momento rischioso"

Un invito al dialogo all'interno del Pd, dopo che sui social i dirigenti e i sostenitori si dividono tra chi sostiene la linea del segretario per il voto subito e quella di Renzi per un governo di scopo, arriva poi da Dario Franceschini: "Dopo l'intervista di Matteo Renzi invito tutti nel Pd a discutere senza rancori e senza rinfacciarci i cambi di linea. Io lo farò. Anche perchè in un passaggio così difficile e rischioso, qualsiasi scelta potrà essere fatta solo da un Pd unito e con la guida del segretario", ha scritto l'ex ministro della Cultura su Twitter. Renzi, da alcuni, viene anche accusato di un voltafaccia dopo aver sostenuto la linea del muro assoluto contro i grillini finora.

Data ultima modifica 11 agosto 2019 ore 10:19

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