Lo speciale sull'emergenza migranti a Ceuta
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Migranti, allerta a Ferragosto a Ceuta e Melilla per una possibile nuova ondata di arrivi

Mondo
©Ansa

Nelle due exclave spagnole aleggia lo spettro di una nuova ondata di arrivi di massa in vista della giornata del 15 agosto, ipotesi spinta dagli appelli sui social. Per questo il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha confermato in Parlamento che la decisione dell'Italia di sospendere il trattato di Schengen con Madrid “non sarà rivista prima del 15 agosto. Frontiere restano chiuse”. Intanto sale la tensione tra Spagna e Marocco: Rabat minaccia di sospendere l'accordo di estradizione

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Occhi puntati su Ceuta e Melilla e sull'appello che da tempo rimbalza sui social per un nuovo assalto alle due exclave nel giorno di Ferragosto. Marocco e Spagna hanno blindato il valico e le frontiere nel timore che il tam tam si trasformi in una nuova ondata di migranti, dopo l'ingresso in massa del 30 luglio. Centinaia di agenti antisommossa marocchini sono già schierati al confine, ma sale la tensione tra i due Paesi: Rabat ha minacciato di sospendere l'accordo di estradizione con la Spagna. Su Internet continua intanto a battere il tam-tam della convocazione per un attraversamento di massa. Proprio per questo il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha confermato in Parlamento che la decisione dell'Italia di sospendere il trattato di Schengen con Madrid “non sarà rivista prima del 15 agosto” e comunque solo dopo che il governo riterrà “completamente esclusi rischi di sicurezza per l'Italia”. Anche la Spagna va avanti con le misure nei confronti di chi arriva dall’Italia: finora sono stati effettuati controlli su 3.115 passeggeri in aereo.

L'attesa

Nelle due exclave, blindatissime, sono ore di attesa. Dopo gli eventi di fine luglio, costati la vita a 140 migranti secondo le organizzazioni non governative, sui social sono circolati anche nelle ultime ore appelli a tentare il passaggio il 15 agosto. Il Marocco ha risposto blindando l'area di Fnideq, la Castillejos spagnola, con centinaia di poliziotti, gendarmi e militari. Efe riferisce di controlli già lungo la strada da Tangeri, reparti antisommossa a pochi chilometri dalla frontiera, parti della spiaggia chiuse e due grandi unità della Marina reale al largo. El Mundo parla di oltre mille uomini schierati, con Rabat che assicura di aver preso "tutte le misure necessarie" per fermare nuovi attraversamenti illegali e ha annunciato arresti per gli appelli diffusi sui social. Sul lato spagnolo poliziotti e guardie civili sono passati da poco più di 1.100 a circa 1.600, con 2.000 militari in appoggio. Madrid punta anche ad accelerare le espulsioni dei circa 5mila migranti irregolari ancora presenti nella città. Il ministro dell'Interno Fernando, Grande-Marlaska, ha intanto avvertito chi pensa di tentare il passaggio: "Nessuno resterà a Ceuta, nessuno sarà trasferito nella penisola e nessuno sarà regolarizzato".  

Il Marocco minaccia di sospendere accordo di estradizione con Madrid

Quella che scricchiola sempre più è la linea diplomatica tra Marocco e Spagna. Il ministro della Giustizia marocchino, Abdellatif Ouahbi ha lanciato una sfilza di provocazioni alla controparte: critica l'approccio spagnolo ai migranti, dice che il Marocco fa barriera alle frontiere, mentre la Spagna tiene stretto chi è dentro. Il riferimento è ai minori marocchini non accompagnati arrivati a Ceuta, 2mila secondo Save the children.

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Intanto arrivano i dati di Frontex sugli ingressi irregolari in Europa del 2026. Gli attraversamenti delle frontiere esterne dell'Ue sono diminuiti del 37% nei primi sette mesi dell'anno (rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), attestandosi a circa 61mila rilevamenti. Le cifre non comprendono però gli eventi eccezionali registrati a Ceuta. La rotta del Mediterraneo orientale resta la più battuta, con 20.232 rilevamenti (-28%), seguita dal Mediterraneo centrale con 16.454 (-55%). In controtendenza il Mediterraneo occidentale, unica grande rotta in aumento, con 11.217 attraversamenti, +37%. 

A maggio calano del 22% le domande di asilo in Ue, Italia prima per richieste

Eurostat ha invece pubblicato i numeri sulle domande d'asilo a maggio nell'Ue: sono state presentate 42.525 istanze da parte di cittadini di Paesi extra-Ue, il 22% in meno rispetto alle 54.765 dello stesso mese del 2025 e il 2% in meno rispetto ad aprile. L'Italia è risultata il primo Paese per numero di richieste, con 10.660, davanti a Spagna (7.945), Francia (7.180) e Germania (5.965). Lo rende noto Eurostat. I quattro Paesi hanno raccolto complessivamente il 75% di tutte le prime domande presentate nell'Unione.

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