Lo speciale sull'incendio di Crans Montana
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Crans Montana, nuovo interrogatorio per Jacques Moretti. Non risponde su riciclaggio

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©Ansa

Il proprietario del bar Le Constellation accusato di omicidio, lesioni e incendio colposi, si è presentato a Sion per rispondere alle domande dei magistrati. Non c'è, invece, la moglie Jessica, che lo ha accusato di violenze domestiche. Tanti i familiari delle vittime presenti

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Al quinto interrogatorio dall'inizio dell'inchiesta, Jacques Moretti, titolare del discobar Le Constellation di Crans Montana, nel cui incendio di capodanno sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite, è da solo. La moglie e socia in affari Jessica, che l'ha denunciato per violenze domestiche ad agosto, non si è presentata. Avrebbe dovuto esserci anche lei, in un interrogatorio “di confronto” col marito, ma i suoi legali il 26 ottobre hanno però spedito una lettera alle pm allegando la relazione di una psicologa che ha riferito di "uno stato di grave fragilità psicologica" provocato dall'aggressione del marito tale da non permetterle di essere presente. Alla vigilia c'era l'ipotesi ce si potesse presentare comunque come uditrice ma alla fine non è andata.  Come sempre sono presenti decine di legali delle parti civili e familiari delle vittime e dei feriti francesi e svizzeri. Per la prima volta anche alcuni feriti assistono, in un'aula del politecnico di Sion, all'interrogatorio di Jacques Moretti.

Lo sfogo di una delle madri: "Omicidio per negligenza"

"Non è stata una tragedia ma un omicidio per negligenza, non ci sono altre parole, il termine tragedia è come quello di catastrofe naturale, cioè un evento che non ci si aspetta, questo ce lo si aspettava", ha detto Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, ragazzo svizzero morto nel rogo. "Non ho paura di Jacques Moretti, mia figlia ha lavorato per lui per quattro anni, non è lui che volevo vedere, ma Jessica ma scappa dalle responsabilità tutte le volte", ha commentato Astrid Panine, mamma di Cyanne, la cameriera del bar morta anche lei nell'incendio. "Sono qui per miei ragazzi, per tutte le vittime e anche per i feriti perché conosco persone molto vicine che stanno soffrendo molto", ha aggiunto.

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Moretti: "Schiuma fonoassorbente presente al momento dei controlli"

Moretti è entrato dal retro per presentarsi alle magistrate Catherine Seppey e Victoria Roth e difendersi dalle accuse, comuni a un'altra quindicina di indagati, di omicidio, lesioni e incendio colposi, i reati a suo carico.

Nell'interrogatorio, l'uomo ha affermato che la schiuma fonoassorbente era presente al momento dei controlli da parte del Comune di Crans-Montana quando venne inaugurato il 'Le Constellation' nel 2015. Lo riferisce uno dei legali presenti al confronto tra l'ex gestore del locale e le magistrate Seppy e Roth. "Moretti sta cercando di allontanare da sé le responsabilità", spiega all'AGI l'avvocato Fabrizio Ventimiglia. Una delle ipotesi dell'indagine è che la mousse acustica, presente sui pannelli del soffitto e altamente infiammabile, potrebbe avere contribuito a far diventare una trappola mortale il disco bar. Inoltre, sempre secondo quanto riferito da Ventimiglia, Moretti ha affermato di non volere rispondere alle domande sul presunto riciclaggio, un tema al centro degli accertamenti dell'Ufficio comunicazione in materia di riciclaggio.

Moretti non risponde alle domande sull'ipotesi di riciclaggio

Moretti ha invece deciso di non rispondare alle domande degli avvocati di parte civile su eventuali episodi di riciclaggio di denaro, come ha chiarito il suo avvocato Patrick Michod in una lettera inviata nei giorni scorsi alla procura del Vallese. Su queste ipotesi di reato è stato aperto dagli inquirenti un filone di indagine. Nel fascicolo dell'inchiesta compare infatti un rapporto dell'ufficio federale svizzero fedpol in cui si rilevano sui conti correnti movimenti "anomali" e "transazioni opache". Nei giorni scorsi, anche l'avvocato Alfredo Zampogna, che rappresenta la famiglia della vittima milanese Chiara Costanzo, aveva chiesto alle pm di desecretare gli atti dell'indagine sui movimenti finanziari di Jacques. "Vorrei capire le banche come ha fatto a finanziare un pregiudicato. C'è un'inchiesta sul riciclaggio, vorremmo vedere queste carte. Al momento la Procura non ci ha risposto”, ha detto il legale prima dell'interrogatorio. Inoltre, sempre nei giorni scorsi, alcuni legali hanno chiesto il commissariamento del Comune di Crans Montana in vista dei possibili risarcimenti che l'autorità giudiziaria potrebbe disporre in caso di condanne.

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