Manovra, governo pone la fiducia. Di Maio: “Taglio alle pensioni d'oro passa al 40%”

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La decisione al termine del vertice di maggioranza. Il leader 5s: "Miriamo a calo debito, Ue si aspetta questo". E conferma i tempi di quota 100 e reddito di cittadinanza. Salvini definisce "buono" l'incontro e apre a modifiche al contratto di governo

I tagli alle pensioni d'oro arriveranno fino al 40% e "potrebbero servire meno soldi" per reddito di cittadinanza e quota 100, "mantenendo la stessa platea e tempistica". Sono queste le principali novità annunciate da Luigi Di Maio dopo il vertice di governo sulla manovra: “Non abbiamo dati ufficiali”, precisa poi il leader pentastellato sulle misure simbolo di Lega e M5s, indicando comunque i tempi: “A febbraio la pensione minima sarà alzata a 780 euro e partirà quota 100, a marzo partirà il reddito di cittadinanza". Soddisfatto dall'incontro tra vicepremier e Conte, anche Matteo Salvini che non esclude che il contratto della maggioranza possa essere ritarato, dopo una giornata segnata dalle tensioni sull'ecotassa per i veicoli inquinanti. Intanto il governo, con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, ha posto la questione di fiducia sulla legge di Bilancio 2019 (TUTTI GLI EMENDAMENTI).

Il voto di fiducia

Il voto di fiducia prevede dichiarazioni di voto a partire dalle 17.30 di domani per poi procedere alle due chiame dalle 18.50. Lo ha stabilito la capigruppo di Montecitorio che ha previsto una seduta ad oltranza con notturna fino a mezzanotte per procedere poi alle votazioni degli articoli (l'art.1 alle 20.15 poi una quarantina di voti dal 2 al 19) e dei 297 ordini del giorno. La conclusione non è dunque prevista prima di sabato.

Di Maio: "Miriamo a calo debito, Ue si aspetta questo"

Sul confronto con l’Ue, al centro del vertice, Di Maio ha sottolineato: "Miriamo ad abbassare il debito pubblico. Credo che l'Ue si aspetti questo ma il debito non si abbassa con l'austerity". La trattativa con Bruxelles quindi “va avanti, ma terremo fede alle nostre promesse”, ha poi precisato il vicepremier.

"Taglio pensioni d'oro e all'editoria"

Il leader del M5s ha anche affrontato il tema del taglio delle pensioni d'oro che “entrerà nella legge di bilancio al Senato, la settimana prossima. Passiamo dal 25% al 40% di tagli”, ha annunciato. Mentre sull’editoria, spiega il vicepremier, “faremo un taglio graduale”. “Si farà un primo taglio del 25% nel 2019 di fondi per l'editoria, il 50% nel 2020 e il 75% nel 2021. Fino a che nel 2022 non ci saranno più fondi per l'editoria, in modo tale che tutti i giornali possano stare sul mercato e non godere più di concorrenza sleale da alcuni giornali che prendono invece soldi pubblici”, dice Di Maio. L'emendamento sarà presentato al Senato. Il leader del M5S ha poi toccato la questione della spesa degli investimenti: “Ci saranno norme speciali per i Comuni, che permetteranno ai sindaci di spendere velocemente i soldi per investimenti in modo da fare veramente strade, opere pubbliche. Questo consentirà di creare più lavoro sul territorio e anche più crescita economica”.

Pace fiscale, ok "saldo e stralcio"

Mentre sulla pace fiscale, “va bene il principio del saldo e stralcio al Senato: l'obbiettivo è aiutare chi è rimasto rimasto vittima in problemi con il fisco”, ha detto Di Maio. E sul tema, Salvini - al forum Ansa - ha a sua volta precisato: "Già è in corso la rottamazione che toglie sanzioni e interessi. Il problema per molti piccoli - ad esempio chi ha una cartella da 30, 40, 50, 90mila euro - è anche il montante che non hanno. Quindi tu invece di tenerli in ostaggio gli chiedi il 15%, lo Stato incassa e loro tornano a lavorare".

Manca la correzione attesa dall'Europa

In sostanza, Salvini e Di Maio hanno detto "no" a far slittare a giugno le misure più costose, reddito di cittadinanza e "quota 100". Non emerge dunque ancora, nella riscrittura della manovra, la correzione attesa dall'Europa per evitare all'Italia la procedura d'infrazione. Il deficit calerà. Di quanto e come, non è dato sapere. Giuseppe Conte punta a convincere Bruxelles con poco più di 7 miliardi di tagli per portare il deficit dal 2,4% al 2%. Ma l'Ue in partenza chiede uno sforzo da 16 miliardi per far calare il deficit strutturale.

Boccia: in Confindustria 100% contro questa manovra

In serata contro la manovra è tornato a parlare Vincenzo Boccia, leader di Confindustria: "Negli ultimi mesi ho girato l'Italia, ho incontrato 30 mila imprenditori. Siamo 160 mila associati. Parlo per Confindustria: il 100% è contro questa manovra- ha detto - È solo espansiva e non per la crescita", non è sostenibile se non "crea produzione e lavoro". Il rischio di una recessione in Italia "è possibile".

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