Papa Leone XIV dimesso dopo operazione: ha lasciato il Gemelli ed è rientrato in Vaticano
MondoIn mattinata la sala stampa vaticana ha diffuso l’ultimo bollettino medico sulle condizioni del Pontefice e ha fatto sapere che Leone XIV, ricoverato al Gemelli di Roma per l'asportazione di un tumore maligno al polmone avvenuta il 13 ottobre, è stato giudicato dai medici “idoneo alla dimissione”: intorno alle 15.30, tra gli applausi della folla, è uscito dall'ospedale per fare rientro in Vaticano. Prima, alle 12, ha presieduto la messa al decimo piano del policlinico. Domani l’Angelus da San Pietro
Papa Leone XIV, dopo l’operazione al Gemelli di Roma per l'asportazione di un tumore maligno al polmone, è stato giudicato dai medici “idoneo alla dimissione” e intorno alle 15.30 di oggi ha lasciato l’ospedale per fare rientro in Vaticano. L'annuncio delle dimissioni è stato dato in mattinata dalla sala stampa vaticana, che ha diffuso l’ultimo bollettino medico sulle condizioni del Pontefice. Leone, quindi, ha fatto rientro in Vaticano e domani - una settimana dopo l'annuncio al mondo della scoperta del "nodulo al polmone" - reciterà l’Angelus da San Pietro. Prima di lasciare l'ospedale, alle 12, Prevost ha presieduto la messa nella sala del decimo piano del policlinico. Lasciando l'ospedale, dopo aver salutato la folla, Leone non ha rilasciato dichiarazioni. A parte l'Angelus di domani, non ci sono ancora dettagli sui suoi prossimi impegni. "Direi che non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto", ha detto il professor Stefano Margaritora, chirurgo che ha operato il Pontefice, riguardo al viaggio in Sudamerica previsto per novembre.
Il Papa è stato dimesso
"A seguito delle conclusioni fornite dai medici questa mattina, Papa Leone XIV sarà dimesso oggi dal Policlinico Gemelli, dove era ricoverato per l'intervento al polmone destro. Lascerà l'ospedale nel primo pomeriggio e farà rientro in Vaticano. Domani reciterà la preghiera dell'Angelus dalla finestra dell'appartamento pontificio", aveva fatto sapere in mattinata la sala stampa vaticana. Il Pontefice ha lasciato il Gemelli intorno alle 15.30: è uscito dall'ospedale a piedi, accompagnato dai medici e dagli applausi della folla, e si è fermato per qualche minuto a salutare i fedeli e alcuni pazienti prima di salire in macchina. Poi la scorta con le sue auto ha lasciato il polo ospedaliero in direzione del Vaticano.
L'ultimo bollettino sulle condizioni del Papa
Il Vaticano in mattinata ha anche diffuso l'ultimo bollettino medico sulle condizioni del Pontefice. "In considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione", si legge nel bollettino firmato dal dottor Luigi Carbone e dal professor Stefano Margaritora. Dopo le dimissioni, ntervistato dai media vaticani, il professor Margaritora ha aggiunto: "Al momento della dimissione dall'ospedale Papa Leone era in condizioni cliniche assolutamente soddisfacenti. I suoi esami del sangue erano assolutamente normali e la funzionalità del cuore era a posto. La riespansione del polmone dopo l'intervento sta seguendo i tempi normalmente previsti. Quindi globalmente le sue condizioni sono buone".
L'uscita dal Gemelli e i saluti
Il Papa ha lasciato il Gemelli intorno alle 15.30 a piedi dall'ingresso principale, sorridente e in apparente buona forma. Per salutare la folla ha anche alzato il braccio destro, quello del polmone operato. Non è sembrato affaticato e, prima di ragiungere l'auto, ha scambiato qualche parola con alcune persone. In particolare, ha salutato una giovane paziente ucraina curata in Italia e accompagnata dalla famiglia: la 13enne aveva già incontrato il Papa lo scorso dicembre quando, prima di un'operazione per un tumore, l'aveva abbracciato durante un'udienza in piazza San Pietro. Dopo aver scambiato delle parole di saluto e di vicinanza, il Pontefice oggi l'ha incoraggiata ancora e le ha dato la benedizione. "Un sogno realizzato", ha detto la ragazza ai giornalisti. All'uscita dall'ospedale, il Papa ha salutato anche i vertici del Gemelli e il professor Stefano Margaritora. Il dottor Luigi Carbone, medico curante personale, è salito in auto col Papa verso il Vaticano.
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La messa oggi al Gemelli e l’Angelus domani da San Pietro
Prima di lasciare il policlinico Gemelli, il Papa ha deciso di celebrare un’altra messa nell’ospedale. La funzione si è tenuta alle 12, nella sala del decimo piano del Gemelli che in questi giorni – durante la degenza del Pontefice - è stata adibita a cappella. Domani, poi, Leone XIV dovrebbe riapparire in piazza San Pietro: come ha annunciato il Vaticano, "reciterà la preghiera dell'Angelus dalla finestra dell'appartamento pontificio".
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Il ritorno in Vaticano
Dopo l'uscita dal Gemelli, il Papa è rientrato in Vaticano: il viaggio in macchina è durato una decina di minuti, poi l'auto ha attraversato la porta del Perugino per tornare a "casa", nell'appartamento nel Palazzo apostolico dal quale il Pontefice era uscito martedì per ricoverarsi al policlinico Gemelli. Prima di lasciare l'ospedale, come avevano anticipato fonti vaticane, non c'è stata la conferenza stampa dei medici che hanno avuto Prevost in cura in questi giorni: è stato chiarito tutto, hanno precisato le fonti, nel bollettino medico diffuso oggi. Inoltre dal Vaticano hanno aggiunto che, in base a quanto si deduce dal bollettino, dopo il ritorno del Pontefice nel Palazzo apostolico non sono necessari particolari presidi medici.
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Il messaggio di Mattarella
Poco dopo le dimissioni, al Papa è arrivato il messaggio di auguri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato, "a nome dell'intera Italia e mio personale", ha rinnovato a Leone "il più caloroso augurio di una serena convalescenza per un suo pronto e completo ristabilimento". "In queste circostanze - ha scritto Mattarella - mi unisco nuovamente alle vaste testimonianze di vicinanza e affetto che le sono state rivolte da semplici cittadini e leader politici di numerosi Paesi. Espressioni di grande solidarietà nei confronti della Santità Vostra e diffuse manifestazioni di buoni auspici per la sua salute hanno accomunato moltitudini di persone da ogni luogo del mondo, e certamente, con particolare sensibilità, tutte le comunità cattoliche che, grate per le cure del personale medico-sanitario che la assiste, trovano altresì rassicurazione nell'esortazione agostiniana a conservare sempre la fiducia, anche nella guarigione dalle malattie, nel superamento delle difficoltà".
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L’operazione al polmone
Le dimissioni di Leone XIV dal Gemelli sono arrivate pochi giorni dopo l’operazione dello scorso 13 ottobre, in cui gli è stato asportato un tumore maligno al polmone. Un "adenocarcinoma polmonare", come hanno comunicato i medici. Papa Prevost è stato in sala operatoria per circa tre ore, mentre la durata vera e propria dell'intervento è stata di circa 90 minuti. “L'intervento si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti. Non ci sono state complicanze”, ha fatto sapere il Vaticano dopo l’operazione. Nei giorni successivi il decorso post-operatorio del Papa è stato regolare e il Pontefice ha ripreso l’attività lavorativa già dal Gemelli. Dopo gli ultimi controlli, la mattina del 17 ottobre è arrivato l’annuncio delle dimissioni. Alle 15.30, poi, il Papa è uscito dal Gemelli e a piedi ha raggiunto l'auto che, in una decina di minuti, l'ha riportato in Vaticano. Domani, a una settimana di distanza dall’Angelus in cui ha rivelato al mondo di doversi operare per asportare “un nodulo circoscritto al polmone”, Leone XIV si affaccerà di nuovo su piazza San Pietro.
La scoperta del tumore è stata "casuale"
Il professore Margaritora, che il 13 ottobre ha operato il Pontefice, dopo le dimissioni ha spiegato che "la scoperta del tumore maligno del polmone del Papa è stata assolutamente casuale, come purtroppo succede frequentemente". Intervistato dai media vaticani, ha aggiunto: "Facendo degli esami di routine all'addome è stato scoperto, in torace, alle basi polmonari, questa piccola macchietta. Questo è abbastanza normale, perché quando si fanno degli esami radiologici all'addome, dato che il diaframma è una specie di paracadute, si visualizzano normalmente le basi polmonari. Ma certamente, se questa piccola macchia fosse stata un pochino più alta, non sarebbe stata vista".