Crisi di governo in Belgio, premier De Wever si dimette: re Filippo I avvia consultazioni

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Alla base dello stallo ci sono le profonde divisioni all'interno della coalizione di governo sulle misure fiscali. Re Filippo I ha congelato la decisione sulle dimissioni e avvierà consultazioni con i partiti di maggioranza

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Il Belgio rischia una crisi politica dopo il fallimento dei negoziati sulla manovra. Il primo ministro Bart De Wever ha rassegnato le dimissioni a re Filippo I, dopo giorni di trattative senza esito all'interno della coalizione di centrodestra "Arizona" sul bilancio federale e sul piano di risanamento dei conti pubblici.

Le dimissioni del premier

"Il re Filippo I ha ricevuto Bart De Wever in udienza. Il primo pinistro ha rassegnato le dimissioni a seguito del fallimento dei negoziati sul bilancio. Il re si riserva di prendere una decisione e, a partire da domani, avvierà una serie di consultazioni con i leader dei partiti di maggioranza". Lo rende noto il Palazzo reale. "Il re - viene sottolineato - si rammarica che non sia stato raggiunto alcun accordo su un bilancio credibile e adeguato alle sfide attuali. In un contesto caratterizzato da grande incertezza geopolitica e da notevoli difficoltà economiche, il Paese non può permettersi una crisi politica prolungata". 

Lo stallo sulla manovra

La rottura arriva al termine di settimane di discussioni all'interno della maggioranza. Nella notte il consiglio dei ministri ristretto ("kern") non è riuscito a raggiungere un accordo né sul bilancio federale 2027 né sull'obiettivo di un risanamento da 10 miliardi di euro entro il 2029. La discussione sul budget ha impegnato la coalizione di centrodestra nelle ultime settimane, senza successo. Il Belgio deve fare i conti con un deficit pari al 5% e un debito che si aggira attorno al 110% del Pil ed è costretto a una severa procedura di rientro secondo le regole del Patto di stabilità.

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Le divisioni nella coalizione

Mentre l'opposizione critica duramente l'ammissione di fallimento del governo sul bilancio, il secondo partito di maggioranza, il Mouvement Réformateur (MR), liberali di centrodestra della famiglia europea di Renew - per voce del suo vice primo ministro David Clarinval - sostiene che "il volume di tasse sul tavolo resta decisamente troppo elevato". Lo riporta l'agenzia Belga. Secondo Clarinval, "rifiutarsi di attuare riforme concrete per ridurre la spesa pubblica condanna il Paese ad accumulare un deficit sempre maggiore, che le imposte non sono più in grado di colmare". Sul fronte opposto, i partiti di centro-sinistra Vooruit e Les Engagés chiedono invece un contributo più consistente da parte delle fasce di reddito più elevate. 

L'appello dei cristiano-democratici

Nel pieno della crisi, il partito dei Cristiano-Democratici fiamminghi (CD&V) esorta a non arrendersi. "Il nostro Paese non ha tempo da perdere. Tutti i partner devono rendersi conto della gravità della situazione e riprendere le discussioni al più presto", ha affermato. "Un'eventuale crisi di governo non risolverebbe alcun problema; al contrario, rischierebbe di crearne di nuovi". 

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