Caos in Venezuela dopo il devastante terremoto. Si scava a mani nude: un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie a Caraballeda tre giorni dopo la devastazione nella regione. Sotto pressione gli ospedali a Caracas, dove i feriti sono trasportati dalle località più vicine alle scosse. Arrivati i soccorsi anche dall'Italia, con un team di 97 persone della Protezione civile. Quattro morti, 4 feriti e 42 dispersi nella comunità dei connazionali. Tajani: 'Stanziati i primi 5 milioni di aiuti'
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Caos in Venezuela dopo il devastante terremoto. Oltre 1.400 morti e 50mila dispersi. Si scava a mani nude: un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie a Caraballeda tre giorni dopo la devastazione nella regione. Sotto pressione gli ospedali a Caracas, dove i feriti sono trasportati dalle località più vicine alle scosse. La Guaira, centro della devastazione, è un cimitero a cielo aperto. Arrivati i soccorsi anche dall'Italia, con un team di 97 persone della Protezione civile. Tre morti, 4 feriti e 42 dispersi nella comunità dei connazionali. Tajani: 'Stanziati i primi 5 milioni di aiuti'.
Numeri di emergenza:
- Unità di Crisi: +39 0636225
- Ambasciata italiana in Venezuela: +58 (0) 414 272
- Consolato italiano in Venezuela: +58 (0) 414 210 1699
Gli approfondimenti:
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Kallas chiama Rodriguez: "Piena solidarietà dell'Ue"
L'Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha riferito di aver avuto una conversazione telefonica con la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, nella quale ha espresso "la piena solidarietà dell'Ue" a seguito dei potenti terremoti che hanno colpito il Paese. "Ho parlato telefonicamente con Delcy Rodriguez a seguito dei devastanti terremoti in Venezuela. Ho espresso la piena solidarieta' dell'Ue al popolo venezuelano e le nostre più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso i propri cari", ha dichiarato questa mattina l'alto rappresentante dell'Ue tramite i social media. Kallas ha ribadito che l'Ue ha mobilitato 5 milioni di euro in aiuti di emergenza per le comunità colpite, nonché il Meccanismo europeo di protezione civile, attraverso il quale diversi Stati membri hanno già dispiegato squadre di ricerca e soccorso, vigili del fuoco e personale medico, tra cui la Spagna. Ha inoltre confermato che il sistema satellitare Copernicus "sta fornendo supporto alle squadre di emergenza, aiutando a mappare i danni e a indirizzare gli aiuti dove sono più necessari". "L'Europa è dalla parte del Venezuela in questo momento di bisogno", ha concluso Kallas. Almeno 1.430 persone sono morte a causa del doppio terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5 che ha colpito la regione costiera del Paese sudamericano mercoledì scorso, oltre a 3.238 feriti, 50mila dispersi e 3.142 famiglie rimaste senza casa, soprattutto nello stato di La Guaira, il più colpito dai terremoti, dichiarato zona disastrata e militarizzato dal governo.
Unicef: "In Venezuela 680mila bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria"
L'Unicef stima che 1,8 milioni di persone, tra cui 680.000 bambini, abbiano bisogno di assistenza umanitaria a seguito dei terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno. In collaborazione con il governo del Venezuela, il sistema delle Nazioni Unite e altri partner umanitari, l'Unicef ha attivato una risposta di emergenza potenziata, inviando personale aggiuntivo e mobilitando aiuti per raggiungere circa 650.000 persone, tra cui 234.000 bambini, con assistenza nei settori della salute, della nutrizione, dell'acqua e dei servizi igienico-sanitari, della protezione dell'infanzia e dell'istruzione. Il 27 giugno è arrivato a Valencia (Venezuela) un primo carico aereo dell'Unicef, proveniente dal magazzino regionale dell'Unicef a Panama, contenente 20 tonnellate metriche di forniture mediche, articoli per l'acqua e i servizi igienico-sanitari e tende. Nei prossimi giorni è previsto un secondo carico proveniente dal centro di approvvigionamento globale dell'Unicef a Copenaghen. Complessivamente, i due carichi dovrebbero fornire sostegno a oltre 100.000 persone. L'Unicef stima che siano necessari 52 milioni di dollari americani per far fronte all'emergenza sismica, nell'ambito del più ampio appello 'Azione umanitaria per i bambini 2026' a favore del Venezuela, che ammonta a 137,6 milioni di dollari americani. L'Unicef ha già mobilitato circa 3,5 milioni di dollari americani dai propri fondi interni di emergenza.
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Venezuela, l'esercito blinda le strade per La Guaira
Gli accessi allo stato di La Guaira, la zona più colpita dal terremoto, sono rigidamente controllati da centinaia di uomini della polizia e delle forze armate. Una misura resa necessaria dopo che venerdì l'afflusso incontrollato di mezzi privati carichi di aiuti umanitari aveva paralizzato la viabilità, ostacolando l'arrivo dei macchinari pesanti necessari per la rimozione delle macerie. Anche gli spostamenti della stampa sono controllati: i giornalisti vengono trasferiti su itinerari prestabiliti a bordo di autobus autorizzati dal Ministero delle Comunicazioni. Le autorità venezuelane hanno precisato che questa scelta mira a proteggere i cronisti dal rischio di infezioni, essendo ormai trascorse quasi 72 ore dai movimenti tellurici.
Venezuela, un ragazzo di 11 anni ritrovato vivo tre giorni dopo i terremoti
Un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie a Caraballeda, nel nord del Venezuela, tre giorni dopo i catastrofici terremoti che hanno devastato la regione. Lo ha annunciato la presidente ad interim del Paese, Delcy Rodriguez. "Pochi minuti fa, un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo a Caraballeda. In questo momento, ogni vita è fonte di speranza per il Venezuela", ha scritto Rodriguez su X, allegando al suo messaggio un video del salvataggio del bambino.