I diversi scenari nel caso in cui il partito del presidente non mantenesse la maggioranza all'interno della Camera dei Rappresentanti o del Senato, o di entrambi i rami del Congresso
Le elezioni di metà mandato che si svolgeranno nelle prossime ore negli Stati Uniti saranno un chiaro segnale da parte degli elettori sull'operato di Donald Trump, ma in qualche modo determineranno anche i prossimi due anni della sua presidenza. A seconda di come andrà il voto per i Repubblicani e i Democratici, potrebbe cambiare infatti la composizione del Congresso americano e di conseguenza il potere in mano a Trump.
Il voto
Le midterm sono le elezioni con cui si rinnovano tutti i 435 membri della Camera dei Rappresentanti e un terzo di quelli del Senato (35 membri). L'obiettivo per i Democratici è quello di ottenere la maggioranza in entrambi i rami del Congresso così da rendere più difficili gli ultimi due anni del mandato di Trump.
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La situazione oggi
In questo momento, i seggi alla Camera sono così divisi: 219 Repubblicani, 214 i Democratici, due vacanti. Quelli al Senato: 53 Repubblicani, 47 Democratici.
Cosa può succedere
Si profilano quattro possibilità: i Repubblicani mantengono la maggioranza in entrambe le Camere, o in una delle due; oppure sono i Democratici a ottenere il controllo di uno dei due rami del Congresso o addirittura di entrambi. In quest'ultimo caso, si arriverebbe al cosiddetto "divided government", cioè la situazione in cui il potere legislativo - in mano alle Camere - e quello esecutivo - che detiene Trump - sarebbero divisi in due schieramenti opposti.
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Se Trump perde la Camera
Nel caso in cui i Repubblicani perdessero la maggioranza della Camera, i Democratici otterrebbero diversi strumenti su diversi fronti.
Riuscirebbero ad ostacolare le iniziative del presidente, dato che le leggi federali negli Usa devono essere approvate sia dalla Camera che dal Senato. Avrebbero in mano poteri sul controllo della spesa pubblica e anche funzioni di controllo e inchiesta. Basti ricordare che l'avvio formale di un eventuale processo di impeachment - la messa in stato d'accusa del presidente o di alti funzionari federali - può partire esclusivamente dalla Camera.
Inoltre, la seconda carica in linea di successione alla presidenza (dopo il vicepresidente), è proprio lo Speaker (o presidente) della Camera, che viene eletto dalla maggioranza dell'Aula.
Se Trump perde il Senato
Il Senato ha poteri ancora più importanti di quelli della Camera dei Rappresentanti. Sono i senatori infatti ad approvare o bocciare le nomine per esempio dei giudici e dei membri del governo, ma anche a ratificare i trattati internazionali. Se i Democratici ottenessero quindi la maggioranza dell'Aula, avrebbero un potere di opposizione non da poco.