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Salvini a Conte e Di Maio: “Intesa su un cambio di rotta entro lunedì o sarà crisi”

2' di lettura

Il vicepremier leghista lancia l’ultimatum agli alleati di governo, mentre non accenna a placarsi la crisi interna dopo il voto sulla Tav al Senato. Annullati gli impegni di Salvini e Di Maio e si parla di un incontro tra i due

GOVERNO, DOPO IL VOTO SULLA TAV ARIA DI CRISI: DIRETTA

Non accenna a fermarsi la polemica politica tra i due alleati di governo e i venti di crisi non si placano. Il vicepremier leghista Matteo Salvini, in un comizio a Sabaudia, ha infatti premuto con decisione l'acceleratore sul ritorno alle urne: "Non mi interessano i rimpasti, se le cose non si possono fare è inutile andare avanti", ha sottolineato. E in merito alla questione Tav e allo scontro interno, ha aggiunto: “Qualcosa si è rotto negli ultimi mesi”. Al punto che, in un incontro avuto poco prima con il premier Giuseppe Conte, avrebbe posto un ultimatum: “Intesa su un cambio di rotta entro lunedì o sarà crisi”.

Impegni cancellati

In questo clima di caos, scoppiato soprattutto dopo il voto in Senato sulla Tav (FOTO), Salvini ha quindi deciso di cancellare due comizi in Abruzzo e oggi, prima di andare a Pescara, sarà a Roma per colloqui: si parla di un incontro con Di Maio. Da parte sua, il vicepremier pentastellato ha annullato la riunione dei gruppi M5s in programma per questa sera a Bologna e fonti M5S hanno fatto sapere che Di Maio "non parteciperà all'incontro di Cavriago in programma questa mattina per impegni istituzionali. L'incontro sarà comunque presieduto dal ministro Alfonso Bonafede". Un’altra cancellazione arriva dal premier che Conte che annulla la conferenza stampa di oggi per fare il punto prima della pausa estiva.

Salvini: “Non è più il momento dei no”

“Se c'è qualche problema da risolvere va risolto in fretta, se va fatta una scelta va fatta netta e chiara, gli italiani non possono aspettare i litigi perenni", ha sottolineato ieri Salvini dal palco di Sabaudia. "Dobbiamo fare in maniera veloce, compatta, energica, coraggiosa quel che vogliamo fare. Tutti al tavolo delle parti sociali ci han chiesto dei sì, coraggio e investimenti. Non è più il momento dei no, dei forse, dei dubbi", ha aggiunto. Tra le riforme da fare, il ministro leghista ha citato in primis quella della giustizia e ha poi sottolineato: "Non si possono garantire reddito di cittadinanza a tutti e salario minimo, prima bisogna dare lavoro, creare ricchezza, sennò cosa ridistribuisci?".

Data ultima modifica 08 agosto 2019 ore 08:45

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