La 3M pagherà 7,4 miliardi di dollari per chiudere le cause sui PFAS

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 Questo accordo è volto a risolvere quasi tutte le richieste di risarcimento per danni alla persona legate a schiume antincendio contenenti le cosiddette "sostanze chimiche eterne" (PFAS). L'azienda ha precisato che l'accordo non costituisce un'ammissione di responsabilità e che resta pronta a difendersi qualora le condizioni essenziali dell'intesa non dovessero essere soddisfatte

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La multinazionale statunitense 3M ha annunciato di aver raggiunto un accordo per il pagamento di 7,35 miliardi di dollari nell'arco di nove anni, volto a risolvere quasi tutte le richieste di risarcimento per danni alla persona legate a schiume antincendio contenenti le cosiddette "sostanze chimiche eterne" (PFAS). Si tratta di uno dei più ingenti accordi transattivi finora conclusi nell'ambito del vasto contenzioso statunitense relativo a tali sostanze.

Il "nuovo amianto"

Da tempo si ipotizza che le sostanze per e-polifluoroalchiliche (PFAS) possano rappresentare, per le compagnie assicurative che operano nei rami danni, responsabilità civile e rischi ambientali, il "nuovo amianto". Il conglomerato industriale statunitense ha dichiarato che l'intesa coprirà circa il 99% delle attuali richieste di risarcimento per danni alla persona connesse alle schiume antincendio (schiume filmogene acquose), sia all'interno che all'esterno del contenzioso multi distrettuale federale in corso nella Carolina del Sud, coinvolgendo un numero di ricorrenti stimato tra 115.000 e 120.000 unità. L'accordo ha un valore nominale di 7,4 miliardi di dollari e un valore attuale di 5,8 miliardi di dollari. 3M ha precisato che effettuerà un versamento iniziale di 50 milioni di dollari nel 2026, non effettuerà pagamenti nel 2027 e posticiperà circa il 20% dell'importo complessivo agli ultimi due anni dell'accordo, fino al 2034. 

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Le schiume anticendio

Secondo i documenti giudiziari relativi al caso, le schiume antincendio sono state utilizzate per anni presso basi militari, aeroporti, raffinerie di petrolio, caserme dei vigili del fuoco e centri di addestramento antincendio. Questo accordo rappresenta l'ultimo passo compiuto da 3M per far fronte alle crescenti passività legate ai PFAS. In precedenza, nel giugno 2023, l'azienda aveva raggiunto un'intesa per chiudere le controversie avviate dai gestori di servizi idrici pubblici negli Stati Uniti, e più di recente ha definito un accordo con lo Stato del New Jersey. William Brown, presidente e CEO di 3M, ha affermato che la nuova intesa "riduce sostanzialmente l'incertezza legata al contenzioso". 

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Un aiuto economico, non un’ammissione di responsabilità

L'azienda ha precisato che l'accordo non costituisce un'ammissione di responsabilità e che resta pronta a difendersi qualora le condizioni essenziali dell'intesa non dovessero essere soddisfatte. I legali che rappresentano i ricorrenti hanno accolto con favore l'accordo. "Per le migliaia di vittime che, per quasi un decennio, hanno cercato risposte e giustizia, l'accordo transattivo da 7,35 miliardi di dollari raggiunto con 3M rappresenta una notizia positiva", hanno dichiarato Fred Thompson, avvocato di riferimento per il procedimento MDL n. 2873, e David Hoyle, membro del team che ha negoziato l'accordo. I legali hanno spiegato che l'intesa fornirà sostegno alle persone che si trovano a dover affrontare spese mediche crescenti e altri costi legati all'esposizione ai PFAS.

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