Introduzione
Durante una conferenza stampa a Dublino con il primo ministro irlandese Micheál Martin, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto di "desiderare molto" un'Irlanda "unita" e che "prima o poi succederà". "Penso che sarebbe fantastico, come potrebbe essere una cosa negativa?", ha osservato, rispondendo alla domanda di un giornalista riguardo un’ipotetica unificazione della Repubblica d'Irlanda e dell'Irlanda del Nord. "Mi piacerebbe vederla unificata. Prima o poi succederà. Qui c'è l'uomo giusto per far partire il processo", ha affermato Trump indicando Martin. "Credo che sarebbe una cosa fantastica, penso che il Regno Unito avrebbe qualcosa da ridire al riguardo, ma ritengo che sarebbe un'ottima cosa. Come potrebbe essere un male?". Ma qual è la storia della "Partition in Ireland", la divisione in due territori amministrativi dell'isola?
Quello che devi sapere
L’Irlanda e il potere della corona britannica
Alla fine del 1400, dopo decenni di conquiste inglesi, l’Irlanda era ormai del tutto in balìa della corona d’Inghilterra. Basti pensare che aveva un suo Parlamento, al quale però non era permesso legiferare se non con l’approvazione dei sovrani inglesi. L’Irlanda fu poi ufficialmente unita alla Gran Bretagna nel 1800 con l’Atto di unione e il suo Parlamento fu soppresso: un atto a cui si aggiungevano le pessime condizioni di vita degli irlandesi, oppressi dai grandi proprietari terrieri inglesi insediatisi soprattutto nel Nord del Paese.
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L’inizio del cambiamento e la Home Rule
Qualcosa iniziò a cambiare fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Nel 1886 il primo Ministro britannico William E. Gladstone presentò il primo disegno di legge sull'autogoverno irlandese (Home Rule Bill) - ovvero su uno scenario in cui l'Irlanda avrebbe ottenuto l'autogoverno pur rimanendo parte del Regno Unito - e pochi anni dopo, nel 1905, i nazionalisti irlandesi fondarono il partito Sinn Féin ("Noi stessi"), dimostrando un crescente attivismo. La norma sull’autogoverno però non ebbe vita facile: diversi disegni di legge furono presentati fino al 1914, quando la "crisi dell'Home Rule" fu interrotta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale e il premier britannico HH Asquith approvò il Suspensory Act, garantendo che la questione dell’autogoverno sarebbe stata rinviata per tutta la durata del conflitto.
La guerra anglo-irlandese
Le elezioni del 1918 segnarono un punto di svolta, con Sinn Féin che ottenne la stragrande maggioranza dei seggi irlandesi, istituì un Parlamento a Dublino, il Dáil Éireann, boicottando quello britannico, e dichiarò una Repubblica irlandese indipendente sull'intera isola. Al contempo però gli unionisti conquistarono la maggioranza dei seggi nell'Ulster nord-orientale e ribadirono la lealtà al Regno Unito. Nel gennaio del 1919 iniziò la cosiddetta guerra anglo-irlandese, un conflitto estremamente violento durante il quale un ruolo cruciale lo ebbe l’IRA (Irish Republican Army, "esercito repubblicano irlandese"), un'organizzazione paramilitare rivoluzionaria repubblicana che condusse una campagna di guerriglia contro l'occupazione britannica. Soprattutto nelle contee settentrionali, in particolare a Belfast e Londonderry, scoppiarono violenti conflitti. A quel punto Westminster iniziò inoltre a cercare una soluzione politica.
Il Government of Ireland Act
Si arrivò quindi al Government of Ireland Act, che sancì la partizione dell’Irlanda. Il provvedimento stabiliva che l’Irlanda continuasse a essere parte della Gran Bretagna ma fosse divisa in Irlanda del Nord e Irlanda del Sud (che in seguito avrebbe assunto il nome di Stato Libero d'Irlanda). L'Irlanda del Nord avrebbe compreso le contee di Antrim, Armagh, Down, Fermanagh, Londonderry e Tyrone, mentre l'Irlanda del Sud sarebbe stata costituita dalle restanti 26 contee. Ciascuna regione avrebbe avuto un Parlamento dotato di autonomia locale per gestire questioni interne, come l'istruzione e la sanità. La Gran Bretagna avrebbe tuttavia continuato a occuparsi dei temi di maggior rilievo, ad esempio la politica estera e la difesa. Inoltre, sarebbe stato istituito un Consiglio d'Irlanda, composto da rappresentanti del Nord e del Sud, per discutere questioni di interesse comune e lavorare alla creazione di un unico Parlamento per l'intera Irlanda.
Il Trattato anglo-irlandese
Nel 1921 ci fu poi il Trattato anglo-irlandese, che pose fine alla guerra d’indipendenza e istituì lo Stato Libero d'Irlanda, un dominion all'interno del Commonwealth britannico con un proprio parlamento a Dublino. Il testo prevedeva per l'Irlanda del Nord - creata dal Government of Ireland Act del 1920 - la possibilità di uscire dallo Stato Libero d'Irlanda, cosa che in effetti avvenne e portò all’istituzione di una Commissione per la delimitazione dei confini, che aveva il compito di stabilire l'esatta posizione del confine tra l'Irlanda del Nord e lo Stato Libero d'Irlanda.
I confini
La Commissione iniziò a operare solo nel 1924. Il confine provvisorio era quello stabilito dal Government of Ireland Act del 1920 tra l'Irlanda del Nord e l'Irlanda del Sud, e la maggior parte dei nazionalisti irlandesi sperava in un considerevole trasferimento di territorio allo Stato Libero. Tuttavia, la commissione raccomandò trasferimenti relativamente modesti, in entrambe le direzioni. Un’informazione che trapelò e fu pubblicata dal quotidiano The Morning Post nel 1925, provocando proteste sia degli unionisti che dei nazionalisti. A quel punto, i governi britannico, dello Stato Libero e dell'Irlanda del Nord si accordarono e, il 3 dicembre 1925, invece di apportare modifiche, il confine esistente fu confermato come parte di un'intesa più ampia che includeva la risoluzione di disaccordi finanziari in sospeso.
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Ancora volenze dell’IRA e l'Accordo del Venerdì Santo
La nascita dello Stato libero d'Irlanda causò anche un’altra guerra civile tra le forze favorevoli al compromesso e quelle che volevano l'unificazione dell'intera isola. In seguito lo Stato libero d'Irlanda si staccherà del tutto dal Commonwealth: nel 1937 fu proclamata la Repubblica d'Irlanda, che nel 1949 ottenne la completa indipendenza dalla Gran Bretagna. Negli anni Sessanta, poi, nelle sei contee dell'Ulster l’IRA e gruppi protestanti tornarono a colpire con violenza, nel conflitto conosciuto come i "Troubles". La situazione si attenuò parzialmente nel 1998 grazie all'Accordo del Venerdì Santo, con il quale l'Irlanda del Nord ottenne un'ampia autonomia e un Parlamento dotato di poteri effettivi, e nel 2005 l’IRA rinunciò definitivamente alla lotta armata.
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L’Irlanda potrebbe riunirsi?
Tornando alle parole di Trump, a queste il governo britannico ha replicato ribadendo il proprio pieno sostegno all'Accordo del Venerdì Santo. Si tratta dell’intesa che nel 1998 pose fine ai "Troubles" e che, come ha ricordato il primo ministro britannico Andy Burnham, consente al ministro per l'Irlanda del Nord valutare l'eventuale convocazione di un referendum sul confine "quando nel Paese vi sarà un chiaro consenso e l'opinione pubblica sarà cambiata al punto da rendere necessario prenderlo in considerazione". Un'eventuale riunificazione passerebbe per un referendum, nel quale i cittadini dell'Irlanda del Nord sarebbero chiamati a scegliere se restare nel Regno Unito o unirsi alla Repubblica d'Irlanda.
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