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Governo, i possibili scenari: crisi, voto e rimpasto

3' di lettura

Dopo che la maggioranza si è spaccata sulla Tav in Senato, c'è di nuovo tensione all'interno dell'esecutivo. Tra le ipotesi possibili c'è un "Conte bis" con una sorta di rimpasto o con una nuova maggioranza. Oppure ancora, il voto

Il voto in Senato sulla Tav (FOTO) ha spaccato la maggioranza e aperto una nuova crisi all'interno dell'esecutivo. Il presidente del Consiglio è salito al Quirinale per un "colloquio informativo" con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durato più di un'ora (LA DIRETTA) dopo che mercoledì sera il vicepremier Matteo Salvini aveva lanciato l'ultimatum: "Cambio di rotta entro lunedì o crisi". Si aprirebbero quindi tre possibili scenari: un Conte bis con una sorta di rimpasto e la sostituzione dei ministri Toninelli, Tria e Trenta, un Conte bis con una nuova maggioranza oppure il ritorno alle urne. 

Quando si potrebbe tornare a votare

Nel caso di una caduta dell'esecutivo, il tempo minimo per tornare ai seggi elettorali è di 45 giorni e il massimo di 70. Per le procedure di voto all'estero, però, servono 60 giorni. Ma nel frattempo ci sono delle scadenze importanti per il Governo, a partire da quella del 26 agosto, che è il termine per le candidature alla Commissione Europea. La prima ipotesi di voto, se le camere venissero sciolte la prossima settimana, quindi intorno a Ferragosto, è quella del 13 ottobre.

Le date importanti

Per l'appuntamento del 26 agosto, l'Italia ha chiesto un portafoglio economico come la concorrenza. Ma varie sono le date importanti prima del possibile ritorno alle urne. Il 9 settembre, quando riapriranno le Camere, dovrebbero riprendere i lavori con la discussione sulla legge di riduzione del numero dei parlamentari. Poi il 12 di settembre c'è il voto della mozione di sfiducia del Pd contro il leader della Lega Matteo Salvini per i presunti fondi russi. Il 27 settembre, invece, arriverà in Parlamento la nota di variazione del Def.

Altre ipotesi di voto

Il 15 ottobre è il termine entro cui il Governo deve trasmettere a Bruxelles il documento programmatico di bilancio. Per questo la seconda ipotesi di voto potrebbe essere il 20 ottobre, nel caso in cui le Camere venissero sciolte tra il 20 e il 22 agosto. Ma c'è anche una terza ipotesi che prevederebbe il ritorno alle urne per il 27 di ottobre. Quest'ultimo scenario sarebbe ipotizzabile se la crisi venisse formalizzata entro il 27 o il 28 di settembre. A questo punto, però, non ci sarebbe più tempo per insediare le Camere e approvare in tempo, cioè entro il 31 dicembre, la manovra il 2020.

I precedenti

Negli ultimi anni l'Italia ha sperimentato vari scenari di crisi di Governo e sempre con Mattarella al Colle. Nel 2016 ci fu un passaggio quasi da record alla presidenza del Consiglio tra Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. L'allora premier, dopo la sconfitta  al referendum costituzionale del 4 dicembre, si dimise il 7 dello stesso mese e dopo tre giorni di consultazioni il presidente della Repubblica incaricò Gentiloni l'11 dicembre. La crisi più lunga della storia repubblicana, invece, è proprio quella che ha dato vita all'esecutivo Conte, dopo 88 giorni dalle elezioni del 2018.

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