Vertice Cipro, al centro Hormuz e crisi energetica. Meloni: "Ue sia molto più coraggiosa"
MondoHa preso il via il summit informale a cui partecipano i capi di Stato o governo dell’Unione europea. La premier italiana: "Apprezzo quello che è stato fatto dalla Commissione con il piano sull'energia, è un passo in avanti, ma non è sufficiente". Presente anche Zelensky
Ha preso ufficialmente il via, in serata, il vertice informale di Cipro, a cui partecipano i capi di Stato o governo dell’Unione europea. I lavori si sono aperti ad Agia Napa, oggi, 23 aprile, con la cena di inaugurazione del summit. Al centro dell’incontro la crisi innescata dalla guerra in Iran: sebbene ne sia rimasta fuori militarmente, il conflitto ha travolto l'Europa con gli effetti della chiusura di Hormuz e della conseguente crisi energetica. I vertici dell’Unione europea, il presidente del Consiglio Antonio Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, hanno però come obiettivo quello di frenare conclusioni catastrofiche. Presente anche Meloni che, sulla crisi energetica, ha avvertito: "L'Ue deve essere molto più coraggiosa". E a Cipro c'è anche il presidente ucraino Zelensky: "Oggi è un grande giorno", ha detto nel corso del suo punto stampa, a proposito del prestito da 90 miliardi dell'Ue a Kiev, ringraziando i leader europei.
Hormuz e la crisi energetica
L'Ue guarda con attenzione alle trattative di Islamabad tra Stati Uniti e Iran, tuttavia qualora lo Stretto di Hormuz non riaprissie, "sarà una catastrofe e un piano servirà", hanno spiegato Bruxelles. I membri dell’Ue sembrano divisi: ci sono Paesi, come la Spagna, che hanno trasformato la crisi in una cartina tornasole che mostra la necessità di continuare sulle rinnovabili. Ma c'è chi, nel breve e medio termine, potrebbe non accontentarsi solo della nuova flessibilità sugli aiuti di Stato.
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La posizione dell’Italia
Meloni, arrivando a Cipro, intanto, ha commentato l'ipotesi di un scostamento di bilancio: "Vediamo, ad oggi non escludiamo nulla". E arrivando a Cipro ha comunque chiarito, sull'attivazione della clausola di salvaguardia per la Difesa: "Oggi abbiamo altre priorità. Abbiamo la priorità delle spese energetiche, di dare risposte ai bisogni dei cittadini".
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Zelensky: "Pronti ad aprire cluster negoziali per adesione a Ue"
Zelensky, invece, si è concentrato sullo sblocco del prestito europeo a Kiev di 90 miliardi di euro che, secondo lui, può spingere la Russia verso i negoziati di pace. "Significa che l'Ucraina ha i soldi, prima di tutto per la nostra produzione interna. Non siamo a corto di risorse e siamo forti, non solo grazie ai nostri soldati, ma anche con le capacità, con gli strumenti, con le armi e con l'energia. È una decisione storica dell'Ue". Poi ha aggiunto: "Siamo pronti ad aprire i cluster negoziali e credo che anche l'Ue sia pronta a sostenerci in questo". Sulla possibilità di entrare in Ue nel 2027, Zelensky ha poi risposto che l'Ucraina lo "desidera veramente molto", sottolineando che la volontà "non dipende dalla decisione del popolo ucraino", che ha già deciso di voler entrare nell'Ue il prima possibile. "L'Ue ci ha aiutato e continua ad aiutarci molto durante questa guerra. Condivideremmo le nostre conoscenze e la nostra esperienza per rafforzare l'Europa".
Ue e Ucraina rafforzano la cooperazione sulle materie prime critiche
Il vicepresidente della Commissione Stéphane Séjourné e il vicepremier ucraino Taras Kachka hanno poi presentato il piano d'azione Ue-Ucraina per la cooperazione sui minerali critici, segnando un passo avanti nell'attuazione del memorandum d'intesa firmato nel 2021. Il piano prevede una lista di progetti prioritari lungo tutta la catena del valore - dall'estrazione alla raffinazione fino al riciclo - insieme a un quadro giuridico e amministrativo per integrare le filiere produttive tra Ue e Ucraina. Tra gli obiettivi anche una roadmap per sostenere la decarbonizzazione del settore minerario ucraino. Tra i progetti già individuati figura la miniera di grafite di Balakhivka, selezionata come progetto strategico europeo. L'iniziativa, sottolinea l'ufficio di Séjourné, si inserisce nella più ampia strategia dell'Ue per diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime critiche, con una rete di accordi già attiva con diversi partner e nuovi partenariati in via di definizione, tra cui quelli con Stati Uniti e Brasile.
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Ue pronta ad adottare la roadmap del mercato unico, domani l'ok
L'Ue si prepara a dare domani il via libera finale alla sua roadmap sul mercato unico, intitolata One Europe, One Market. La roadmap - che traduce in azione il rapporto dell'ex premier Enrico Letta "Much more than a market" - mette nel mirino le principali barriere ancora presenti, le cosiddette 'terrible ten', con l'obiettivo di eliminarle entro il prossimo marzo. Al centro anche una migliore applicazione delle regole comuni e una maggiore convergenza tra i Paesi membri. Tra le novità, l'applicazione del 28esimo regime, il quadro giuridico opzionale unico a livello Ue proposto da Bruxelles per affiancare i 27 sistemi nazionali, permettendo alle imprese - soprattutto innovative e digitali - di operare con un'unica normativa europea invece di adattarsi a quelle dei singoli Paesi. Il piano, stando al documento anticipato dall'ANSA, prevede un monitoraggio serrato dell'attuazione delle norme e l'uso di tutti gli strumenti disponibili da parte dell'Ue, comprese le procedure di infrazione, per i Paesi in ritardo. In caso di stallo, resta aperta la strada delle cooperazioni rafforzate tra i governi. Definita un "impegno vincolante" con "obiettivi misurabili", la roadmap include diversi pacchetti legislativi: dall'Unione del risparmio e degli investimenti all'energia, fino a occupazione e gigafactory per l'intelligenza artificiale. "Serve un senso di urgenza senza precedenti", si legge nel documento.
Il programma
Venerdì, i leader dei 27 si sposteranno nella capitale Nicosia, dove, nel pomeriggio, vedranno i vertici di Giordania, Libano, Egitto, Siria, e il segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Sarà il primo vertice da 16 anni senza Viktor Orban, ormai in procinto di lasciare la guida del governo di Budapest.