Lo speciale di Sky TG24 sulle proteste in Europa
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Manifestazioni in tutta Europa, oggi riprendono le proteste nelle scuole in Francia

Mondo
©Ansa

Introduzione

Riparte oggi la protesta degli studenti delle scuole superiori in Francia: ad annunciarlo è stato Pierre Sourzat, leader del gruppo studentesco 'Lyceens!', sostenendo che le proposte del governo non sono sufficienti. "Sarà più significativo da martedì, ma sappiamo che alcune scuole saranno bloccate già da oggi”, ha dichiarato all'emittente RmC. "Sosteniamo tutti i nostri compagni che non andranno a lezione”, ha aggiunto. Il movimento di protesta francese contro l'aumento vertiginoso dei prezzi è nato da settimane di manifestazioni di studenti delle scuole superiori che protestavano contro il deterioramento delle condizioni di apprendimento e le disuguaglianze.   

Quello che devi sapere

Proseguono le proteste in Francia

Le proteste in Francia, comunque, non si sono interrotte in questi giorni: sabato infatti centinaia di migliaia di persone, tra cui studenti delle scuole superiori e universitari, sono scese in piazza in tutto il Paese per il terzo fine settimana consecutivo di proteste. Lunedì scorso, il governo ha annunciato una serie di misure per rispondere alle richieste dei manifestanti, tra cui la sostituzione della piattaforma di ammissione all'università e la concessione di prestiti per la ristrutturazione delle scuole. Ma queste proposte, secondo gli studenti, non sono sufficienti.

 

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Le persone fermate in Francia

Sabato circa 779 persone sono state fermate in Francia nell’ambito delle proteste, senza che si registrassero "incidenti gravi" nella seconda parte della serata. A dirlo è il bilancio diffuso dal ministero dell'Interno. Nella giornata di manifestazioni sono state censite 291 iniziative su suolo pubblico, che hanno coinvolto 320 mila persone, di cui 70 mila a Parigi; il ministero ha inoltre precisato di aver effettuato 40 mila controlli su tutto il territorio nazionale. Il 24 ottobre erano state registrate 289 iniziative con 410 mila partecipanti (di cui 110 mila a Parigi). Il 17 ottobre, il ministero aveva rilevato 441 iniziative, che avevano visto la partecipazione di 550 mila persone (di cui 110 mila a Parigi).

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Proteste anche in Germania

Intanto, le proteste non sembrano limitarsi alla sola Francia: sono diffuse in diversi Paesi europei. In Germania le manifestazioni si sono svolte in gran parte pacificamente. Tuttavia, nella serata di sabato la tensione è salita: alcuni gruppi di giovani si sono rifiutati di disperdersi e sono scoppiati episodi di violenza in diverse grandi città, tra cui Berlino, Colonia e Amburgo. 

Gli scontri a Francoforte

La situazione è apparsa particolarmente critica nel centro finanziario di Francoforte, dove la polizia si è scontrata con manifestanti che lanciavano pietre, fuochi d'artificio e bombe incendiarie, rispondendo con l'uso di idranti e spray al peperoncino. In una nota, la polizia ha parlato di "violenti disordini", aggiungendo: "Le vetrine di diversi negozi sono state infrante. Vengono lanciate bombe molotov anche contro il personale dei servizi di emergenza". Diversi agenti sono rimasti feriti durante gli scontri, scoppiati nel corso di proteste guidate dai giovani - organizzate dal gruppo "GenZ regelt!" ("La Generazione Z ha la situazione in mano!").

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Tensione anche in Albania

A Tirana, in Albania, gruppi di studenti si sono riuniti davanti al ministero dell'Istruzione per chiedere le dimissioni del premier socialista Edi Rama: prima i cassonetti di immondizia dati alle fiamme, poi i lanci di sassi contro la polizia e infine le bombe molotov. Le forze dell'ordine hanno risposto con gli idranti e i lacrimogeni. Gli scontri sono durati circa 30 minuti. La folla, ridotta a causa anche di una fitta pioggia, si è poi ritirata, dirigendosi verso il Palazzo di governo.

La situazione in Portogallo

E poi il Portogallo, dove ieri la polizia antisommossa portoghese ha nuovamente sgomberato decine di tende allestite dai manifestanti riunitisi per denunciare la crisi abitativa del Paese, a Lisbona e Porto, disperdendo i dimostranti ed effettuando 13 arresti. Decine di agenti, alcuni accompagnati da cani poliziotto, sono intervenuti nell'accampamento di Piazza Rossio a Lisbona e in un altro più piccolo in Piazza Dom João I a Porto (nord-ovest) intorno alle 4:30. I manifestanti hanno scandito slogan come 'Questo puzza di dittatura' e 'Siamo pacifici' mentre la polizia avanzava. In un comunicato, le forze dell'ordine hanno affermato che sei persone sono state arrestate a Lisbona e sette a Porto per essersi rifiutate di sgomberare. I manifestanti hanno lanciato bottiglie, vernice e petardi contro gli agenti, ferendone 13, otto dei quali sono stati trasportati in ospedale.

 

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