Case distrutte, valigie e niente cibo, i disegni realizzati da bambine e ragazze di Gaza
“Su questa terra, i bambini sognano e fioriscono” è l’esposizione realizzata nei centri di Terre des Hommes Italia che opera nella Striscia per il sostegno psicologico dei minori. L’iniziativa, in occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, raccoglie i disegni delle piccole palestinesi di Gaza che raccontano una quotidianità fatta di guerra, mancanza di cibo, paure, rabbia ma anche sogni, tra città fatte di pane, tende distrutte nel tritacarne, il profumo di casa chiuso in una valigia
LA COLOMBA
- “Ho disegnato una grande colomba, perché la mancanza pesa, e solo ali grandi possono portarla” (Talia, 10 anni, Asmaa, 11 anni e Aziza, 10 anni).
LA CASA NELLA MANO
- “Hanno detto che la casa è stata distrutta… ma non sanno che l’ho nascosta nella mia mano. Ogni volta che la guardo, ricordo che la casa non è mai stata solo pietre e un tetto, ma il luogo in cui sentivo di essere te” (Alaa Rami, 13 anni, Rima, 13 anni e Alaa, 14 anni).
L’AEREO
- “Ogni volta che vedo un aereo, mi chiedo: arriverà un giorno in cui preparerò la valigia e partirò perché lo voglio, e non perché sono costretto a farlo?” (Mira, 11 anni e Fatima, 10 anni).
IL CANTO DEGLI UCCELLI
- “Dico agli uccelli: se trovate la nostra casa, cantate un po’ sopra di lei. Così saprò che si ricorda ancora di noi” (Tala, 12 anni).
IL CACTUS
- “Dicevano che il cactus resiste a lungo, così al suo posto ho dipinto i nostri volti. Anche noi resistiamo da tanto tempo” (Janni, 12 anni, Leen, 9 anni e Amira, 11 anni).
IL TERMOMETRO
- “Pensavo che il termometro servisse solo a misurare la temperatura, poi ho scoperto che può misurare anche la stanchezza di un’intera città” (Yara, 16 anni).
LA CASA DI PANE
- “Nei giorni della fame, immaginavo una città in cui ogni casa fosse fatta di pane. Ci camminavo dentro, scegliendo la pagnotta che preferivo senza paura che potesse finire” (Nasma, 17 anni e Hala, 16 anni).
LA FUGA
- “Pensavo che saremmo partiti solo per un breve viaggio, così non ho salutato la mia casa. Ma la strada si è fatta lunga, e sto ancora aspettando che ci riporti a casa” (Laren, 12 anni, Shahd, 14 e Tulin, 13 anni).
LA TENDA NEL TRITACARNE
- “La tenda è diventata una presenza troppo grande nella mia vita. Così l’ho disegnata mentre finisce in un tritacarne, perché sparisca” (Majd, 10 anni, Menna, 12 anni e Menna, 12 anni).
IL DRONE
- “Non capivo perché i proiettili ci stessero cercando. Continuavo solo a correre, sperando che non mi trovassero” (Nabila, 12 anni, Yara, 12 anni e Dana, 9 anni).
LA VALIGIA
- “Ho chiuso la valigia piano, come se avessi paura che il profumo di casa potesse uscirne” (Nada, 10 anni, Maryam, 9 anni e Hala, 9 anni).
I SECCHI D’ACQUA
- “Non avevo molti giocattoli, così ridevo mentre trasportavo i secchi d’acqua, immaginando che la strada fosse un grande parco giochi” (Suhail, 9 anni, Abdul, 9 anni e Anas, 10 anni).
IL PESO DEL MONDO
- “A ogni passo che faccio, sento di avere il peso del mondo intero sulle spalle. Ma continuo a camminare… perché non c’è un posto dove fermarsi” (Maryam, 14 anni).
LA MEMORIA DEI LUOGHI
- “Memorizzo i luoghi in cui andavamo, perché non si dimentichino di me se un giorno dovessi tornarci da sola” (Waad, 17 anni).
L’ABBRACCIO
- “Ho paura che uno di noi possa perdersi, così ci ho disegnati stretti in un unico abbraccio. Quando siamo vicini, sento che il mondo è più piccolo e che la paura non può portarci via così facilmente” (Mirna, 17 anni).
LA SCATOLA
- “Ogni indumento qui dentro conosce un luogo che ci siamo lasciati alle spalle. Ogni volta che apro la scatola, sento che il viaggio non è ancora finito” (Jannat, 17 anni).
L’UCCELLO VERSO CASA
- “Ogni volta che vedo un uccello, immagino che conosca la strada per la mia città meglio di me” (Raghad, 16 anni).