Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Vertice di Cipro, al centro Hormuz e la crisi energetica. La posizione dell’Italia

Mondo
Ansa/Getty Images

Per le autorità europee, se non dovesse riaprire lo Stretto "sarà una catastrofe e servirà un piano”, ma per ora si considera che “la crisi resta molto volatile e imprevedibile”. Roma intanto guarda con "interesse" al progetto di aiuti proposto dalla Commissione, ma insisterà sulla sospensione del Patto di stabilità e del meccanismo degli ETS

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Inizia oggi il vertice informale di Cipro, a cui partecipano i capi di Stato o governo dell’Unione europea. I lavori prendono il via ad Agia Napa, dove stasera si terrà la cena che inaugurerà il summit. Al centro dell’incontro ci sarà la crisi innescata dalla guerra in Iran: sebbene ne sia rimasta fuori militarmente, il conflitto ha travolto l'Europa con gli effetti della chiusura di Hormuz e della conseguente crisi energetica. I vertici dell’Unione europea, il presidente del Consiglio Antonio Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, hanno però come obiettivo quello di frenare conclusioni catastrofiche. 

Hormuz e la crisi energetica

Infatti per adesso un intervento dell’Unione europea, sul modello dello strumento Sure o perfino del Recovery Plan post-Covid, viene escluso. Anche perché, come hanno osservato in Commissione, “la crisi resta molto volatile e imprevedibile”. Si guarda con attenzione alle trattative di Islamabad tra Stati Uniti e Iran, tuttavia qualora lo Stretto di Hormuz non riapra "sarà una catastrofe e un piano servirà", hanno spiegato ancora a Bruxelles. I membri dell’Ue sembrano divisi: ci sono Paesi, come la Spagna, che hanno trasformato la crisi in una cartina tornasole che mostra la necessità di continuare sulle rinnovabili. Ma c'è chi, nel breve e medio termine, potrebbe non accontentarsi solo della nuova flessibilità sugli aiuti di Stato.

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La posizione dell’Italia

L'Italia di Giorgia Meloni, impossibilitata a usare la clausola di salvaguardia per le spese di difesa a fronte della mancata uscita dalla procedura di infrazione per il deficit al 3,1%, potrebbe chiedere con forza una sospensione del Patto di stabilità e del meccanismo degli ETS. La sua voce però risulta essere isolata, e la Commissione resta contraria tenendo presente che la situazione finanziaria dei 27 non è la stessa del 2022, quando scoppiò la crisi dell'energia russa. Roma guarda con "interesse" al piano di aiuti proposto dalla Commissione europea nelle ultime ore, letto come una mossa "nella giusta direzione" per interventi temporanei e urgenti. La clausola permetterebbe di utilizzare circa 12 miliardi di euro nell'arco di tre anni che però, restando nella strettoia della procedura, andrebbero a impattare pesantemente sui conti pubblici.

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Dai Volenterosi all’Ucraina

Oltre all’energia, a Cipro si parlerà anche degli aspetti diplomatici della crisi di Hormuz. Un intervento della coalizione dei Volenterosi appare sempre più vicino, e a Londra gli staff militari sono tornati a riunirsi per aggiornare i piani di una missione che "sarà pacifica e avrà l'obiettivo di garantire la libertà di navigazione". Nel frattempo aumentano i contatti tra i Paesi Ue e i Paesi del Golfo e del Medio Oriente. Venerdì, i leader dei 27 si sposteranno nella capitale Nicosia, dove, nel pomeriggio, vedranno i vertici di Giordania, Libano, Egitto, Siria, e il segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Infine, il vertice di Cipro registrerà la presenza di Volodymyr Zelensky e l'atteso via libera al prestito da 90 miliardi per Kiev. E sarà il primo da 16 anni senza Viktor Orban, ormai in procinto di lasciare la guida del governo di Budapest.

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