Francia, processo Le Pen: con esito sentenza si candida per l'Eliseo nel 2027

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Introduzione

Martedì 7 luglio 2026 la corte d'appello di Parigi si è pronunciata sul caso degli assistenti parlamentari dell'ex Front National (oggi Rassemblement National) al Parlamento Europeo. I giudici della Corte d'Appello di Parigi hanno confermato la colpevolezza per appropriazione indebita della leader del RN, riducendo però la pena di prima istanza da 4 anni a 3 anni di carcere, di cui uno con braccialetto elettronico. Considerata "già scontata" la condanna all'ineleggibilità (ridotta da 5 anni a 45 mesi, di cui 30 sospesi e 15 effettivi (ma già decorsi). La sentenza ha importanti conseguenze per l'avvenire politico di Marine Le Pen, che ha poi annunciato che si candiderà alle Presidenziali del 2027. 

Quello che devi sapere

Cosa era successo in primo grado

L'ex presidente del Rn era stata giudicata colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici, in relazione agli incarichi fittizi di assistenti parlamentari europei e condannata il 31 marzo 2025 in prima istanza dal tribunale di Parigi a quattro anni di carcere (due da scontare con braccialetto elettronico e due con la condizionale), a una multa di 100mila euro e a cinque anni di ineleggibilità con esecuzione immediata. Prima del verdetto di secondo grado aveva dichiarato di non avere paura: "Qualunque cosa accada non sarò morta. Qualunque cosa accada continuerò a combattere per le mie idee". Ecco tutto quello che c’è da sapere e i possibili scenari.

 

Per approfondire su Insider: FRANCIA, VERSO LE PRESIDENZIALI 2027: BARDELLA È GIÀ INARRESTABILE?

Le Pen

Lo scenario

La pronuncia della corte d’appello di Parigi è arrivata in un momento cruciale, cioè a meno di un anno dal primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, che si terranno il 18 aprile 2027 (con il ballottaggio previsto per il 2 maggio). Dunque l’esito della vicenda giudiziaria pesa, e non poco, sulla corsa all’Eliseo della 57enne Le Pen. Confermando la decisione del tribunale di grado inferiore, la procura generale aveva chiesto la conferma dei cinque anni di ineleggibilità anche in appello. Una condanna a più di due anni di ineleggibilità avrebbe compromesso la sua candidatura all'Eliseo. 

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La sentenza di secondo grado

La Corte d'Appello di Parigi ha giudicato colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici Marine Le Pen. Confermata la sua colpevolezza, ma è stata ridotta la pena di prima istanza da 4 anni a 3 di carcere, di cui uno con il braccialetto elettronico. Per quanto riguarda la sua ineleggibilità (in primo grado era stata condannata a cinque anni), la pena è stata ridotta a 45 mesi, di cui 30 sospesi, e quindi solo 15 effettivi e già scontati, visto che hanno iniziato a decorrere da marzo 2025. La leader del Rassemblement National ha quindi deciso di candidarsi alle Presidenziali del 2027, che nei sondaggi la vedono favorita. 

 

Per approfondire: Marine Le Pen condannata in appello per appropriazione indebita, ma potrà candidarsi

Il braccialetto elettronico

Le Pen ha dichiarato più volte di non voler fare campagna elettorale con l'obbligo del braccialetto elettronico. "Non è possibile" fare campagna con il braccialetto elettronico, aveva ribadito mercoledì 1° luglio la stessa Le Pen. "Se potrò candidarmi, mi candiderò, a patto di poter fare campagna elettorale", ha sottolineato, spiegando che "quando si è candidati alla presidenza, si deve essere completamente liberi di muoversi" e che questo non è possibile se si indossa un braccialetto elettronico. "Se l'obiettivo è permettermi di candidarmi, ma in realtà impedirmi di fare campagna elettorale in completa libertà, capite che questo non sarà possibile", ha aggiunto.

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Il ricorso in Cassazione

E qui è di fondamentale importanza l'annuncio di Marine Le Pen di voler fare ricorso in Cassazione perché "due giurisdizioni possono sbagliare entrambe". La leader del Rassemblent National ha infatti poi aggiunto che si candiderà per la quarta volta alle presidenziali e lo farà "senza indossare il braccialetto elettronico". Questo proprio grazie alla decisione di ricorrere in Cassazione contro la sentenza, considerando che il ricorso è sospensivo della pena almeno fino alla sentenza, prevista non prima di fine gennaio 2027.

I ricorsi e il ruolo della Corte Costituzionale

Va però ricordato che anche la procura può presentare ricorso alla Corte di Cassazione, il che sospenderebbe a sua volta la sentenza. Marine Le Pen potrebbe quindi dover attendere la scadenza del termine di 10 giorni concesso alle parti per sapere se la situazione si risolverà o meno.

 

Infine, sussiste una controversia giuridica in merito agli effetti di un provvedimento di esecuzione provvisoria emesso in primo grado ma non confermato in appello. Alcuni esperti legali, basandosi su rare sentenze della Corte di Cassazione in altri casi, ritengono che tale provvedimento possa continuare ad avere effetto. Secondo questa interpretazione, un ricorso in Cassazione da parte di Marine Le Pen o della procura non sospenderebbe più la sentenza. La decisione finale spetterebbe quindi alla Corte Costituzionale, l'unico organo competente a convalidare le candidature alle elezioni presidenziali.

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Marine Le Pen: "Bardella sarà primo ministro"

"Jordan Bardella ed io ci battiamo per la Francia, non abbiamo ambizioni personali. Lui, con la sua energia, sarà un eccezionale primo ministro, saremo un ticket che cambierà le cose in Francia", ha detto poi Marine Le Pen annunciando la sua candidatura alle presidenziali 2027.

 

Per approfondire: Chi è Jordan Bardella, che con Marine Le Pen ha vinto le elezioni europee in Francia

Le Pen e Bardella
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