Il primo briefing della nuova portavoce della Casa Bianca è durato circa 15 minuti ed è stato segnato da una gaffe e da alcune domande rimaste senza risposta. Intanto, secondo la Cnn, sono emersi vecchi post sui social in cui Zacharia condivideva teorie del complotto e criticava anche Trump
Una gaffe e un briefing durato circa 15 minuti. È stato un debutto breve e definito “strano” anche da alcuni giornalisti di testate apertamente vicine a Donald Trump quello di Katie Zacharia (CHI È), nuova portavoce della Casa Bianca. Ieri, durante il suo primo incontro con la stampa, ha risposto solo a tre domande. Non sono mancati momenti di sorpresa, a partire dalla gaffe in cui ha confuso il presidente degli Stati Uniti con il marito, fino alla conclusione improvvisa della conferenza stampa, che ha lasciato diversi giornalisti senza risposte.
La gaffe durante il primo briefing
Durante l'incontro, Zacharia si è confusa mentre parlava della propria vita privata e dell’importanza di conciliare gli impegni professionali con la vita familiare. “L’idea di non trascorrere le serate con i miei figli è assolutamente inaccettabile, quindi il mio presidente... ehm, chiedo scusa, mio marito. Questa è bella”, ha detto, confondendo Donald Trump con il marito e suscitando le risate dei presenti. A sorprendere i giornalisti è stata soprattutto la brevità dell'incontro, rispetto alle conferenze stampa della precedente portavoce, Karoline Leavitt, che duravano almeno mezz'ora. Come ha raccontato un corrispondente della Bbc, che segue la Casa Bianca da quasi quattro anni, si è trattato "senza dubbio del briefing più breve" al quale abbia mai assistito, "e con un margine enorme". Alla chiusura dell’incontro, dalla sala si sono levate esclamazioni di sorpresa e diversi giornalisti hanno chiesto quando la portavoce sarebbe tornata a rispondere alle loro domande.
I post complottisti e le critiche a Trump
A far discutere è anche il passato sui social della nuova portavoce. Secondo quanto rivelato dalla Cnn, Zacharia ha ripetutamente rivolto accuse infondate di pedofilia a esponenti di spicco del partito democratico e ha condiviso sui social media teorie del complotto. Molti dei post risalgono al 2022. In un Tweet, successivamente cancellato, aveva anche attaccato esplicitamente la seconda presidenza di Trump, avvertendo i Repubblicani di un possibile "bagno di sangue" alle elezioni di metà mandato. In un altro post, anch'esso rimosso, aveva condiviso un post in cui si accusava il dipartimento di Giustizia di coprire persone coinvolte nello scandalo di Jeffrey Epstein.