AfD, la storia del partito di estrema destra che punta alla guida della Germania

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Introduzione

Dalla fondazione nel 2013, Alternative für Deutschland è cresciuto a ogni tornata elettorale. Si è trasformato negli anni da movimento euroscettico a forza anti immigrazione, con posizioni ultra-conservatrici. La leader Alice Weidel ha portato il partito a una dimensione nazionale che mira al governo federale. Intanto nel 2026 ha dominato le elezioni in Sassonia-Anhalt.

Quello che devi sapere

La nascita

L’AfD è stato fondato nel febbraio del 2013 da Bernd Lucke, Alexander Gauland e altri ex membri della Cdu che si opponevano alle politiche sull’euro. Alternative für Deutschland, nella visione di questo gruppo di professori, imprenditori e politici, nasce come forza contraria alla moneta unica in Europa.

 

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Il logo di AfD

Le prime elezioni

Nel 2013 AfD esordisce alle elezioni federali conquistando circa 2 milioni di voti e fermandosi al 4,7%, subito sotto la soglia di sbarramento per entrare al Bundestag. L’anno successivo però, alle elezioni Europee, il partito ottiene il 7,1%: riesce a eleggere sette europarlamentari. Sempre nel 2014  arrivano ottimi risultati alle tornate nei Land in Sassonia, Turingia e nel Brandeburgo (in tutte ottiene tra il 10 e il 12%).

 

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L’addio di Lucke

Nell’estate 2015, Frauke Petry viene eletta a maggioranza assoluta leader del partito. Subito dopo, il fondatore Bernd Lucke lascia il partito non condividendo la deriva populista della nuova segretaria. Fonda un nuovo partito portando con sé alcuni europarlamentari. Nel 2016 alle elezioni regionali nel Baden-Württemberg AfD è il terzo partito (15,1%), nella Renania-Palatinato ha il 12,6% mentre nella Sassonia-Anhalt diventa il secondo partito ottenendo il 24,2%. Buoni risultati arrivano anche in Meclemburgo-Pomerania Anteriore (20,8%) e nel Land di Berlino con il 14,1%.

L’ascesa di Alice Weidel

Nel 2017 la svolta centrista proposta da Petry viene bocciata. La leader, incinta del quinto figlio, si fa da parte in vista delle elezioni legislative (e poi lascerà poco dopo il partito). Alla guida viene eletto il tandem composto da Alice Weidel (in foto) e Gauland. La tornata federale porta Afd a diventare il terzo partito a livello nazionale, con il 12,64% dei voti e 94 deputati eletti: per la prima volta il partito entra in Parlamento e lo fa con numeri importanti. Intanto nel 2019 Tino Chrupalla viene eletto presidente al posto di Gauland e poi diventa capogruppo al Bundestag con Weidel.

 

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Alice Weidel
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La nuova scissione

Per le Europee del 2019, l'Assemblea di partito sceglie una linea più moderata, abbandonando il progetto originario di addio all’Ue. L’ala più estremista decide di lasciare AfD per confluire in Aufbruch deutscher Patrioten. Alle urne ottiene l’11% con 11 seggi conquistati: AfD aderisce al nuovo gruppo parlamentare Identità e Democrazia. Arrivano poi nuovi exploit alle regionali: il 23,5% in Brandeburgo, il 27,5% in Sassonia e il 23,4% in Turingia. Nel 2021 alle elezioni federali il partito cala perdendo 11 seggi rispetto al precedente voto nazionale.

I recenti successi

Nel 2023 è stato eletto il primo sindaco di AfD, a Sonneberg, in Turingia. Nel 2024 il partito ha ottenuto il 16% alle elezioni del Parlamento europeo, piazzandosi al secondo posto. Ha quindi creato il nuovo gruppo ESN (Europa delle Nazioni Sovrane). Nelle elezioni in Turingia dello stesso anno l'AfD è diventato il primo partito di estrema destra in Germania dai tempi del nazismo a ottenere la maggioranza relativa dei seggi in un'elezione statale. Infine nel 2025 ha ottenuto il 20,8% dei voti alle elezioni federali tedesche, secondo solo alla CDU/CSU, e ha conquistato 152 seggi su 630. Ha guadagnato 10,4 punti percentuali rispetto al risultato delle elezioni del 2021, dominando nelle zone dell’ex Germania dell’Est.

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L’estremismo di destra

I servizi interni di alcune regioni li classificano come "sicuramente estremisti di destra”. L’Ufficio federale per la protezione della Costituzione bolla l'AfD come "un'iniziativa di estrema destra confermata”, definendola un'"organizzazione razzista e anti-musulmana”. La classificazione dell'AfD come partito estremista è stata temporaneamente sospesa. 

 

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La vittoria in Sassonia-Anhalt

Alle elezioni in Sassonia-Anhalt del 6 settembre 2026, AfD ottiene quasi il 44%. Non ha la maggioranza assoluta dei seggi e per governare deve allearsi. Gli unici ad aprire a un patto sono i rossobruni Bsw di Wagenkneckt. Il 35enne Ulrich Siegmund (in foto) si avvia a diventare il primo governatore di un Land di AfD, con un programma che prevede stop all'obbligo scolastico, classi separate per bambini con disabilità e migranti, taglio dei fondi al servizio radiotelevisivo pubblico e dei fondi alle chiese. Espulsioni e remigrazione, sarà abolito il diritto costituzionale all’asilo, ripristinato lo ius sanguinis. La polizia sarà affiancata dalla “guardia civica di volontari”, il tutto condito da un gergo di spiccato stampo nazista.

 

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Ulrich Siegmund
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