Trapani, mafia: sequestro beni a imprenditore vicino a Messina Denaro

Sicilia

L'attività di indagine si basa sull'inchiesta dell'operazione "Anno Zero", del 2018, quando furono eseguiti provvedimenti di fermo e decreti di sequestro della Dda di Palermo nei confronti di numerosi affiliati a famiglie mafiose del mandamento di Castelvetrano

La Dia ha eseguito un decreto di sequestro di beni per un valore di circa 300 mila euro nei confronti dell'imprenditore di Castelvetrano (Trapani) C. C., 35 anni, attivo nel settore dei giochi e delle scommesse, ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Penale e Misure di Prevenzione del Tribunale di Trapani, su proposta avanzata congiuntamente dal Direttore della Dia, Giuseppe Governale e dal procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi.

Le indagini

L'attività si basa sulle indagini dell'operazione "Anno Zero", del 2018, quando furono eseguiti provvedimenti di fermo e decreti di sequestro della Dda di Palermo nei confronti di numerosi affiliati a famiglie mafiose del mandamento di Castelvetrano, fra i quali lo stesso C. C. e Rosario Allegra, morto un anno fa, cognato di Matteo Messina Denaro per averne sposato la sorella Giovanna. Le indagini, suffragate dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, avrebbero confermato l'espansione, nella Sicilia occidentale, delle agenzie di scommesse affiliate a siti di gioco online sponsorizzati da C. C., dovuta proprio alla vicinanza con il boss latitante. Rapporti d'affari erano stati avviati, fra il 2012 e il 2013, su iniziativa di Francesco Guttadauro, condannato per associazione mafiosa, nonché nipote prediletto di Matteo Messina Denaro. Dopo l'arresto di quest'ultimo, nel dicembre 2013, sarebbe stato Rosario Allegra a riscuotere da C. C. periodiche somme di denaro, utilizzate sia per il sostentamento dei familiari del latitante, sia per quello dell'organizzazione mafiosa.

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