Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra, Usa-Iran vicini all'accordo. Dallo Stretto di Hormuz all’uranio: cosa sappiamo

Mondo
©Ansa

Introduzione

Gli Stati Uniti e l'Iran potrebbero annunciare entro il pomeriggio di oggi, 24 maggio, la finalizzazione di una bozza di accordo di pace per porre fine ai combattimenti su tutti i fronti, secondo quanto riferito al Washington Times da una fonte vicina ai negoziati. Una bozza di proposta sarebbe stata concordata già ieri mattina.

 

Donald Trump ha fatto sapere che "gli aspetti finali" dell'accordo e i "dettagli sono attualmente in fase di discussione e verranno annunciati a breve", annunciandolo nella tarda serata di ieri, dopo una telefonata "molto proficua" con i leader dell'Arabia Saudita, degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar, Turchia, dell'Egitto, della Giordania e del Bahrein. In precedenza aveva assicurato che un patto sarà siglato solo se “otterremo tutto ciò che vogliamo". Altrimenti, ha detto in un'intervista ad Axios, potrebbe decidere se riprendere la guerra. Ecco cosa sappiamo sui contenuti del possibile accordo. 

 

In seguito alla firma di un accordo preliminare, che dovrebbe chiamarsi "Dichiarazione di Islamabad", delegazioni di Washington e Teheran potrebbero sostenere un nuovo round di colloqui più approfonditi il prossimo 5 giugno: è quanto afferma la piattaforma media saudita Al Arabiya sul proprio sito in arabo, citando "fonti di alto livello". Il memorandum di intesa preliminare, secondo le stesse fonti, sarà annunciato dal Pakistan, che sta svolgendo funzioni di mediazione, "senza necessità della presenza delle parti coinvolte".

Quello che devi sapere

Iran: "Obiettivo? Memorandum d’intesa, poi negoziati"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha spiegato che ora l'obiettivo di Teheran è "un memorandum d'intesa (MoU) in 14 punti, che includa le questioni più critiche necessarie per porre fine alla guerra, insieme a questioni di fondamentale importanza per l'Iran". Una volta finalizzato questo MoU preliminare, verrà stabilito un calendario strutturato di 30-60 giorni per negoziare i dettagli tecnici prima di raggiungere un accordo finale e completo.

 

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Il cassate il fuoco

Secondo un funzionario statunitense, citato da Axios, l'accordo che Stati Uniti e Iran sono prossimi a firmare prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l'Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. Tuttavia, scrive la testata, non è chiaro se ciò porterà a un accordo di pace duraturo che affronti anche le richieste del presidente Trump in materia nucleare. Inoltre, sempre secondo Axios, l'accordo fermerebbe anche la guerra di Israele nel Libano, aspetto che avrebbe preoccupato il premier Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riferito dal funzionario, l'Iran voleva lo sblocco immediato dei fondi e la revoca permanente delle sanzioni, ma gli Stati Uniti hanno affermato che ciò sarebbe avvenuto solo dopo che fossero state fatte concessioni concrete.

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L'uranio arricchito

Difficile il capitolo sul programma nucleare iraniano: l’intesa prevederebbe l'impegno a discutere come diluire o consegnare le scorte dell'Iran di uranio altamente arricchito. Al Arabiya ha riferito che "l'Iran si è offerto di sospendere l'arricchimento dell'uranio oltre il 3,6% per 10 anni (contro i 15 previsti dall'accordo negoziato da Obama) e di diluire l'uranio arricchito oltre il 20% all'interno del Paese". Secondo il New York Times, che cita due fonti americane, l'Iran si impegna a rinunciare alle proprie scorte di uranio altamente arricchito, ma le modalità precise con cui le cederà saranno definite nel prossimo ciclo di colloqui sul nucleare iraniano.

 

Intanto l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando le Guardie Rivoluzionarie, ha accusato Trump di fare solo propaganda perché non è stato preso alcun impegno in merito al programma nucleare di Teheran. "Vale la pena ricordare che Trump aveva precedentemente annunciato che i negoziati sul programma nucleare iraniano sarebbero stati una delle condizioni principali e imprescindibili di qualsiasi accordo. Tuttavia, l'Iran non si è impegnato in alcun modo e la questione nucleare non è stata discussa in questa fase", ha riferito Fars. "Si osserva - si legge ancora sulla Fars, citata da Al-Jazeera - che i funzionari americani hanno ammesso in diversi messaggi all'Iran che i tweet di Trump sono per lo più a scopo promozionale e mediatico negli Stati Uniti, e hanno consigliato di non prestare attenzione a tali dichiarazioni".

 

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La riapertura dello Stretto di Hormuz

L’Iran avrebbe anche accettato di aprire lo Stretto di Hormuz e di sospendere temporaneamente il pagamento dei pedaggi in cambio di un risarcimento da parte degli Stati Uniti. Il documento, ha fatto sapere sempre il portavoce degli Esteri Esmaeil Baghaei, menzionerebbe anche "la fine degli atti di pirateria perpetrati dagli Stati Uniti contro la navigazione internazionale", alludendo al blocco navale annunciato da Washington il 12 aprile, mentre la Repubblica Islamica aveva di fatto bloccato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra. La questione però si lega ad altri punti fondamentali per Teheran. Trump ha comunque già assicurato, con un post sul suo social Truth, che "lo Stretto di Hormuz verrà aperto".

 

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Le sanzioni e i fondi congelati

Per firmare qualsiasi accordo, i negoziatori iraniani chiedono che venga affrontata la questione delle sanzioni e dei fondi congelati. Sebbene l'ammontare esatto dei beni iraniani congelati non sia chiaro, fonti ufficiali ed esperti stimano che il valore totale degli asset bloccati all'estero superi i 100 miliardi di dollari.

La preoccupazione di Israele

Israele guarda intanto con preoccupazione all’accordo Usa-Iran. Alti funzionari della sicurezza di Gerusalemme hanno detto a Channel 12 che al momento i colloqui diplomatici sono monitorati con estrema attenzione e che l'esercito è in stato di massima allerta. L'apparato di difesa teme che la bozza di accordo in fase di elaborazione assicurerà all'Iran significative concessioni, con particolare attenzione all'allentamento delle sanzioni economiche.

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Le rassicurazioni di Trump

Trump promette comunque che non farebbe un accordo "se non fosse vantaggioso per Israele" e fa sapere di aver parlato con Netanyahu e che "è andata bene". Ma in precedenza aveva detto di credere che il premier israeliano non sia del tutto certo se preferirebbe un'intesa o proseguire il conflitto armato. "Se stringerò un accordo con l'Iran, sarà un accordo valido e appropriato, non come quello concluso da Obama, che ha fornito all'Iran ingenti somme di denaro contante e una strada chiara e spianata verso un'arma nucleare. Il nostro accordo è l'esatto opposto, ma nessuno lo ha visto, né sa in cosa consista. Non è nemmeno ancora stato negoziato nella sua interezza", ha detto il tycoon sul suo social Truth, respingendo le affermazioni dei "perdenti che criticano qualcosa di cui non sanno assolutamente nulla. A differenza di chi mi ha preceduto - e che avrebbe dovuto risolvere questo problema molti anni fa - io non stringo cattivi accordi".
 

Nyt: "Netanyahu messo da parte, umiliante per Israele"

Secondo alcuni Netanyahu non sarebbe però contento degli ultimi sviluppi, perché non è stato praticamente coinvolto nei negoziati in corso, scrive il New York Times, spiegando come il premier israeliano sia passato di fatto da un ruolo di "co-pilota" a quello di "mero passeggero". Il quotidiano, che cita fonti della sicurezza israeliana, parla quindi di una "battuta d'arresto umiliante”, a poco tempo di distanza dalla conversazione telefonica "lunga e drammatica" intercorsa proprio tra Donald Trump e lo stesso Netanyahu.

 

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Netanyahu: "Qualsiasi accordo deve contenere il nucleare"

"Abbiamo concordato (con il presidente Usa, ndr) che qualsiasi accordo definitivo con l'Iran debba eliminare il pericolo nucleare. Ciò significa smantellare i siti di arricchimento nucleare iraniani e rimuovere il materiale nucleare arricchito dal suo territorio", ha detto Netanyahu. "Il presidente Trump ha inoltre ribadito il diritto di Israele a difendersi dalle minacce su tutti i fronti, compreso il Libano", ha aggiunto.

 

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