Spari alla cena con Trump, tutti i dubbi sulla gestione della sicurezza

Mondo
©Ansa

Diverse critiche sono state rivolte al dispositivo di sicurezza predisposto per l'evento, nonostante l'unico ferito - un agente del Secret Service - sia stato dimesso. Il sospettato, che alloggiava nella struttura, sarebbe riuscito a superare il primo filtro di sicurezza prima dei controlli multilivello previsti per l'accesso all'area dell'evento

ascolta articolo

Il vicedirettore dei Servizi Segreti statunitensi, Matthew Quinn, ha definito il gesto del presunto attentatore che ha sparato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca ieri sera al Washington Hill un tentativo "di provocare una tragedia nazionale". Lo ha dichiarato in un comunicato sottolineando che "l'efficacia del nostro sistema di sicurezza a più livelli è stata evidente, ma abbiamo ancora una miriade di contromisure da attuare". (SEGUI LA LIVE PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI).

Dubbi sul dispositivo di sicurezza del Washington Hill Hotel

Nonostante il presidente Donald Trump e i partecipanti siano usciti illesi dalla sparatoria, non sono mancati dubbi e critiche sulla piena efficacia del dispositivo di sicurezza predisposto al Washington Hilton. L'unico ferito nell'attacco è stato un agente dei servizi segreti, dimesso dall'ospedale, secondo quanto riportato dalla Cnn, che cita il capo delle comunicazioni dei servizi segreti statunitensi, Anthony Guglielmi. La fonte, che non ha rivelato il nome dell'agente né l'ospedale in cui è stato ricoverato, ha affermato che il giubbotto antiproiettile indossato dall'agente "ci ha aiutato a evitare una potenziale tragedia". In precedenza, il presidente Trump ha dichiarato di aver parlato con l'ufficiale, dicendo ai giornalisti alla Casa Bianca che "è di ottimo umore e gli abbiamo detto che lo apprezziamo e lo rispettiamo. È una persona molto orgogliosa. È molto fiero di ciò che fa".

Leggi anche

Spari a cena Trump, la condanna internazionale: violenza inaccettabile

Come il sospettato ha superato il primo livello di sicurezza

Il 31enne Cole Thomas Allen, fermato dopo la sparatoria, sarebbe riuscito a superare il livello di sicurezza più esterno dell'evento perché era ospite dell'hotel, come riferito da diversi funzionari. La sicurezza per l'evento annuale dei corrispondenti della Casa Bianca è sempre molto rigida, soprattutto quando partecipa il presidente. Le forze dell'ordine hanno sostenuto che la loro "protezione a più livelli" al Washington Hilton ha comunque funzionato come previsto. Jeffery Carroll, capo ad interim della polizia metropolitana, ha dichiarato ai giornalisti che gli investigatori ritengono che il sospettato alloggiasse nella struttura e che questo sia il modo in cui è riuscito a entrare nell'hotel al momento dell'evento. L'edificio era stato chiuso al pubblico dalle 14 (ora locale) in previsione della cena, iniziata alle 20. L'accesso all'hotel era limitato agli ospiti, ai possessori di biglietti per la cena, a chi aveva un invito a uno dei ricevimenti che si tengono in hotel prima o dopo la cena, o a chi era in possesso di documenti dell'Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca che attestassero l'affiliazione all'evento. 

I controlli all'ingresso e nella sala da ballo

I 2.300 ospiti presenti all'evento hanno dovuto superare diversi controlli aggiuntivi per accedere alla sala: verifica dei biglietti, passaggio ai metal detector e ulteriori procedure per accedere alla sala da ballo. All'interno, il Secret Service ha mantenuto un ulteriore perimetro intorno al presidente Trump, con una zona cuscinetto che separava gli ospiti seduti al tavolo d'onore dal resto dei partecipanti. Agenti dei servizi segreti erano di guardia davanti al palco e dietro le quinte, così come agenti antisommossa pesantemente armati, pronti a intervenire in caso di minacce.

Potrebbe interessarti

Spari alla cena con Trump, dal boato alla fuga dei presenti. LE FOTO

Mondo: I più letti