Francia, cyberattacco a frigo per raccolta sangue: nessuna conseguenza

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Dopo quelli ai congelatori dei supermercati, un ulteriore attacco hacker è stato condotto contro le banche del sangue. Il ministero della Salute transalpino rassicura: "Nessun impatto sui prodotti ematici"

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Dopo i congelatori dei supermercati, anche i frigoriferi utilizzati per la conservazione delle donazioni di sangue in Francia sono finiti sotto i colpi degli hacker. Alcune banche di sangue regionali sono state oggetto di cyberattacchi accaduti lunedì 2 novembre. A confermarlo, dopo le prime notizie diffuse dai media, è il ministero della Salute francese. L’attacco, specificano dal governo, “non ha avuto impatti sul sangue e sugli altri prodotti ematici conservati nei centri colpiti”.

Temperature alzate fino a 110°

L'Établissement français du sang (Efs), ente pubblico ufficiale responsabile della gestione delle donazioni di sangue e della medicina trasfusionale in tutta la Francia ha confermato a BfmTv che alcune sue celle sono state oggetto di cyberattacchi che, secondo altri media avrebbero provocato un innalzamento della temperatura all'interno - normalmente mantenuta a -30°C - fino a 110°C. "L'Efs non è stato direttamente oggetto di un incidente di sicurezza informatica – ha precisato l’ente -. È stato il nostro fornitore di impianti di refrigerazione a subire, nella giornata di ieri, un incidente informatico che ha potenzialmente interessato alcuni sistemi di supervisione e controllo delle celle frigorifere, installati in alcune sedi dell'Efs". All'interno di queste celle frigorifere erano conservati "prodotti ematici", in attesa della consegna presso strutture sanitarie, nonché "campioni destinati alle nostre biobanche", ha spiegato l'Efs. Tra i prodotti colpiti anche "sacche di plasma destinate alla trasfusione per i pazienti e sacche di plasma destinate al frazionamento per il Lfb (Laboratoire français du fractionnement et des biotechnologies, ndr)".

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La risposta tempestiva ha evitato danni al sangue

L’ente è riuscito a individuare rapidamente le anomalie grazie ai propri sistemi di monitoraggio e allarme e ad adottare tempestivamente misure che hanno evitato qualsiasi alterazione dei prodotti ematici o dei campioni. "A seconda dei casi, non appena si è verificato l'incidente, le apparecchiature interessate sono state messe in sicurezza - senza alcun impatto sui prodotti e sui campioni - oppure disattivate, con il trasferimento preventivo dei prodotti stoccati in tali celle frigorifere verso altre strutture", ha dichiarato l'Efs.

"Nessun impatto sulla salute"

L’Ente assicura che "non è stato riscontrato alcun impatto sulla salute e non si registra alcuna perdita di prodotti ematici. I prodotti conservati nelle apparecchiature coinvolte sono stati trasferiti o messi in sicurezza". Gli accessi da remoto alle apparecchiature interessate sono stati immediatamente disattivati, ha riferito a Bfmtv il Ministero della Salute, che sta collaborando con l'Efs. L'ente sta inoltre lavorando con l'Agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informativi (Anssi). "Al momento la situazione è sotto controllo ed è oggetto di un monitoraggio rafforzato", ha assicurato il Ministero della Salute, aggiungendo che "sono in corso accertamenti tecnici". L'obiettivo è determinare le modalità operative e le circostanze dell'incidente, il numero complessivo di apparecchiature potenzialmente coinvolte, nonché le condizioni e le tempistiche per una riattivazione in sicurezza degli impianti interessati.

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