Iran minaccia di bloccare Mar Rosso: cosa succede se chiude lo Stretto di Bab el-Mandeb
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Resta ancora altissima la tensione tra Usa e Iran, con l’esercito di Teheran che minaccia di bloccare il Mar Rosso se il blocco navale statunitense dovesse continuare, avvertendo anche che la situazione potrebbe compromettere il cessate il fuoco in vigore dall'8 aprile (TUTTE LE NEWS SUL CONFLITTO LIVE).
In questo scenario, di particolare importanza diventa lo Stretto di Bab el-Mandeb, punto cruciale del commercio globale. Questo passaggio obbligato collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano e, attraverso il Canale di Suez, l’Europa all’Asia. La minaccia di un blocco in quest’area non è solo un fattore militare, quindi, ma un potenziale - e ulteriore - ostacolo per l’economia mondiale.
Quello che devi sapere
Una posizione strategica
“Lo stretto di Bab el-Mandeb, proprio come quello di Hormuz, è fondamentale per l'economia globale", ha dichiarato al TIME Noam Raydan, ricercatore senior presso il Washington Institute for Near East Policy. "È un punto di strozzatura attraverso il quale transitano diverse navi, portacontainer, petroliere o navi cisterna che si spostano tra diverse regioni o continenti".
Secondo l'Agenzia statunitense per l'informazione energetica (EIA), le esportazioni di petrolio greggio e liquidi petroliferi in transito attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb sono aumentate da 5,7 milioni di barili al giorno nel 2020 a 9,3 milioni di barili al giorno nel 2023. Questa cifra è diminuita a 4,1 milioni di barili al giorno nel 2024 a seguito degli attacchi degli Houthi nello stretto ed è rimasta stabile a 4,2 milioni di barili nel primo trimestre del 2025.
Per approfondire: Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
L'eventuale blocco
Dal punto di vista geografico, Bab el-Mandeb è largo appena poche decine di chilometri nel suo punto minimo, il che lo rende più vulnerabile a eventuali blocchi che potrebbero avvenire in modi diversi. Sicuramente il modo più diretto per un eventuale blocco è quello militare, con navi da guerra che impediscono fisicamente il passaggio o lo rendono troppo rischioso per le imbarcazioni commerciali. In alternativa, si potrebbe ricorrere a strategie come il posizionamento di mine marine o attacchi con droni o missili contro petroliere e portacontainer.
Le conseguenze
Le conseguenze di un’interruzione del traffico marino di Bab el-Mandeb sarebbero immediate e vaste. Come detto, attraverso questo stretto passa una quota significativa del commercio mondiale, in particolare petrolio e gas provenienti dal Golfo Persico diretti verso l’Europa. Se Bab el-Mandeb venisse chiuso, le navi sarebbero costrette a circumnavigare l’Africa passando per il Capo di Buona Speranza, allungando i tempi di viaggio di settimane e, inoltre, aumentando enormemente i costi.
Ma quelle economiche non sarebbero le uniche conseguenze del blocco. Se si guarda allo scenario politico e militare, lo stop potrebbe innescare un’escalation regionale. Un confronto diretto, anche solo per garantire la libertà di navigazione, potrebbe rapidamente trasformarsi in un conflitto più ampio.
Lo stretto di Bad el-Mandeb era già attenzionato
Del resto, alcune importanti compagnie di navigazione, avevano già deviato le rotte delle loro navi lontano dallo Stretto di Bab el-Mandeb e dal Canale di Suez nelle prime fasi della guerra degli Usa con l'Iran, scoppiata il 28 febbraio. La compagnia di navigazione danese Maersk, ad esempio, come scrive il TIME, ha dichiarato di aver deciso di "sospendere temporaneamente i futuri collegamenti trans-Suez attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb", citando problemi di sicurezza.
Il ruolo degli Houthi
Il fatto che lo Stretto di Bab el-Mandeb sia dominato, da un lato, dai militanti Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, complica ulteriormente la situazione. Abed al-Thawr, un ufficiale militare yemenita, sempre secondo quanto riferito dal TIME, ha indicato a fine marzo che la chiusura di Bab el-Mandeb sarebbe stata una delle principali opzioni che gli Houthi avrebbero potuto adottare in risposta a un'ulteriore escalation della guerra tra Usa e Iran.
Va comunque ricordato che l'Iran non ha mai bloccato direttamente lo Stretto di Bab el-Mandeb, che dal 2023 è in gran parte proprio sotto l'influenza degli Houthi.
Per approfondire:
Il blocco navale Usa
Intanto da oggi, mercoledì 15 aprile, il blocco navale imposto dalla Marina statunitense ai porti iraniani sembra essere entrato in azione a piena potenza: nessuna nave collegata all'Iran è stata vista lasciare la regione da quando il blocco è entrato in vigore (formalmente 48 ore prima), secondo quanto riferito dalle autorità statunitensi e dalle società di tracciamento navale.
Diverse imbarcazioni sembrano essersi fermate o aver rallentato dopo essere uscite dallo Stretto di Hormuz ed entrate nel Golfo dell'Oman, "il che potrebbe riflettere l'effetto deterrente del blocco", ha osservato Kpler, una società di dati marittimi, in un rapporto pubblicato in queste ore, come scrive il New York Times.
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