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Conte: "Sì al dialogo con Ue ma decisi su nostra linea. L'Italia vuole rispettare regole"

Politica
(Foto Ansa)

Il premier, nell'informativa a Montecitorio, invoca una "strategia nuova" che adegui le regole europee in un'ottica in cui "stabilità e crescita non siano più antitetiche". Tria al Ft: “Con reddito di cittadinanza e quota 100 risparmieremo 3-4 miliardi”

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Siamo "determinati ad evitare" la procedura di infrazione "ma siamo anche ben convinti della nostra politica economica". Sono queste le parole che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte affida all'informativa alla Camera in vista del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno. Il premier, assicurando di voler "mantenere un dialogo costruttivo con l'Ue", sottolinea che "l'Italia intende rispettare le regole europee, senza che ciò impedisca che, come Paese fondatore e terza economia del continente, ci facciamo anche portatori di una riflessione incisiva su come adeguare le regole stesse affinché l'Unione sia attrezzata ad affrontare crisi finanziarie sistemiche e globali e assicuri un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita". Intanto, in un’intervista al Financial Times, il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha fatto sapere che il ricorso al reddito di cittadinanza e a quota 100 sarà inferiore alle aspettative e potrebbe, l’anno prossimo, portare a risparmi di spesa tra i 3 e 4 miliardi. 

Conte: "Stabilità e crescita sono complementari"

I due binomi - "stabilità e crescita" e "riduzione e condivisione dei rischi" - secondo Conte, sono "complementari e non in contrasto tra loro come continuano a sostenere i fautori di un approccio procedurale che ha costretto l'Europa a criticare ex post proprie decisioni e misure che sono poi i cittadini europei ad aver pagato e a rischiare di pagare in prospettiva". Tutto ciò "comporta un prezzo molto elevato non solo per la coesione sociale ed economica di interi Stati Membri, ma per la credibilità stessa del progetto europeo, una credibilità che i fautori dell'austerity a oltranza dichiarano, almeno a parole, di avere a cuore". Per il premier italiano, i nuovi vertici europei "devono essere all'altezza della posta in gioco nei prossimi anni. Soluzioni sono improcrastinabili e devono svilupparsi in una strategia nuova, che veda la crescita non più antitetica alla stabilità e la solidarietà non antitetica alla responsabilità".  

Conte: "Tenere conto delle elezioni europee nelle nomine"

A Montecitorio, Conte ha detto che le nomine saranno "il tema centrale del prossimo consiglio europeo" ed è "di fondamentale importanza che da tale confronto emerga un segnale ai cittadini circa la capacità di tenere conto della domanda di cambiamento dei cittadini" emerso dalle elezioni europee, ha detto il premier. "L'Ue deve riuscire a decidere non solo da chi, ma anche in quale direzione, essere guidata e queste decisioni devono essere equilibrate ed efficaci", con scelte "rapide e consensuali", ha continuato Conte. "Devono essere rispettati", anche alla luce di una maggioranza frammentata al Parlamento europeo, "i criteri di equilibrio geografico, politico, di dimensione degli Stati membri, di genere. Si decida in coerenza con una logica di pacchetto, in modo da avere una logica unitaria di tutti gli equilibri". In questo scenario, "l'Italia auspica per sé, in linea col suo ruolo nella storia, un portafoglio economico di prima linea" nella prossima Commissione europea, ha sottolineato Conte.

Tria: “D’accordo sulla flat tax"

Tria, nell’intervista pubblicata sul quotidiano, ha aggiunto che nonostante questo possibile risparmio saranno comunque necessarie altre misure per ridurre il deficit. Il ministro si è poi detto d'accordo con la flat tax e l'idea di "ridurre la pressione fiscale sulla classe media e sui redditi medi". Ma dovrà essere fatto in modo graduale e progressivo, come sa anche Matteo Salvini, "compatibilmente con i nostri obiettivi di finanza pubblica" e compensata da tagli di spesa, altrimenti scatteranno gli aumenti dell'Iva.

Tria: “Non abbiamo bisogno dei minibot”

Tria poi, interpellato sui minibot, ha ribadito: "Sono un ministro e tutto quello che posso dire è che non abbiamo bisogno di questo strumento. Quello che posso dire è che nessuno nel governo vuole uscire dall'Eurosistema. Questo è sicuro". I debiti della pubblica amministrazione - assicura - possono essere ripagati "normalmente, usando la nostra moneta, l'euro. Non abbiamo bisogno di altri strumenti valutari".

Il vertice di governo

Questa mattina, prima di riferire a Montecitorio, il premier Conte si è seduto al tavolo per circa un'ora con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro dell'Economia Giovanni Tria per stabilire quale linea mantenere nella trattativa sulla procedura d'infrazione evocata dall’Ue e per condividere la lettera da inviare a Bruxelles.