Berlusconi a Obama: "In Italia dittatura dei giudici". VIDEO

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Il premier si è rivolto al presidente americano durante la riunione degli otto 'grandi della terra': "Abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale". Il Pd: "Un'altra brutta figura". Anm: "Denigra le istituzioni all'estero"

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Al G8 breve colloquio tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente americano, Barack Obama.  Prima dell'inizio della sessione dei lavori al 'Centre international' di Deauville il premier si è avvicinato ad Obama mettendogli una mano sulla spalla e intrattenendosi con lui per alcuni minuti.

"Noi abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra".  Sarebbe questo il messaggio del premier italiano, da ciò che si coglie dal labiale di un colloquio tra i due, trasmesso dal circuito chiuso prima dell'inizio dei lavori di una sessione del G8.

"Le agenzie riferiscono che Berlusconi abbia avuto un colloquio di ben due minuti, 120 secondi con il presidente degli Stati Uniti. E, indovinate su cosa il nostro presidente del Consiglio ha intrattenuto Barack Obama ritardando l'apertura del summit e indispettendo Nicolas Sarkozy e Angela Merkel? Sulla quasi 'dittatura dei giudici di sinistra" in Italia". E' questa la reazione del Pd.
Il vicecapogruppo alla Camera Alessandro Maran spiega: "Certo, gli argomenti all'ordine del giorno dei 'grandi' riuniti a Deauville in Francia sono la primavera araba, la decisione su un eventuale sostegno finanziario ai paesi nordafricani in transizione verso la democrazia, la situazione in Medio Oriente, la successione alla guida del Fmi. Ma Berlusconi ha una sola ossessione e noi, di fronte al mondo, facciamo un'altra brutta figura!".

Dura la reazione del presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, Luca Palamara, che definisce "molto gravi" le parole del premier al presidente Usa Obama. "E' molto grave - ha detto Palamara a conclusione della cerimonia in Cassazione - che questo sia accaduto all'estero, e che una fondamentale istituzione dello Stato venga denigrata anche agli occhi di uno dei più potenti capi di Stato al mondo".

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